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Resident Evil 4, analizziamo passo a passo il trailer del Remake dello State of Play di giugno 2022

Analizziamo passo a passo il trailer del remake di Resident Evil 4 mostrato da Capcom durante lo State of Play di giugno 2022.

SPECIALE di Alessandra Borgonovo   —   06/06/2022
Resident Evil 4
Resident Evil 4
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Che Resident Evil 4 fosse in lavorazione era ormai cosa nota; che l'avremmo visto almeno nel 2023, anche. Trovarlo in apertura dello State of Play di giugno 2022 è stato invece inaspettato, a fronte del fatto che Resident Evil Village sta ancora aspettando i promessi DLC (ma intanto andrà ad arricchire la rosa di esperienze per PlayStation VR2).

Un inizio di conferenza niente male, attraverso il quale abbiamo potuto dare un primo sguardo al rifacimento di un videogioco che, sotto molti aspetti, ha contribuito più al panorama videoludico in generale che non alla serie madre.

Attenzione, questo non significa sia trascurabile per l'evoluzione di Resident Evil: basti pensare che RE4 è il primo capitolo in cui le creature mostrate non rimandano agli zombi. È stata evidente allora, e lo è soprattutto adesso guardandolo a posteriori, la volontà di essere un momento di rottura, uno spartiacque tra passato e futuro: le date stesse lo confermano, poiché Code: Veronica è sempre ambientato nel 1998 e segue il filone non-morti. Resident Evil 4 invece prende slancio dopo la War on Terror che si è scatenata a seguito della tragedia dell'11 settembre e getta le basi per la guerra al bioterrorismo su scala mondiale che da lì in poi avrebbe caratterizzato la serie di Capcom.

Il quarto capitolo segna inoltre l'inizio della chiamiamola "seconda trilogia" (limitiamoci a considerare il filone principale con i capitoli numerati), cioè quella caratterizzata dalla telecamera sopra la spalla, laddove Resident Evil 7 è quasi per certo l'esordio della "terza trilogia" ovvero quella in prima persona. Non abbiamo ancora la minima notizia su Resident Evil 9 ma c'è uno schema piuttosto ripetuto nel corso degli anni. Premesso questo, il rifacimento di Resident Evil 4 era indispensabile non tanto in termini di gameplay perché ancora oggi riesce a essere godibile, quanto per la costruzione del secondo universo narrativo cui Capcom ha dato inizio con Resident Evil 2 (2019). Il pregio e assieme il difetto del quarto capitolo è che dal punto di vista della storia non apporta nulla all'universo narrativo in generale, se non dare la conferma del fatto che Wesker fosse ancora vivo; informazione già data, in ogni caso, non solo da Code: Veronica ma, offscreen, dalla miniserie Biohazard Umbrella Chronicles: Prelude to the Fall che in due soli volumi ripropone Wesker e il suo incontro con Jill e Chris.

Il gioco è dunque una tela, se non proprio bianca, abbozzata sulla quale è possibile andare a delineare maggiori dettagli: non a caso, è stato detto che la trama del gioco sarà rielaborata, senza per questo andare a stravolgere l'essenza. Dal punto di vista della continuità narrativa di questa seconda linea temporale è un grosso vantaggio, poiché permette di gettare meglio le basi di quanto potrebbe accadere in futuri rifacimenti; o comunque di dare più senso alle azioni di alcuni personaggi e, perché no, includere quelli nati in seguito come Alex Wesker o Daniel Fabron. Quest'ultimo non sembra avere chissà quale ruolo, essendo un Mastermind in Resident Evil: Resistance, ma essendo legato alla divisione francese dell'Umbrella, la sola ad aver retto il contraccolpo della caduta del ramo americano nel 2003, forse avrà spessore.

Pur non avendo rivelato moltissimo di sé, ci sono diversi dettagli nel trailer dello State of Play che vale la pena mettere in luce anche giusto per ipotizzare la direzione che potrà prendere. Per questo vogliamo analizzare passo per passo l'ultimo trailer di Resident Evil 4 Remake.

Le origini

Il logo di Resident Evil 4
Il logo di Resident Evil 4

Fin da subito si percepisce la volontà di rispolverare il materiale battezzato come Resident Evil 3.5 prima che il gioco prendesse un'altra direzione: scordiamoci la patina che virava dal giallo al marrone nel gioco originale, qui si sfruttano il blu e la nebbia che rimandano, appunto, al vecchio prototipo (e questo si nota anche nella giacca di Leon, più somigliante alla beta). Si passa a un flashback subito dopo la conferma che si tratta di Resident Evil 4, preceduto dalle parole "Condor One to Roost. I've located Baby Eagle": anche senza dialoghi, è evidente che Leon viene incaricato dal presidente Graham di soccorrere la figlia - presumibilmente Baby Eagle, volendo immaginare l'aquila come il nome in codice per indicare il presidente stesso.

Dal modo in cui è presentata, la scena ricorda molto quella di Resident Evil 6 quando Leon è tormentato dai ricordi del presidente Benford in cui gli comunica di volersi prendere tutte le responsabilità per i fatti di Raccoon City e oltre. Benford è peraltro il diretto successore di Graham, quindi la strizzata d'occhio verso il futuro è ancora più apprezzabile.

Il look di Leon di Resident Evil 4 è cambiato
Il look di Leon di Resident Evil 4 è cambiato

Tornando alla scena in gioco e considerato il ruolo di Graham nella serie CGI Infinite Darkness (dove ha un suo modello ben definito e renderizzato), nonché il finale che rimanda alla Tricell, non è da escludere che a questo giro ci possano essere dei collegamenti più logici tra gli avvenimenti. Del resto, Albert Wesker collabora con la Tricell a partire dal 2003, Resident Evil 4 ha luogo nel 2004 mentre Infinite Darkness nel 2006, a metà strada tra il quarto e il quinto capitolo: è plausibile aspettarsi qualche indizio più concreto sulle macchinazioni anzitutto di Wesker.

A proposito di macchinazioni, subito dopo il flashback vediamo l'indimenticabile (ma non per merito) Ashley Graham il cui modello è di nuovo basato sulla beta di Resident Evil 4. Non sembra affatto essere prigioniera, o almeno non come la ricordiamo noi: quando andiamo a salvarla, nel gioco originale, la troviamo rinchiusa in una cella della chiesa e, più avanti, si scopre che è stato Jack Krauser a rapirla come prova della sua "lealtà" a Osmund Saddler. Se è poco plausibile pensare che Krauser si sia lasciato sfuggire Ashley dopo aver catturata, c'è la possibilità che anche questa parte venga rivista, magari eliminando la figura di Krauser - ma speriamo di no visto il memorabile combattimento a coltellate - o comunque dando al rapimento di Ashley un tono ancora più cupo. Probabilmente arriveremo a giocare nei suoi panni ben prima di quanto accade nel gioco originale, magari proprio come preludio a quello che sta succedendo.

Il tono di Resident Evil 4 potrebbe essere persino più oscuro dell'originale
Il tono di Resident Evil 4 potrebbe essere persino più oscuro dell'originale

Fatto sta che il suo personaggio ha del potenziale per essere più adulto, o se non altro meno irritante, della sua controparte di ventidue anni fa. Sarà curioso anche capire come verrà gestita, questa volta, la meccanica di coppia: Ashley si nasconderà ancora o potrà avere un ruolo più attivo? Soprattutto, verrà mantenuta la meccanica? Lei e Leon si incontreranno al punto da formare una coppia stabile in gioco, oppure dovremo continuare a stare sulle sue tracce senza mai riuscire a trovarla davvero, se non in un punto preciso? Le incognite non mancano e i toni generalmente molto più inquietanti dell'originale fanno ben sperare per una direzione meno ridicola (perché a tratti lo era) rispetto al materiale sorgente.

Il villaggio

Il villaggio di Resident Evil 4
Il villaggio di Resident Evil 4

Dopo una serie d'inquadrature in cui vediamo Leon arrivare, si presume, all'abitazione dove chiede per la prima volta informazioni su Ashley, il villaggio (che sembra sia uguale), teschi perché fanno sempre allegria e una figura indefinibile (Leon?) dietro il falò, ecco entrare in scena il nostro Luis Sera impugnando la fida Red9. Bene o male, il ruolo nell'originale Resident Evil 4 era ben definito e volendo può essere riproposto identico: i suoi studi su Las Plaga, il voler tradire Saddler e di conseguenza l'accordo con Ada - che lavora per Wesker - in cambio di un campione di Las Plaga. Tutte cose che potrebbero essere riproposte ma anche ampliate, per offrire al suo personaggio ancora più spessore. C'è margine per caratterizzarlo meglio.

Molto interessanti sono le diverse inquadrature sugli abitanti del villaggio, perché mettono in risalto quello che già sapevamo sugli infetti di Las Plaga: mantengono dei comportamenti umani basilari, poiché il parassita cerca di emulare l'ospite prima che diventasse tale, ma si sono pressoché scordati delle necessità principali come la cura verso se stessi. Lo si nota in modo particolare osservando l'uomo che quasi sicuramente rappresenta il primo incontro di Leon con i Ganados: i capelli spettinati, la barba incolta, le labbra screpolate, la pelle unta e gli occhi iniettati di sangue riflettono una totale assenza d'igiene, quasi a volere sottolineare in modo netto la perdita di umanità e il tentativo del parassita di emularne la natura. Per un approfondimento su Las Plaga e le sue origini, potete dare uno sguardo a questo speciale.

Ada

L'atmosfera di Resident Evil 4
L'atmosfera di Resident Evil 4

Confermata la presenza di Ada, né poteva essere altrimenti perché dove c'è Leon c'è anche lei, questa volta indossando abiti un po' più consoni a missioni d'infiltrazione e spionaggio - con tutto che quel vestito era perfetto su di lei, ma la magia del correre sui tacchi a spillo la lasciamo al 2004. A prima vista, anche se è difficile determinarlo con certezza, si dovrebbe trovare nel castello dove peraltro fa la sua prima apparizione. La scena seguente, dove Leon perde conoscenza sulla barchetta in mezzo al lago, conferma almeno che la sequenza ci sarà, ma non è ancora dato sapere se il combattimento verrà mantenuto identico (posto ci sia). A proposito, quanti di voi hanno sparato più volte alle acque del lago e subito le conseguenze?

Confermato anche Bitores Mendez, il capovillaggio con una delle mutazioni più schifose nel corso della lunga storia di Resident Evil (ma anche Simmons non scherza). Dotato di cappello come il miglior Mister X, dalla posa in cui lo mostrano non escludiamo che anche lui possa inseguirci esattamente come i suoi augusti predecessori: qualora fosse così, non possiamo dire sia un'idea originale, ma sarebbe curioso capire come la implementerebbero. La casa di Mendez è piccola, come del resto tutte le abitazioni del Pueblo, non sono ambientazioni che si prestano bene a un probabile inseguimento. Staremo a vedere come intendono giocarsi la carta, questo tenendo conto che Mendez, pur non essendo alto come Nemesis o Dimitrescu, è comunque due metri di forza bruta e mancato galateo. Senza contare che, nonostante gli edifici siano più ristretti (se si esclude il castello le cui stanze non sono comunque enormi), è proprio per questo che la sua stazza si presta bene nel risultare comunque minacciosa.

Uno scorcio di Resident Evil 4
Uno scorcio di Resident Evil 4

Dopo una serie di altre immagini tra cui Leon che inizia a subire gli effetti del parassita e uno sguardo più ravvicinato ai Ganado, arriviamo a un dettaglio molto interessante: ossia l'altare sacrificale che riporta una nuova versione del simbolo dei Los Illuminados. Per quanto molto più abbozzato rispetto al simbolo di Resident Evil Village, a un primo sguardo lo ricorda non poco: certo, potrebbero essere mani e non ali, ma è difficile non pensare al culto in Romania anche solo vedendo i cerchi concentrici più grandi, mentre quelli piccoli sono di fatto nuovi. Al momento sono solo speculazioni ma è indubbiamente curiosa la scelta di rifare il simbolo e renderlo simile a quello di Resident Evil Village: contando che entrambi i giochi sono in un villaggio sperduto europeo, non è poi così improbabile una correlazione. Stiamo parlando di due diverse forme di parassita ma non possiamo nemmeno escludere un approfondimento o parziale riscrittura di Las Plaga in questo senso. Sicuramente è tra gli elementi che attira di più l'attenzione proprio perché non c'era un particolare bisogno di reinventarsi il simbolo.

La fine del trailer

Il nuovo design di Ashley in RE4
Il nuovo design di Ashley in RE4

Il trailer si chiude poi con Saddler, il cui nuovo doppiatore convince molto con quel suo tono inquietante e, al contempo, stranamente "gentile". Non lo mostrano chiaramente ma lo si riconosce senza particolari problemi dalla silhouette. Infine, dettaglio che può sembrare di poco conto ma non lo è, torniamo a Leon in auto mentre riflette sugli eventi di Raccoon City e sul fatto che lo stiano ancora tormentando a distanza di sei anni. Sappiamo che più volte Leon ha pensato al suicidio, quella notte, e che comunque i fatti l'hanno condannato poiché la sua vita è stata votata al servizio degli Stati Uniti in quanto testimone chiave delle vicende - il rifiuto avrebbe portato alla sua morte, senza contare che c'era anche la vita di Sherry in gioco, dal suo punto di vista. Sarà interessante capire se e quanta eventuale influenza hanno queste sue considerazioni sullo sviluppo del personaggio, che nell'originale era un po' tanto caricaturale nelle sue battute sarcastiche e nel suo atteggiamento fin troppo sprezzante.

Nel complesso, questo trailer ha espresso molto più di quanto ci saremmo aspettati, senza di fatto dire esplicitamente granché. I dettagli sono tanti e non vediamo l'ora di scoprire cosa ha in serbo Capcom per quello che può essere un capitolo chiave nella nuova linea narrativa.