Pokémon: Let's Go, Pikachu!: provata la demo all'E3 2018 93

All'E3 2018 abbiamo provato Pokémon: Let's Go, Pikachu!, il controverso nuovo capitolo in arrivo su Nintendo Switch. Spoiler: non li abbiamo acchiappati tutti

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   14/06/2018
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Abbiamo passato buona parte degli ultimi vent'anni a catturare Pokémon, prima su Game Boy, poi su DS e infine su 3DS e smartphone. Abbiamo sconfitto i Superquattro, viaggiato da una regione all'altra, catturato creature leggendarie e completato il Pokédex più e più volte. Abbiamo anche camminato chilometri per catturarli tutti in Pokémon Go, partecipando a raid sotto al sole cocente assieme ad altri impavidi. Insomma, pensavamo ormai di essere diventati degli allenatori provetti. Eppure eccoci, nello stand Nintendo all'E3 2018, che ci sbracciamo facendo finta di lanciare una Poké Ball contro lo schermo, fallendo in continuazione nel tentativo di catturare un malandato Weedle. Un lancio è troppo debole. Un altro troppo a destra. Uno troppo in alto. Ma chi ce lo fa fare? Non sarebbe meglio tornare a lanciare Poké Ball premendo un semplice tasto? Eppure, una parte di noi fa fatica a posare la Poké Ball Plus, il piccolo controller a forma di sfera Poké che accompagnerà il lancio di Pokémon: Let's Go Pikachu e Let's Go Eevee.

Un controller per acchiapparli

Le due versioni di Pokémon Let's Go per Switch rappresentano un esperimento inedito e bizzarro per la serie, uno spin-off che da un lato riporta i fan nella cara vecchia regione di Kanto, mentre dall'altro propone un'esperienza più accessibile e leggera, nel tentativo di attirare le milioni di persone che si sono appassionate a Pokémon Go. Il risultato è un ibrido che ha spaccato la community in due e che sta facendo discutere fin dall'annuncio avvenuto nelle scorse settimane. La demo che abbiamo provato all'E3 2018 era ambientata in una piccola zona del Bosco Smeraldo, una location che si raggiunge già nelle prime fasi dell'avventura. Come nell'originale (e ovviamente in Rosso Fuoco e Verde Foglia), il bosco è pieno zeppo di allenatori e Pokémon nascosti nell'erba alta. In questo caso, però, non ci sono incontri casuali e i Pokémon sono tutti visibili mentre gironzolano nell'erba, cosa che rende Bosco Smeraldo assai più affollato e vivace rispetto a come ce lo ricordavamo. In questa fase è possibile già vedere alcune delle caratteristiche dei Pokémon nella zona: se brillano di giallo o blu vuol dire che hanno rispettivamente dimensioni più grandi e più piccole della media, mentre un occhio attento può anche distinguere i Pokémon sulla mappa in base al genere (ad esempio, un Pikachu femmina si riconosce dalla forma della coda).

Nascosti nell'erba si possono trovare degli oggetti utili, e se si è (molto) fortunati ci si può imbattere anche in Pokémon cromatici, varianti estremamente rare e con colorazioni alternative. Utilizzare la Poké Ball Plus per spostarsi nel gioco è inaspettatamente comodo, sia per la forma del controller che per le dimensioni parecchio contenute. Lo stick analogico al centro della sfera può essere premuto e funge sostanzialmente da tasto A, utile per selezionare qualsiasi comando. La parte superiore della sfera nasconde un secondo tasto che permette di annullare certe scelte o di aprire il menù per accedere a diverse opzioni. Questi due tasti bastano per eseguire tutte le azioni principali, lasciando però fuori alcune funzioni minori. Entrando in contatto con un Pokémon selvatico si entra in una schermata quasi identica a quella di Pokémon Go, col giocatore che deve mimare il lancio della sfera al momento più opportuno. Purtroppo, a causa della precisione limitata del controller, ci sono voluti diversi tentativi, un po' di pratica e una manciata di Poké Ball sprecate prima di riuscire a catturare anche solo un Caterpie. All'inizio è abbastanza divertente da chiudere un occhio, ma quanto diventerà frustrante quando avremo a che fare con Pokémon più rari e che magari si spostano da una parte all'altra dello schermo? Quante Ultra Ball lanciate a vuoto, prima di catturare quel Dratini selvatico? Dopo un po' di tentativi la situazione migliora, ci si prende la mano, ma non abbastanza, e alla fine sentiamo la mancanza di un tasto, o addirittura di un touch screen, per lanciare le Poké Ball. Il Bosco è pieno di allenatori con tanta voglia di attaccare briga, e come da tradizione basta incrociare il loro sguardo per dare il via a una battaglia tra Pokémon. Seppur in una versione scremata da alcune delle aggiunte degli ultimi episodi, il combattimento a turni è rimasto quello classico della serie principale, con la possibilità di scegliere tra quattro tecniche, usare oggetti o cambiare il Pokémon che è in campo. Le animazioni degli attacchi sono ancora parecchio altalenanti, e per molte tecniche - specialmente quelle più comuni e di tipo normale - il Pokémon si limita a fare un saltino sul posto o qualche altro svogliato movimento.

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La demo di Pokémon Let's Go Pikachu che abbiamo provato all'E3 2018 ci ha dato un'idea del sistema di cattura e di combattimento, ma ci sono ancora un po' di interrogativi: avremmo voluto provare a catturare Pokémon in modalità portatile, girato in qualche negozio e centro Pokémon, sperimentato gli scambi con Pokémon Go. Per quello toccherà aspettare, ma nel frattempo è evidente quale sia il target che Nintendo vuole attirare con Let's Go.

CERTEZZE

  • Un capitolo accessibile a tutti
  • La Poké Ball Plus è un gadget geniale...

DUBBI

  • ...ma le fasi di cattura erano poco precise
  • Troppo semplificato per accontentare i fan storici