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Resident Evil Village, il volto nuovo dell'orrore Capcom

Considerato uno dei migliori giochi dell'anno, Resident Evil Village ha avuto un grande successo anche per la sua capacità di dare un volto nuovo all'orrore Capcom

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   05/12/2021
Resident Evil Village
Resident Evil Village
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Resident Evil Village è uno dei migliori giochi dell'anno: lo certificano i voti della critica, le opinioni del pubblico e i primi, importanti riconoscimenti che stanno arrivando proprio in queste settimane. Allo stesso modo si tratta di uno dei migliori episodi per la serie Capcom, che ha avuto il coraggio di voltare pagina, abbandonare il classico tema degli zombie e proporre nuove ambientazioni, nuovi riferimenti, un nuovo orrore.

Probabilmente è anche per questo che la formula messa a punto dagli sviluppatori per la nuova avventura di Ethan Winters è molto più orientata all'azione rispetto al passato, con meccaniche da vero sparatutto in prima persona che si miscelano con il tradizionale puzzle solving della serie e con sezioni "passive" che rendono omaggio a svariate produzioni recenti, pur non risultando riuscite come il resto dell'esperienza.

Quando mancano ormai poche settimane alla fine del 2021, tiriamo dunque le somme su quanto l'horror di Capcom abbia saputo offrire in termini di mostri, atmosfere e riferimenti, reinventandosi e trovando in questa dimensione gli spunti necessari per dar vita a un nuovo, affascinante racconto che rendono Resident Evil Village un degno pretendente al premio di Gioco dell'Anno.

Ambientazione

Resident Evil Village, Mia legge una favola alla piccola Rosemary
Resident Evil Village, Mia legge una favola alla piccola Rosemary

Dalla Louisiana remota e rurale che abbiamo avuto modo di descrivere nella recensione di Resident Evil 7 biohazard a un non meglio specificato paese europeo chiaramente ispirato alla Romania, Resident Evil Village è ambientato a tre anni dalla prima apparizione di Ethan Winters, che torna a vestire i panni del protagonista, ma con un approccio ben diverso rispetto agli esordi.

Le prime sequenze del gioco, con l'affascinante favola narrata da Mia alla piccola Rosemary (nome che rende un ovvio omaggio al film di Roman Polanski) e un'atmosfera di quiete e tranquillità, vengono interrotte brutalmente da un feroce assalto a colpi di arma da fuoco che solo nel finale verrà spiegato, ma che serve per catapultarci fuori dalla casa di Ethan e introdurre il famoso Villaggio a cui fa riferimento il titolo del gioco.

Dichiaratamente ispirato a Resident Evil 4, questo scenario si pone come una sorta di hub tramite cui accedere alle dimore dei quattro Signori e recuperare gli oggetti, chiamiamoli così, che ci serviranno per salvare Rosemary; o almeno è ciò che ci racconta il misterioso Duca, un mercante mostruosamente obeso che nei suoi primi interventi cita nuovamente il quarto capitolo della serie e il suo collega: "What are you buying, stranger?"

Muoversi all'interno del Villaggio non è tuttavia semplice, vista la presenza dei Lycan: lupi mannari entrati a far parte del folklore europeo a partire dall'epoca medievale, spietati e letali, che sostituiscono di fatto gli zombie come nemici di base ma vantano una mobilità e una resistenza sostanzialmente superiori, oltre a nascondersi in piena vista sui tetti delle case in attesa della preda di turno.

Lady Dimitrescu

Resident Evil Village, Castello Dimitrescu visto dalla distanza
Resident Evil Village, Castello Dimitrescu visto dalla distanza

La prima dimora che visitiamo in Resident Evil Village è Castello Dimitrescu, che fa da affascinante sfondo alle fasi più interessanti e riuscite della campagna. In questo caso gli autori hanno preso come riferimento il Castello di Peles, in Transilvania: costruito alla fine del 1800 per ordine di Re Carlo I di Romania, l'edificio è stato riprodotto in maniera piuttosto fedele nel gioco, sia negli interni che negli esterni.

L'altera proprietaria del castello, Lady Dimitrescu, capace fin dal primo momento di conquistare la rete grazie al suo fascino, è senza alcun dubbio uno dei migliori personaggi che la serie di Resident Evil abbia mai partorito, nonché il primo spunto di una svolta nei riferimenti horror che ha portato il franchise ad avvicinarsi al mondo gotico e alle tradizioni europee.

Resident Evil Village, Lady Dimitrescu
Resident Evil Village, Lady Dimitrescu

Alcina è infatti una vampira, ma non soltanto e non semplicemente. Alta quasi tre metri, la nobildonna dal pallore mortale e dai lunghi artigli è ispirata da un lato alla leggenda giapponese della Hasshaku-sama, uno spirito che attira le proprie vittime, rigorosamente di sesso maschile, imitando la voce delle persone che amano e che indossa un grosso cappello.

Dall'altro lato si rifà a una serial killer ungherese realmente esistita alla fine del sedicesimo secolo, la contessa Elizabeth Bathory, che stando alle accuse dei suoi servitori e di diverse altre persone si è macchiata di azioni indicibili, imprigionando, torturando e mutilando oltre seicento giovani ragazze per poi fare un bagno nel loro sangue. Tutti temi che ritroviamo appunto nella rappresentazione di Lady Dimitrescu.

Donna Beneviento

Resident Evil Village, una delle spaventose bambole di Donna Beneviento
Resident Evil Village, una delle spaventose bambole di Donna Beneviento

Sebbene il nome del secondo Signore del Villaggio richiami la leggenda delle streghe di Benevento, molto probabilmente non a caso, il personaggio e la sua inquietante magione si rifanno da un lato alle storie di fantasmi giapponesi, dall'altro all'ampia tradizione horror legata al tema delle bambole e infine ai survival horror passivi che tanto vanno di moda da alcuni anni.

Poco dopo essere entrato in Casa Beneviento, infatti, Ethan perde tutto il proprio equipaggiamento e deve dunque affrontare un'intera sezione della campagna senza potersi difendere, ma limitandosi a fuggire di fronte a eventuali minacce; come ad esempio il gigantesco e mostruoso bambino che si muove nei corridoi e che riporta alla mente alcune sequenze di P.T., la celebre demo creata da Hideo Kojima che doveva fare da prologo a Silent Hills.

Salvatore Moreau

Resident Evil Village, l'inquietante Moreau
Resident Evil Village, l'inquietante Moreau

Nel caso del terzo Signore del Villaggio, una creatura deforme e patetica che risponde al nome di Salvatore Moreau, i riferimenti sono piuttosto chiari e rimandano al romanzo L'Isola del Dottor Moreau di H.G. Wells: la storia di un naufrago che viene tratto in salvo da un misterioso vascello per poi ritrovarsi su di un'isola abitata da mutanti, frutto dei mostruosi esperimenti di uno scienziato pazzo.

Naturalmente il nemico di Resident Evil Village si ispira alle creature del Dottor Moreau piuttosto che al medico stesso, visto in che modo il "dono" di Madre Miranda lo ha orribilmente trasformato, ma proprio come il suo omonimo letterario è il responsabile degli esperimenti che vengono condotti sugli abitanti del Villaggio utilizzando il letale Cadou. Un mostro che crea altri mostri, insomma, e che nel confronto finale assume la forma di un'enorme e raccapricciante bestia marina.

Karl Heisenberg

Resident Evil Village, il malvagio Heisenberg
Resident Evil Village, il malvagio Heisenberg

L'unico fra i Signori del Villaggio a non aver subito alcuna mutazione estetica, Heisenberg, possiede un aspetto peculiare e un animo profondamente malvagio e opportunista, ma soprattutto ha il potere di controllare il magnetismo e spostare a proprio piacimento il metallo. Il suo nome fa ovviamente riferimento a quello di Werner Karl Heisenberg, il fisico tedesco autore d'importanti teorie sul ferromagnetismo, ma soprattutto padre della meccanica quantistica.

Il covo di Heisenberg è una sorta di enorme fabbrica in cui l'uomo conduce esperimenti su persone innocenti, esattamente come il suo collega Moreau, cercando in questo caso di creare il perfetto connubio fra uomo e macchina, privo d'intelletto, ma dotato di una forza letale. Uno dei suoi mostri ha creato un vero e proprio caso di presunto plagio per Resident Evil Village, visto che si rifà a una delle creature presenti nel film Frankenstein's Army.

Madre Miranda e il ritorno alle origini

Resident Evil Village, una delle forme di Madre Miranda
Resident Evil Village, una delle forme di Madre Miranda

I riferimenti al folklore europeo e a tematiche horror in precedenza mai affrontate dalla serie hanno reso Resident Evil Village un capitolo per molti versi fresco e inedito sebbene, come da tradizione, tutto alla fine venga ricondotto in qualche modo alla Umbrella Corporation e alle diramazioni del suo lavoro sui virus, nonché al ruolo che Madre Miranda ha svolto in tal senso.

La bizzarra strega che incontriamo più volte per le strade del Villaggio, e che si rivela alla fine essere una ricercatrice vissuta nel diciannovesimo secolo che si è imbattuta in un fungo dalle straordinarie proprietà, è in realtà legata a doppio filo alle vicende della celebre multinazionale, i cui esperimenti hanno determinato l'invasione di zombie a Raccoon City e tutto il resto.

Resident Evil Village, uno dei feroci Lycan
Resident Evil Village, uno dei feroci Lycan

Gli sviluppatori Capcom sono dunque riusciti nell'intento di rilanciare la serie a livello narrativo, stravolgendone le ambientazioni e rinnovandone il bestiario, rimanendo però fedeli all'idea di partenza e ribadendola nelle fasi conclusive di una campagna che conferma la bontà delle novità introdotte con Resident Evil 7 biohazard, a partire proprio dal protagonista inedito.

Un uomo apparentemente normale che si misura con l'ignoto, mosso dall'assoluta determinazione di salvare ciò che rimane della sua famiglia, ma che come in un sogno a occhi aperti non si rende conto di quanto davvero sia coinvolto in ciò che sta accadendo, di quanto l'orrore lo abbia cambiato. Fino alla prossima volta.