Monster Hunter Rise: l'aggiornamento 3.0

Sviscerato il nuovo aggiornamento 3.0 di Monster Hunter Rise, ecco le nostre considerazioni sul finale, i nuovi mostri e l'insolito approccio di Capcom

SPECIALE di Christian Colli   —   31/05/2021
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Col secondo aggiornamento importante di Monster Hunter Rise di qualche giorno fa si è chiuso un cerchio intorno alla release del titolo Capcom, che almeno per i prossimi tre mesi dovrebbe rallentare lo sviluppo di nuovi contenuti: secondo la road map pubblicata verso la fine dell'ultimo Digital Event, i prossimi update non dovrebbero includere nuovi mostri, ma solo missioni e ricompense speciali legate perlopiù al lancio di Monster Hunter Stories 2.

Una frenata comprensibile, dopo i due mesi di fuoco che sono seguiti all'uscita del gioco lo scorso marzo: nel giro di poche settimane, Capcom ha aggiunto ben nove mostri e svariate funzioni extra che hanno arricchito il già nutrito endgame. Si è trattato però di un approccio insolito per la serie, che ci ha fatto riflettere sulla sua natura e sulle intenzioni di Capcom. L'aggiornamento 3.0, insomma, è stato un'ottima occasione per analizzare la strategia della software house nipponica e capire cosa ha funziona e cosa no, ma soprattutto cosa potrebbe riservarci il futuro della serie.

La strada verso il finale

Il valore della narrativa in Monster Hunter è ancora oggi al centro di accesi dibattiti tra i fan: quanto peso può avere una trama in un gioco in cui bisogna cacciare mostri per fabbricare armi e armature? In realtà, ben poco. Tuttavia, un bravo sceneggiatore può comunque giustificare narrativamente il gameplay con un canovaccio accorto, senza scadere necessariamente nel ridicolo o grottesco.

Capcom negli ultimi anni ci ha provato, addirittura implementando una serie di cinematiche già a partire da Monster Hunter 4 Ultimate per abbozzare una specie di storyline che effettivamente non serviva a molto, ma contribuiva a dare quantomeno un maggior lustro all'intera produzione.

Monster Hunter Rise ha seguito la stessa filosofia, giustificando narrativamente la modalità Furia e l'intera premessa del gioco attraverso i suoi boss finali, Ibushi del vento e Narwa del tuono.

Monster Hunter Rise: il Magnamalo.
Monster Hunter Rise: il Magnamalo.

Considerati la causa degli assedi al villaggio di Kamura, questi draghi anziani leggendari sono rispettivamente maschio e femmina, re e regina, e la loro unione promette danni incalcolabili. Abbiamo affrontato il primo boss a circa metà campagna in una missione Furia: l'Ibushi del vento attacca i cancelli di Kamura insieme a un'orda di mostri ma il nostro intervento lo mette in fuga. In seguito, tuttavia, scopriamo che le due gemelle wyverniane che lavorano come missionatrici a Kamura, Minoto e Hinoa, possono entrare loro malgrado in risonanza coi due mostri. In pratica, è come se l'Ibushi del vento e la Narwa del tuono le possedessero brevemente, facendo ripetere loro una cantilena minacciosa.

Questo permette ai cacciatori di localizzare la Narwa del tuono e combatterla nel Palazzo corallino durante la missione "Dea del tuono". Si tratta di uno degli scontri più originali nel franchise, perché mescola le tipiche meccaniche da assedio, e quindi l'utilizzo di baliste, cannoni e dragonatore, con dinamiche quasi platform in cui bisogna sfruttare l'Insetto filo per raggiungere le piattaforme sospese o schivare alcuni attacchi particolarmente insidiosi.

Monster Hunter Rise: il Tigrex.
Monster Hunter Rise: il Tigrex.

Una volta sconfitta, la Narwa del tuono precipita in un baratro e al villaggio si festeggia la vittoria del giocatore. Monster Hunter Rise, a marzo, si concludeva così, con un'ultima scenetta in cui Hinoa e Minoto, ancora sotto l'influenza dei due draghi antichi, profetizzavano la loro unione. Un cliffhanger vero e proprio che anticipava un seguito: Capcom avvertì subito i giocatori che la storia sarebbe infatti proseguita in un aggiornamento successivo con il "nuovo" finale.

Un meccanismo bizzarro. Che senso aveva uscire con un finale posticcio, ma appiccicargli comunque i titoli di coda? Perché rimandarlo a un update? Sul fronte del gameplay, poi, la situazione si faceva ancora più bizzarra visto che le armi e le armature dei due mostri, specialmente quelle della Narwa del tuono, apparivano abbastanza mediocri, per non dire inutili: non a caso, i giocatori hanno cominciato a "farmare" la Narwa del tuono solo per consegnare i materiali a Kagero il mercante e farci gli amuleti.

Monster Hunter Rise: il Somnacanth.
Monster Hunter Rise: il Somnacanth.

Abbiamo dunque atteso il primo update con un certo interesse, sperando che la storia proseguisse in modo convincente, anche perché la questione della risonanza era parecchio intrigante, sebbene appena accennata, e Capcom avrebbe potuto lavorarci sopra. Nel gioco, una delle due sorelle sembra più suscettibile dell'altra all'influenza dei draghi antichi. Ci siamo domandati: e se Capcom volesse dare alla storyline una svolta decisiva uccidendo una delle due missionatrici?

Sarebbe stata una mossa coraggiosa, e per la prima volta la storia di un Monster Hunter avrebbe preso una piega oscura, influenzando con decisione lo scenario di gioco quasi a dire: "ehi, esisto anch'io". Il primo update di aprile, però, pur introducendo sei nuovi mostri, ha lasciato la trama ancora in sospeso, limitandosi ad arricchire i contenuti endgame con i draghi antichi iconici, stranamente assenti al lancio, e qualche nuovo mostro Apex e non. In particolare, l'aggiornamento 2.0 sbloccava la fabbricazione degli stili armatura e le cacce dei primi mostri Apex fuori dalla modalità Furia.

L'aggiornamento 3.0

Monster Hunter Rise: il Rathalos Apex.
Monster Hunter Rise: il Rathalos Apex.

A incuriosirci - insospettirci, anzi - sono state due scelte operate da Capcom. La prima riguarda la pubblicazione dell'aggiornamento 3.0, a solo un mese dal precedente. A questo punto Monster Hunter Rise si aggiornava per la seconda volta entro due mesi dal lancio, e neppure Monster Hunter World nel suo stato di grazia si era arricchito di così tanti contenuti tanto in fretta. Ciò ha infatti indotto molti giocatori a credere che Capcom avrebbe proseguito con la stessa cadenza anche in seguito, ma ci ha pensato il Digital Event a raffreddare gli animi, rivelando che per tutta l'estate non ci sarebbero poi stati aggiornamenti altrettanto importanti.

L'altra scelta curiosa riguardava la modalità Furia che noi stessi, già in sede di recensione, avevamo considerato controversa: originale, sì, ma non particolarmente divertente o produttiva quando si gioca da soli.

Monster Hunter Rise: il Chameleos.
Monster Hunter Rise: il Chameleos.

Fin da subito, i giocatori avevano chiesto a gran voce che Capcom consentisse di cacciare i mostri Apex fuori dalla modalità Furia, e lo sviluppatore nipponico aveva incredibilmente acconsentito: a partire dal primo update, i giocatori potevano affrontare i mostri Apex disponibili al lancio in cacce tradizionali, mentre quelli nuovi (il Rathalos e il Diablos) restavano confinati alla modalità Furia. L'aggiornamento 3.0 fa anche di più. Aggiunge le cacce tradizionali per il Rathalos e il Diablos Apex; poi introduce lo Zinogre Apex in modalità Furia, ma basta sconfiggerlo una volta per sbloccarlo subito come obiettivo di una missione normalissima. In questo modo, le missioni Furia servono solo a "farmare" soprattutto i Buoni difensore necessari a costruire e potenziare fino al nuovo grado S le armi Furia.

Lo Zinogre Apex è uno dei soli tre mostri aggiunti con l'update 3.0. Una volta scaricato l'update, se il giocatore soddisfa determinati requisiti - se ha completato la campagna precedente e raggiunto un certo Grado Cacciatore, in effetti - compare subito una nuova missione urgente nel Palazzo corallino. Com'era prevedibile, la Narwa del tuono non è morta, e anzi sta per congiungersi all'Ibushi del vento per scatenare una vera e propria apocalisse. Tocca a noi fermarli.

Monster Hunter Rise: il Goss Harag.
Monster Hunter Rise: il Goss Harag.

La missione "La creatrice" è essenzialmente uno scontro diviso in due fasi. Nella prima, i cacciatori affrontano l'Ibushi del vento, ma questa parte della battaglia dura poco e ben presto si finisce tutti nel cratere in cui era sprofondata la Narwa: quest'ultima, a sorpresa, divora il mostruoso consorte, trasformandosi in una creatura sensibilmente diversa, Narwa la creatrice. È un drago antico ancora più molesto e aggressivo di quello che abbiamo affrontato in precedenza, infligge tantissimi danni, specialmente se avete poca resistenza all'elemento tuono, e dispone di un complesso attacco letale in due fasi: nella prima, mentre lo carica, alcuni dragonatori emergeranno dal suolo e cominceranno a ruotare per la mappa mentre il mostro attira a sé i cacciatori, che dovranno quindi correre verso i bordi e schivare i dragonatori al tempo stesso.

A un certo punto i dragonatori si sgretoleranno e compariranno delle piattaforme qualche istante prima che la nuova Narwa lanci il suo attacco finale, uccidendo tutti i giocatori ancora a terra.

È uno scontro impegnativo, insomma, ma a un certo punto i cacciatori ottengono un aiuto imprevisto quando il Magnamalo si unisce alla lotta: sfruttando la cavalcatura wyvern, è possibile infliggere tantissimi danni extra alla Narwa del tuono e atterrarla temporaneamente. A quel punto il Magnamalo se ne andrà e la missione entrerà nella fase conclusiva.

Monster Hunter Rise: il Tetranadon.
Monster Hunter Rise: il Tetranadon.

Considerazioni sul finale

Monster Hunter Rise: la Narwa del tuono e l'Ibushi del vento.
Monster Hunter Rise: la Narwa del tuono e l'Ibushi del vento.

La sconfitta della Narwa del tuono segna la vera fine della campagna di Monster Hunter Rise, ma l'epilogo è davvero deludente e non giustifica i due mesi di attesa. Il nostro cacciatore torna al villaggio e viene accolto con entusiasmo da tutti, comprese le due missionatrici. Segue qualche breve dialogo stucchevole, si parla come al solito di un lauto banchetto, e la cosa finisce lì. I titoli di coda li abbiamo già visti, quindi la sequenza d'intermezzo si chiude improvvisamente, rispedendoci alla Base di caccia dove Hojo, il capogilda, ci avvertirà che il nostro lavoro non è ancora finito. Raggiungendo il Grado Cacciatore 100, infatti, si sblocca un nuovo mostro da combattere: il Valstrax cremisi.

Fermiamoci un attimo, però, e riflettiamo sul finale di Monster Hunter Rise. Ebbene, nonostante ci avessimo sperato, Capcom non si è sforzato più di tanto a scrivere una storia più coinvolgente, ma quanto proposto dopo due mesi di attesa resta davvero debole. Lo scontro con Narwa la creatrice è molto coinvolgente, e le ricompense sono notevoli: coi nuovi materiali si possono potenziare le armi e le armature dell'Ibushi del vento e della Narwa del tuono, che diventano molto più interessanti. Tuttavia, la nostra impressione è che questo contenuto avrebbe dovuto essere disponibile già al lancio, oppure col primo aggiornamento al massimo. Così non è stato perché, a nostro avviso, Capcom non è riuscita a completare il gioco prima della data di uscita prevista e l'ha immesso sul mercato lo stesso, ripromettendosi di chiuderlo con gli aggiornamenti a stretto giro.

Monster Hunter Rise: il Mizutsune.
Monster Hunter Rise: il Mizutsune.

Ora, un atteggiamento come questo, di solito, farebbe gridare allo scandalo, ma in realtà Monster Hunter Rise è un titolo così ricco, longevo e vario da essere riuscito a reggersi sulle sue gambe persino con una campagna rimasta tronca per due mesi. In questo senso, infatti, Capcom potrebbe addirittura aver scoperto il modus operandi migliore per gestire il lancio di un nuovo Monster Hunter.

Centellinando i contenuti endgame nell'arco dei due mesi immediatamente successivi al lancio, è riuscita in due imprese. In primis, ha proiettato l'immagine di un supporto deciso, concreto e impegnato, implementando una quantità di contenuti importante a poche settimane dall'uscita del titolo così da soddisfare i giocatori e cavalcare il loro entusiasmo. In secondo luogo, ha avuto il tempo e l'opportunità per qualche bilanciamento dell'ultimo minuto: ha infatti cambiato approccio nei confronti dei mostri Apex, ascoltando il feedback degli utenti, e ritoccato la curva della difficoltà, che molti consideravano fin troppo morbida.

Abbiamo anche l'impressione che abbia agito tempestivamente sul meta, arginando subito la diffusione delle armi Nargacuga che spadroneggiavano fino al primo aggiornamento, grazie all'introduzione di gioielli e bonus specifici.

Dopo il Valstrax

"Il bagliore cremisi" è la missione che chiude il cerchio sui famigerati leak che avevano anticipato il roster di mostri qualche tempo prima che uscisse il gioco: il Valstrax cremisi è infatti l'ultimo mostro a comparire in quella lista, dopodiché il futuro resta avvolto nel mistero. Questo drago antico è una variante del mostro copertina comparso per la prima volta in Monster Hunter Generations Ultimate, una specie di drago a reazione caratterizzato da veri e propri reattori sotto le ali.

La variante di Monster Hunter Rise è incredibilmente aggressiva e veloce, perciò vi consigliamo caldamente di migliorare le vostre armature prima di affrontarlo e di portare con voi tutto il necessario per sopravvivere ad attacchi che possono uccidervi in un attimo. Il Valstrax cremisi, in particolare, tende a schizzare in cielo, dove potete vederlo sotto forma di cometa, mentre il gioco vi avverte che sta per lanciare un Agguato: a quel punto il mostro precipiterà dopo pochi istanti sul campo di battaglia, uccidendo chiunque sia nei paraggi e non si sia tuffato per schivare l'attacco.

Monster Hunter Rise: il Valstrax cremisi.
Monster Hunter Rise: il Valstrax cremisi.

L'armatura del Valstrax cremisi, visivamente molto hi-tech, è caratterizzata da alcuni ottimi pezzi - come i guanti col loro Punto debole 2/3 che sono praticamente il nuovo meta - e da un bonus molto particolare che in parte indebolisce il cacciatore, ma al contempo lavora in sinergia con altre abilità per rafforzare i danni che infligge.

I migliori giocatori del web stanno ancora studiando il meta per quanto riguarda le armi: quelle del Valstrax cremisi sono caratterizzate da un'acutezza bianca lunghissima che passa poi subito a rosso, e per questo possiedono un valore di attacco base contenuto. L'introduzione delle summenzionate armi Furia S - che peraltro sono le uniche che possono cambiare aspetto come fossero stili armatura - ha scosso tuttavia il meta, introducendo una gran varietà di combinazioni che non vediamo l'ora di scoprire nei prossimi mesi.

Monster Hunter Rise: il martello del Teostra.
Monster Hunter Rise: il martello del Teostra.

L'aggiornamento 3.0, insomma, gioca su un numero minore di mostri veramente inediti, ma arricchisce Monster Hunter Rise di una varietà contenutistica, specialmente in termini di itemization, che renderà le prossime settimane molto interessanti per chi avrà voglia di continuare a cacciare.

È un update che aggiunge anche una buona quantità di missioni a sette stelle davvero impegnative - completatele tutte e sbloccherete una gradita sorpresa - e vari obiettivi secondari che terranno impegnati gli amanti dei collezionabili. Ora, però, il titolo Capcom comincia una fase discendente. La nuova road map prevede solo missioni evento e collaborazioni per giugno, luglio e agosto, e dopo questo tour de force è difficile che vedremo nuovi mostri almeno per qualche tempo.

Capcom dovrà quindi scegliere come proseguire il supporto: noi ipotizziamo che da settembre in poi, e magari prima con un po' di fortuna, si torni al ritmo di Monster Hunter World, con aggiornamenti contenutistici bimestrali che ci traghetteranno all'inevitabile espansione. Sulla finestra di lancio si accettano scommesse: noi diciamo primavera 2022, e voi?