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PC, cosa aspettarsi nel 2019

Vediamo cosa ci attende su PC nel 2019, con un occhio particolare sui giochi e la guerra del negozi digitali.

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   05/01/2019

Il mondo PC come sempre fa storia a sé quando si parla di prospettive future. Nel 2019 non sarà diverso. Non essendo strettamente legato a un concetto di sviluppo di tipo generazionale ed essendo una piattaforma aperta, sulla quale lavorano contemporaneamente molte realtà, è difficile individuare una linea precisa che sarà seguita da tutti. Difficile anche quantificare l'entità e l'incidenza del mercato PC, sicuramente più mutevole di quello console, perché determinato da una moltitudine di fenomeni spesso imprevedibili, che assumono un significato preciso solo dopo che si sono manifestati.

Tropico 6 05

Ad esempio, Google sta lavorando per rifinire il suo servizio di cloud gaming, che teoricamente darà accesso ai moderni videogiochi anche ai possessori di sistemi non più all'avanguardia: da ciò ne risulterà un ampliamento del mercato PC con il ritorno di alcuni giocatori "dormienti"? Oppure il servizio interesserà soprattutto i giocatori già attivi? Arduo dirlo senza conoscere chiaramente i profili delle varie offerte e la resa dei servizi. Ma facciamo un altro esempio: Microsoft sembra intenzionata a portare l'Xbox Game Pass anche su PC. Non ha annunciato quando accadrà, ma il 2019 potrebbe essere l'anno giusto. Vale quindi la pena chiedersi se il servizio farà presa come avvenuto su Xbox One, spostando parte del mercato, oppure se sarà un fenomeno marginale, incapace di incidere davvero. Insomma, la mancanza di un singolo produttore hardware di riferimento e la presenza di molti progetti concorrenti ci dovrebbero spingere a parlare di futuri e non di futuro. In generale ci azzardiamo ad affermare che il 2019 per il PC sembra prospettarsi come un anno di passaggio dal punto di vista dell'hardware, ma contemporaneamente di forte sperimentazione e di lotta serrata nell'ambito dei negozi digitali, in cui alcuni colossi sembrano voler dare qualche sonora spallata allo strapotere di Steam.

Steam

Hardware

In ambito hardware c'è una grossa incognita tutta da verificare: il ray tracing in tempo reale. Per adesso solo Nvidia ha fatto un passo importante verso questa tecnologia, lanciando delle schede con chip dedicati. Purtroppo non è stata supportata da molti publisher e attualmente i titoli che le sfruttano si contano sulle dita di una mano. Sostanzialmente l'unico ad averla abbracciata con una certa decisione è stata DICE con Battlefield V, in cui il ray tracing è stato introdotto con una patch post lancio. Nel 2019 Nvidia dovrà fare molto di più per convincerci a spendere le importanti cifre che costano le sue schede RTX. Per ora molti publisher e sviluppatori non sembrano interessati a supportare il ray tracing, anche perché costa molto in termini di implementazione e attualmente il mercato è davvero ridotto. Sicuramente è il futuro, ma a questo punto bisogna vedere quanto remoto.

Molto dipenderà dalle console di nuova generazione le quali, nel caso lo implementassero (anche in una forma molto blanda) lo renderebbero automaticamente uno standard per i titoli multipiattaforma, facendone la fortuna anche su PC. AMD di suo sembra aver mantenuto una posizione molto più conservatrice, con prodotti per tutte le tasche e nessun supporto particolare per il ray tracing. La scelta sembra averla premiata nel breve periodo, ma nel lungo ci dovrà necessariamente essere un adeguamento tecnologico, per non creare un gap incolmabile con la concorrenza. Del resto, come già detto, finché non inizieranno a uscire giochi che mostrino davvero i miglioramenti grafici possibili grazie al ray tracing in tempo reale, sarà difficile convincere gli utenti a fare il fatidico salto.

La guerra dei negozi digitali

Una delle contese più accese che si avranno nel 2019 sul mercato PC è quella degli store digitali. Epic Games e Discord hanno dichiarato apertamente guerra a Steam lanciando dei negozi con delle condizioni ottime per gli sviluppatori, che si sono dimostrati immediatamente reattivi alla novità. Lì dove Valve trattiene il 30% da ogni acquisto su Steam, scendendo al 20% in caso di titoli di successo (almeno 50 milioni di euro di ricavi), l'Epic Games Store e Discord prendono rispettivamente solo il 10% e 12% da ogni transazione.

Epic Games Store

Immaginiamo di realizzare un gioco e venderlo a 20€, con la necessità di ricavare almeno 1.000.000 di euro per raggiungere il punto di pareggio. Sull'Epic Games Store e su Discord riceviamo 18€ circa per ogni copia venduta (qualcosa in meno sul primo) e abbiamo quindi bisogno di vendere poco più di 55.000 copie per farcela, mentre su Steam riceviamo 14€ circa per ogni copia venduta e dobbiamo vendere più di 71.000 copie per ottenere lo stesso risultato. Ovviamente ci sarebbero altri calcoli da fare, in particolare quelli relativi alle tasse, ma prendetelo come un esempio generico per comprendere come mai ci sia grande interesse verso i nuovi store digitali. Epic Games in particolare si è dimostrata molto attenta ad ascoltare le esigenze degli sviluppatori, lì dove Valve sono anni che è criticata perché continua a prendere decisioni arbitrarie che vengono calate dall'alto sulla testa di tutti, senza oltretutto che si abbia il minimo diritto di replica. Comunque sia, attualmente il quadro dei negozi digitali su PC si è fatto davvero complessissimo, con i grandi publisher che si sono distaccati dagli store generici per creare dei loro ecosistemi indipendenti.

Fallout 76 2

Electronic Arts sono anni che lancia i suoi giochi solo su Origin. Ubisoft continua a venderli anche su Steam, ma non rinuncia a Uplay. Bethesda si sta distaccando gradualmente da Steam e ha iniziato a lanciare giochi solo tramite il suo launcher (vedasi Fallout 76). Activision sta puntando tutto su Battle.net di Blizzard, dove ha lanciato Destiny 2 e Call of Duty: Black Ops 4. CD Projekt continua a rimanere su Steam, ma con Thronebreaker ha sperimentato la possibilità di vendere i suoi giochi in esclusiva su GOG. Microsoft pubblica solo sul Windows Store. Insomma, la frammentazione dell'offerta è ormai evidente. Molti videogiocatori si lamentano di questa situazione, perché seguire tutti i titoli più interessanti richiede l'installazione di molti client, ma si tratta di un fenomeno inevitabile, perché ogni publisher mira ovviamente a massimizzare i profitti dei suoi giochi e poter agire in maniera indipendente offre indubbi vantaggi da moltissimi punti di vista (esposizione, offerte, ricavi e così via).

Videogiochi

A livello di videogiochi veri e propri, il 2019 del PC sarà in linea con gli anni passati. Quindi avremo port di praticamente ogni titolo multipiattaforma, nonché di molte esclusive console. Ad esempio God Eater 3 uscirà su PS4 e PC, così come Left Alive, mentre Crackdown 3 su Xbox One e PC e così sarà per Gears 5, nel caso esca entro l'anno. A oggi l'unica grande mancanza sembra essere Kingdom Hearts 3 di Square Enix, con la possibilità comunque che esca in un secondo momento, come già avvenuto con Final Fantasy XV.

Meno possibilità per Red Dead Redemption 2, che vediamo più come un'uscita post lancio delle console di nuova generazione, in linea con quanto Rockstar fece con Grand Theft Auto V. Ne caso se ne riparlerà nel 2020 / 2021. Comunque sia i grandi titoli non mancheranno. Solo a gennaio avremo tra gli altri: Resident Evil 2, Tropico 6 e Onimusha: Warlords; a febbraio sarà la volta di Anthem, Metro Exodus, Ace Combat 7: Skies Unknown, Far Cry: New Dawn, God Eater 3, Dead or Alive 6, Jump Force, Crackdown 3 e Anno 1800; marzo ci porterà invece Devil May Cry 5, Sekiro: Shadows Die Twice, The Sinking City, Left Alive, e The Division 2. Nei mesi successivi seguiranno Assetto Corsa Competizione, Mortal Kombat 11, RAGE 2, Phoenix Point, Biomutant, Conan Unconquered, Shenmue III, The Wild Eight, Mechwarrior 5: Mercenaries e altri ancora. Ovviamente nel corso dell'anno ci saranno annunci di nuove uscite che arricchiranno ancora di più l'offerta.

The Outer Worlds 6

Molto probabilmente giocheremo anche ad Ancestors: The Humankind Odyssey, A Plague Tale: Innocence, Asterix , Bloodstained: Ritual of the Night, Code Vein, Control, Desperados III, DOOM Eternal, Draugen, Greedfall, Psychonauts 2, Spelunky 2, The Surge 2, The Outer Worlds, Wolfenstein: Youngblood e chi più ne ha più ne metta. Insomma, le uscite non mancheranno di certo e, anzi, sarà difficile riuscire a giocare tutto quello che ci interessa. Da questo punto di vista il 2019 si propone come uno degli anni più ricchi dell'attuale generazione, con titoli per davvero tutti i gusti. Non c'è di che lamentarsi.