Resident Evil, cosa ci aspettiamo dal futuro della serie 14

Tra nuovi episodi e remake, Capcom sembra voler proporre un Resident Evil l'anno: vediamo insieme come.

SPECIALE di Massimo Reina   —   09/04/2019

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Quella dei remake sembra essere diventata una sorta di moda negli ultimi anni. In realtà, oltre che un sistema "facile" per guadagnare senza eccessivi rischi puntando su prodotti già di successo, per una software house è anche un modo come un altro per mantenere in vita un franchise e rinnovarne l'interesse del pubblico, in attesa di futuri nuovi episodi. Tra i rifacimenti più attesi in questi anni c'è stato sicuramente quello di Resident Evil 2, gioco che da anni i fan richiedevano a Capcom. E ora che le avventure di Leon Kennedy e Claire Redfield sono tornate a spaventare milioni di appassionati, tanti chiedono a gran voce all'azienda giapponese di non fermarsi qui, e di riproporre sotto una nuova veste anche Resident Evil 3 Nemesis e Resident Evil Code Veronica. Senza per questo dimenticare di portare avanti la serie con un nuovo, inedito episodio. E da questo punto di vista Capcom sembra avere intenzione di non deludere le aspettative, almeno secondo alcuni rumor, fino a rilasciare un episodio all'anno del suo popolare franchise, oltre a delle "pillole" di contorno legate di volta in volta a quelli rilasciati.

I DLC

Poco prima del rilascio di Resident Evil 2, Capcom aveva dichiarato di non escludere la possibilità di supportarlo in appresso con alcuni contenuti aggiuntivi, da rilasciare sotto forma di DLC. E infatti nelle settimane successive al rilascio del gioco abbiamo avuto per esempio Ghost Survivor. Ma non è da escludere che nei prossimi mesi l'azienda giapponese possa continuare a supportare la sua creatura con altri pacchetti, magari che non si limitino ad aggiungere modalità sparatutto a tempo o legati al raggiungimento di particolari obiettivi, come per esempio punteggi record e via discorrendo, ma con dei veri e propri episodi che, attraverso magari gli occhi di altri personaggi, possano ampliare il racconto impreziosendolo con nuovi retroscena che andrebbero a integrarsi con la storia della campagna principale. In fondo il gioco e la sua ambientazione lasciano un ampio spazio a disposizione degli sviluppatori per raccontare altre storie interessanti. Qualche esempio? Che ne direste di un DLC che proponga le fasi iniziali dell'outbreak mettendoci nei panni di Robert Kendo, Brian Irons o Marvin Branagh? Attraverso i loro occhi potremmo rivivere quanto accade per le strade di Raccoon City o alla centrale di polizia ore e ore prima dell'arrivo di Leon e Claire.

Nel caso di Marvin, per esempio, si potrebbe pensare a una struttura in parte somigliante a quella di Dead Rising, con l'edificio trasformato in una sorta di centro di accoglienza e primo soccorso per i cittadini, e l'agente impegnato a supportare questi ultimi e gli altri poliziotti attraverso una serie di missioni principali e secondarie utili per rafforzare le difese e impedire che aumentino e vittime dell'infezione all'interno dell'edificio. Trovare quindi le riserve di garze per poter medicare il cittadino X, oppure fornire al tecnico Y dei cavi utili per riparare la centralina che controlla le porte di sicurezza elettriche dell'area est della stazione di polizia, potrebbero fornire una bella esperienza al giocatore, e calarlo meglio all'interno di uno scenario ricco di momenti drammatici dove ogni gesto, scelta e risorsa diventerebbero decisive per separare la vita dalla morte. Specie quando gli zombi supererebbero le barricate penetrando in qualche punto del plesso, sulla falsariga di quanto visto in Resident Evil 4 nella famosa scena dell'assedio, costringendo di volta in volta i sopravvissuti a resistere per poi trovare rifugio in spazi sempre più angusti. Isomma, dei belli antipasti in attesa dei piatti forti.

I remake di Nemesis e Code Veronica

Il primo gioco completo post Resident Evil 2 remake a vedere la luce potrebbe invece essere Resident Evil 3: Nemesis, rifacimento dell'ultimo capitolo della trilogia "classica" che stando a voci sempre più insistenti sarebbe tra l'altro già in lavorazione in vista di un rilascio nel 2020. D'altronde Kazunori Kadoi e Yoshiaki Hirabayashi di Capcom hanno dichiarato più volte che non potevamo escludere nulla per il futuro, soprattutto se l'operazione remake per Resident Evil 2 si fosse rivelata un trionfo. E siccome così è stato, se uno più uno fa due... allora pensiamo che alla fine anche il terzo subirà lo stesso trattamento, con una reinvenzione dell'opera di base che farà felici milioni di fan. A livello di motore grafico, Capcom partirebbe già avvantaggiata da quello usato per il rifacimento di Resident Evil 2. Allo stesso modo il fatto che alcune aree e lo scenario dei due titoli siano uguali, permetterebbe alla società giapponese di non "faticare" più di tanto nel ricostruirle, e magari di ampliare le locazioni già presenti nell'originale aggiungendone altre completamente nuove.

Questo ovviamente potrebbe anche significare nuovi quartieri da visitare, e situazioni inedite da affrontare. Pensate a una sessione all'ospedale più lunga e meglio articolata rispetto a quella dell'edizione su PlayStation, con la possibilità quindi di incontrare qualche medico e alcuni pazienti ancora in vita, nascosti in qualche stanza o barricati in un'area dell'edificio. E poi zone mai visitate prima della città, riprendendo magari qualche area da Resident Evil Outbreak. Per stimolare l'esplorazione anche negli utenti più pigri, si potrebbe pensare a inserire alcune missioni secondarie non indispensabili per completare la campagna principale, ma certo divertenti da completare perché consentirebbero al videogiocatore di esplorare nuovi edifici per ottenere oggetti rari, armi più potenti o altri accessori, ma anche interessanti perché potrebbero offrire più sfumature al racconto. Pensate alla possibilità di esplorare per esempio le stanze di un'abitazione comune dopo aver trovato una richiesta di aiuto scritta su un biglietto, e rivivere tramite gli indizi trovati e i corpi stesi in camera da letto il dramma di una famiglia rimasta isolata per ore.

Prima che il dolore per la perdita di un membro della famiglia, la consapevolezza che nessuno verrà mai a salvarli e il terrore di finire per essere divorati dai morti viventi li spingesse a compiere un gesto estremo. A livello di meccaniche, secondo noi andrebbero invece benissimo quelle del nuovo Resident Evil 2, anche se implementare qualche abilità stealth nei protagonisti non ci dispiacerebbe. Senza snaturare il progetto si potrebbe pensare talvolta di dare la possibilità all'utente di risparmiare proiettili ed evitare di attirare l'attenzione di tutte le creature di un luogo, agendo in maniera silenziosa per evitarle, colpirle alle spalle o attirarle verso rudimentali trappole. Allo stesso modo, manterremmo la possibilità di operare delle scelte in particolari momenti chiave dell'avventura, come nell'originale, anche se renderemmo più moderne le sequenze, così come immancabile, il Nemesis a perseguitare la povera Jill. Proseguendo in tema di remake, Resident Evil Code Veronica sarebbe la ciliegina sulla torta, e anche qui speriamo che prima o poi si possa fare qualcosa.

Resident Evil 8

Sempre secondo alcuni rumor, Capcom non avrebbe ovviamente dimenticato di portare avanti la serie, pianificando in tal senso di far uscire un ipotetico Resident Evil 8 nel 2021 sulle prossime console di Sony e Microsoft. Non sappiamo se ciò sia vero, ma nel caso si vocifera perfino di un piccolo cambio di rotta rispetto al settimo capitolo, con la telecamera che tornerebbe a una visuale in terza persona abbandonando quindi quella in soggettiva. Non sappiamo se questa scelta da parte di Capcom, nel caso si rivelasse vera, avrà ripercussioni sull'esperienza, visto che la visuale, come del resto la scenografia dotata di una certa potenza evocativa, avevano avuto un'importanza quantomeno paritaria rispetto all'attenta pianificazione dei propri movimenti da un angolo buio della casa all'altro, o alla risoluzione di enigmi, in Resident Evil 7. In caso contrario immaginiamo comunque un gameplay alla Resident Evil 2 remake, e dunque un buon compromesso. Da un punto di vista narrativo Resident Evil 8 potrebbe riprendere le situazioni del settimo capitolo, che deviava in buona parte da temi e storie raccontate da quelli tradizionali, svelandoci finalmente i legami tra Chris Redfield e la Umbrella.

Oppure, con un autentico coup de théâtre, azzerare di nuovo tutto, far finta che quello del 2017 sia stato un episodio a sé, e proseguire seguendo la linea narrativa tracciata in passato dagli altri episodi come nulla fosse. Qualcuno ha quindi parlato del possibile recupero di parte del soggetto e delle ambientazioni scartate durante lo sviluppo di Resident Evil 4, in particolare lo scenario che vedeva il protagonista infetto vagare per i corridoi di un castello-laboratorio in preda alle visioni. Solo che al posto di Leon ci sarebbe un altro protagonista, Chris, che avrebbe perso la memoria dopo essere stato intossicato da una nuova arma biologica della Umbrella legata alla creazione di Eveline, in un laboratorio segreto presso un'isola abbandonata. Vittima di allucinazioni, faticherebbe a distinguere la verità dalla finzione, rischiando in più di un'occasione di precipitare nel baratro della follia e morire. Altra possibilità, partendo dalla stessa trama, è che Capcom decida di farne uno spin-off e cambiare come detto le carte in tavola, collegando la storia ai vecchi capitoli. In ogni caso, a giudicare dalle voci di corridoio e da qualche spiffero proveniente dalla stessa azienda giapponese, il futuro della serie Resident Evil sembra piuttosto roseo, specie dopo aver ritrovato lo spirito e le qualità di un tempo.

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