Politica nei videogiochi 174

Cerchiamo di esaminare il fenomeno dei giochi utilizzati in chiave politica, che sono molto più diffusi di quanto sembrino.

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   02/12/2018

Molti non amano associare la politica ai videogiochi e, anzi, preferirebbero che le due realtà stessero a debita distanza tra loro. Si tratta di una posizione diffusa, ma davvero ingenua, che ignora il concetto stesso di politica inteso nella sua accezione più alta, ossia "l'insieme delle attività che hanno a che fare con la vita pubblica: il potere di alcuni uomini su altri uomini, il governo, i rapporti fra governanti e governati, la condizione dei sudditi o dei cittadini, l'organizzazione dello Stato, le lotte dei partiti, le relazioni e i conflitti tra gli Stati.", stando alla definizione dell'enciclopedia Treccani. Purtroppo, molti associano il concetto di politica a quello di partiti in lotta tra loro per spartirsi il potere, come se l'intera questione si risolvesse in una puntata di Dimartedì. Senza scendere nei dettagli delle diverse teorizzazioni che si sono succedute negli anni, che esulerebbero dalle finalità di questo articolo, cerchiamo di chiarire un concetto: i videogiochi sono pieni di politica, anche quando non sembrano affrontarla direttamente.

In generale possiamo osservare tre modi di rappresentare la politica all'interno dei videogiochi. Il primo, e per tantissimi il meno evidente, è quello di simulare un modello socio / economico senza dargli apparentemente alcuna finalità di commento politico e senza che l'autore o gli autori abbiano manifestato esplicitamente e consciamente la natura della rappresentazione. Insomma, molti giochi esprimono una visione politica pur non dicendolo apertamente. Riassumendo all'osso, diciamo che questa è desumibile dal rapporto che le meccaniche di gioco instaurano con la rappresentazione. Certo, individuare un sottotesto politico in Red Dead Redemption 2, The Last of Us, Kingdom Come Deliverance o Watch Dogs, tanto per fare qualche esempio, non è complicatissimo, ma ci sono titoli che nascondono una visione politica spesso involontaria, ma allo stesso tempo ineludibile, come ad esempio le serie Animal Crossing e The Sims, o anche quella Pokémon, che a uno sguardo superficiale possono sfuggire.

Ci sono poi i cosiddetti simulatori di politica, ossia tutti quei titoli che simulano dei sistemi di potere, evidenziando in modo più o meno diretto alcune problematiche attualissime e dibattute su scala globale. Prendete ad esempio le serie Democracy e SuperPower, ma anche quella Tropico e, perché no, i Civilization o Realpolitiks. Diciamo che, in linea generale, ogni strategico / gestionale che mira a rappresentare la società e la sua organizzazione si pone automaticamente problemi di tipo politico per il semplice fatto che è il potere stesso il suo oggetto ludico; potere lasciato nelle mani del giocatore che lo amministra con gli strumenti dati. Infine, e qui arriviamo al tema del nostro speciale, ci sono tutti qui giochi che hanno un fine politico più immediato, ossia che vogliono essere una vera e propria forma di commento al reale, prendendo una posizione cristallina sugli argomenti più dibattuti. Di fatto sono prodotti che partecipano alla discussione politica viva, nel modo più diretto possibile.

Giochi politici

Tutti i giochi con contenuti politici espliciti hanno delle caratteristiche comuni: intanto sono quasi tutti realizzati per PC (anche se recentemente se ne sono visti molti anche su sistemi mobile), visto che è l'unico sistema che consente la diffusione libera di certi contenuti (i platform holder non autorizzerebbero mai la pubblicazione di certi titoli nei loro store), e inoltre sono tutti prodotti molto piccoli e spesso limitatissimi in termini di contenuti e meccaniche. Il motivo è chiaro: devono essere realizzati e lanciati entro un certo lasso temporale se vogliono essere efficaci.

Bolsomito
Bolsomito

Ad esempio le opere di La Molleindustria, alias dell'italiano Paolo Pedercini, condensano sempre il loro nucleo tematico in una manciata di meccaniche, con il gameplay che solitamente si conclude in pochi minuti, come ad esempio in Unmanned (2012), che mette in scena il rapporto freddo e alienante tra l'essere umano e la tecnologia, facendoci interpretare il ruolo di un pilota di droni militari, oppure in Operation Pedopriest (2007), in cui il giocatore deve riuscire a coprire gli scandali sessuali della chiesa cattolica. Da notare che in questi casi riportare le date è importantissimo, perché aiuta ad associare i giochi ai fatti che mirano a commentare. Un altro esempio fattibile è il recente Bolsomito (2018), pubblicato a commento delle recenti elezioni brasiliane, che prende esplicitamente le parti del partito di estrema destra guidato dall'attuale presidente Bolsonaro. Il gioco, in vendita su Steam, è un semplice picchiaduro a scorrimento realizzato in tutta fretta, in cui un uomo in giacca e cravatta picchia gay, uomini di colore, attivisti e minoranze varie.

Feminazi 3000
Feminazi: 3000

Sempre su Steam e sempre a commento della politica brasiliana si trova Super Lula Escape From Prison, sostanzialmente uno sparatutto classico realizzato maluccio in cui l'ex presidente brasiliano Lula deve riuscire a fuggire di prigione. Da notare che lo sviluppatore, Manic Mind Game Lab, è davvero prolifico (tra il 13 luglio 2017 e il 7 novembre 2018 ha pubblicato dieci giochi, tutti su Steam) e che i temi delle sue produzioni vanno dal soft porno trash di Super Tits Rush, un Marble Madness in cui si guida una tetta, al trash surreale di LSDriver 2, passando per la brutta serie di platform game Miner. Se vogliamo anche questo è un commento politico... Altro gioco dai contenuti politici espliciti, reperibile anch'esso su Steam, è Freedom Defender (2017), che viene descritto dai suoi autori, League of Sweat Ent., come un "tower defense satirico ambientato in una nazione immaginaria ossessionata dal fermare gli stranieri che vogliono attraversare i suoi confini." Il riferimento agli Stati Uniti e alla politica di Trump è evidente sin dall'uso dei colori della bandiera USA nel logo. Se mi ami, non morire di Playdius per sistemi mobile mira invece a sensibilizzare verso la guerra civile siriana, raccontandoci la storia di una ragazza in fuga dal conflitto attraverso lo scambio di SMS con il suo compagno. Da notare che il gioco gestisce l'invio di messaggi simulando il passare del tempo tra un evento e l'altro, ossia mettendo in campo anche l'attesa per la lettura del proseguo della storia.

Politica nei videogiochi
Se mi ami non morire

L'ultimo esempio che portiamo, tra i molti fattibili, è la serie Feminazi, che conta due episodi: The Triggering e 3000. Feminazi: The Triggering è un semplice gioco di ruolo, che abbiamo anche recensito, in cui nei panni di una femminista bisogna girare per una città immaginaria cercando motivi per "triggerarsi", detto nel gergo del web, contro i "malvagi maschi bianchi che opprimono le donne e le minoranze". Feminazi: 3000 è invece un semplicissimo gioco di corse in cui si guida una femminista che deve investire i maschi, evitando donne e ostacoli vari. Anche in questo caso l'oggetto politico dibattuto è evidente sin dal titolo (feminazi è il modo in cui vengono chiamate le femministe dai conservatori di destra), così come è evidente il posizionamento dell'autore.

E in Italia?

Anche l'Italia ha prodotto diversi giochi dai contenuti politici espliciti. Di La Molleindustria abbiamo già parlato (l'abbiamo citata nel paragrafo precedente per il sapore più internazionale delle sue opere), ma c'è dell'altro.

Call Of Salvenee Beppe Grillo
Call of Salveenee

Il primo, e più noto, è sicuramente Call of Salveenee di Marco Alfieri, che viene descritto come "il gioco che ti permette di salvare i Marò e di scatenare epiche battaglie a colpi di populismo con i politici più gentisti di questa epoca." Si tratta di una produzione con ormai diversi anni sulle spalle che viene aggiornata continuamente sia nei contenuti, sia nel commento politico: "Sei pronto a immergerti nel magico mondo della politica italiana, dove i talk show diventano Colossei del consenso popolare e dove ogni scontro politico si trasforma in una sfida tra supereroi che manco la Marvel è riuscita a fare di meglio?" Altro titolo dalla forte impronta politica, attualmente in Accesso Anticipato su Steam, è lo strategico simulativo Riot - Civil Unrest di Leonard Menchiari e IV Productions. Anche in questo caso la descrizione ufficiale ci aiuta moltissimo a comprendere i fini politici del gioco, senza bisogno di ulteriori commenti: "Con il peggioramento della crisi economica mondiale e la disuguaglianza che distrugge il tessuto sociale, le masse manifestano il proprio malcontento in atti violenti di disordine pubblico. Civil Unrest [...] colloca il giocatore al centro di alcuni degli scontri più difficili di disordine pubblico al mondo."

Bandicam 2018 12 02 08 59 39 202
Grezzo 2

Da notare che IV Productions sta per lanciare anche Pride Run, altro gioco dai contenuti politici espliciti che si occupa dei diritti delle persone LGBTQI mettendone in scena le parate in giro per il mondo, con difficoltà annesse. Infine, impossibile non citare la produzione di Giochi Penosi, ossia lo sparatutto in prima persona Grezzo 2 e il picchiaduro a incontri Super Botte & Bamba II Turbo, due affreschi del trash nostrano che mescolano politica italiana e zoo mediatico in modo efficacissimo.

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