Dalla sua pubblicazione nel 1883, L'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson ha contribuito a codificare l'immaginario piratesco così come lo conosciamo oggi. Quello di filibustieri con la gamba di legno e il pappagallo sulla spalla, le mappe con le X che indicano tesori nascosti, le camminate sull'asse a chi finiva in pasto ai pescecani e le bevute attorno al fuoco, seduti sui forzieri colmi di pezzi da otto. "Yo-ho-ho e una bottiglia di rum!".
Con Sea of Remnants, lo sviluppatore cinese Joker Studio prende una buona parte di quell'immaginario popolare e lo stravolge, gli dà una spruzzata di colore e lo trasforma in un carnevale punk: bucanieri in carne e ossa lasciano spazio a marionette di legno, graffiti dalle tinte fluo abbelliscono città e galeoni, ci sono pirati che sembrano usciti ora da un gruppo K-pop ora dalla Famiglia Addams, mentre isole e mari sono abitate da gigantesche stelle marine, draghi volanti e un gorilla svitato.
Qualche punto fermo però resta e, come quelli di One Piece, i pirati di Sea of Remnants sono pazzi, variopinti e originali, ma condividono la stessa irrinunciabile sete di avventura e libertà che è alla base di ogni grande racconto piratesco. "Abbiamo lavorato a lungo sull'aspetto dei pirati che volevamo inserire nel gioco," ci racconta il direttore creativo Alfie durante un evento stampa negli uffici dell'editore NetEase. "Però fin da subito sapevamo che dovevano essere pirati romantici, frivoli e dallo spirito libero, capaci di solcare i mari senza alcun tipo di costrizione".
Non è però solo l'estetica a uscire dal seminato, visto che Sea of Remnants è un gioco di ruolo free-to-play che unisce le tipiche battaglie navali a combattimenti a turni più strategici e nello stile di Persona. Un tipo di contaminazione originale ma anche rischioso, che mette il team di sviluppo davanti a una sfida difficile: dare vita a un'esperienza coerente e organica, in cui le due anime del gioco risultino entrambe solide e stimolanti, invogliando il giocatore a esplorare tanto il mare quanto la terraferma.
Punk caraibico
Attingendo dalle ispirazioni più disparate, Joker Studio ha cercato in tutti i modi di rendere Sea of Remnants riconoscibile, caratteristico ed esplosivo, mettendo in scena sequenze d'impatto e cinematiche memorabili.
Lo si nota già nelle primissime ore di gioco, quando si vede la luna emergere dall'oceano e una rissa da bar si trasforma in un concerto a base di musica hip hop, con graffiti punk e onomatopee che richiamano i fumetti americani. Non meno stravaganti sono le interazioni tra i personaggi, con dialoghi eccentrici assai lontani dagli stereotipati "Arrr!" pirateschi (sebbene qualcuno potrebbe essersi stancato dell'archetipo della ragazza iperattiva e fuori di testa in stile Jinx e Harley Quinn). Lo stesso editor dell'alter ego gioca sull'idea che il personaggio sia una marionetta di legno, con pezzi intercambiabili e colorate decorazioni dipinte sulla faccia.
Il fatto che il protagonista abbia un'amnesia è un cliché parecchio inflazionato nei videogiochi, ma non solo Sea of Remnants lo ammette chiaramente attraverso le battute di un comprimario, ma si spinge oltre e ci costruisce sopra l'intero sistema di progressione del gioco. Eliminando i boss, completando le missioni e andando avanti di stagione in stagione, il protagonista recupererà man mano i propri ricordi, scoprendo chi è davvero e qual è il vero segreto che si nasconde ai confini del Sea of Remnants. Un mistero che rischia di essere tirato per le lunghe, visto che l'intenzione degli sviluppatori è pubblicare una nuova stagione ogni dieci settimane.
Il loop di gioco, tra mare e terra
Se il look del gioco è sicuramente quello che porterà molti ad avvicinarsi a Sea of Remnants, il compito di mantenere vivo l'interesse del giocatore spetta all'alternanza tra le battaglie in mare e i combattimenti sulla terraferma. È proprio in queste fasi a piedi che emerge la differenza più marcata rispetto alla maggior parte dei giochi a tema piratesco. Come nel più classico dei giochi di ruolo giapponesi, si possono schierare fino a quattro pirati, ognuno con le sue abilità di attacco, tecniche speciali e strategie appartenenti a una serie di archetipi familiari: c'è quello specializzato negli attacchi di mischia e c'è il curatore del gruppo, quello utile a potenziare le statistiche dei compagni e quello che avvelena i nemici o che crea altre alterazioni di stato.
L'unica aggiunta davvero originale è il sistema di potenziamenti basato sul lancio di dadi. A ogni turno si può decidere di lanciare da uno a tre dadi, e in questo modo si possono eseguire attacchi più potenti, attivare abilità speciali oppure, nel caso si ottenga un valore superiore a quello dell'avversario, guadagnare un turno aggiuntivo. I dadi vengono rigenerati progressivamente, spingendo il giocatore a decidere se usarli subito o accumularli in vista di un momento più favorevole. Restando nell'ambito dei free-to-play, il termine di paragone più immediato ai combattimenti di Sea of Remnants è sicuramente Honkai: Star Rail, con cui l'opera di Joker Studio condividerà anche l'inevitabile sistema gacha.
Una volta che si salpa con il proprio galeone, il gioco presenta un'esperienza navale estremamente asciutta ed essenziale, assai lontana dall'approccio laborioso e interattivo di Sea of Thieves. Per sparare coi cannoni non c'è bisogno di spostarsi da una parte all'altra del ponte, o correre in stiva a recuperare la polvere da sparo, ma basta semplicemente puntare la telecamera e fare fuoco; la direzione del vento influisce sulla velocità e andatura della nave, ma non si gestiscono manualmente le vele, non ci sono arrembaggi e l'organizzazione della ciurma è pressoché inesistente.
Il sistema di ricarica a tempo incentiva un uso più strategico dei cannoni e, soprattutto, del turbo, unico vero strumento a disposizione per schivare i colpi nemici. Le battaglie navali sono tutto sommato discrete e, a differenza di Sea of Thieves, la navigazione è chiaramente pensata per un'esperienza single player, ma nelle prime ore dall'inizio dell'avventura non c'è mai stato un incontro capace davvero di tenere col fiato sospeso. Forse anche perché il senso di rischio, almeno all'inizio, non è mai davvero alto: c'è un sistema per mettere in salvo gli oggetti più preziosi ottenuti in una missione e, se si viene affondati, non si perde subito l'intero bottino raccolto.
Questo non vuol dire che non ci saranno battaglie navali memorabili. Per dare un'idea gli sviluppatori hanno infatti mostrato uno scontro con un immenso boss avanzato, con diverse fasi che cambiavano completamente sia l'approccio al combattimento che la presentazione audiovisiva: un'escalation musicale e visiva, con repentini cambi di atmosfera e una battaglia che si svolgeva sopra e sotto la superficie dell'acqua, tra cannonate, laser da schivare e sequenze QTE accompagnate ora da una musica rock, ora da un intermezzo classico e infine da un potente mix con l'aggiunta di un coro.
Monetizzazione
Previsto per il 2026 su PC, console e mobile, Sea of Remnants seguirà un modello di monetizzazione simile a quello di tanti altri giochi di ruolo free-to-play. Nella versione che è stata fatta provare alla stampa mancavano ancora molte delle funzionalità e dei menù, ma quello che c'era (e le chiacchiere con gli sviluppatori) hanno dato un'idea abbastanza chiara di cosa aspettarsi. Al momento sono presenti due diverse valute e una serie di ricompense e sfide legate all'inevitabile Battle Pass a pagamento; ci saranno molti oggetti, equipaggiamenti e accessori che saranno puramente estetici, ma è confermato che ci sarà anche un sistema gacha per ottenere nuovi pirati da aggiungere alla propria squadra e usare in combattimento. Pur consapevole che è un argomento spesso controverso, Joker Studio è stato abbastanza chiaro sul fatto che ci saranno personaggi esclusivi per chi pagherà denaro reale: "Molti pirati potranno essere ottenuti sia tramite denaro reale sia utilizzando la valuta in-game," ha spiegato il product manager Innis. "Tuttavia il nostro obiettivo è fare in modo che chi paga percepisca un valore concreto per la spesa effettuata. Per questo motivo, non tutti i personaggi potranno essere ottenuti senza spendere denaro reale: ce ne saranno alcuni legati ai contenuti a pagamento, con un Battle Pass a loro dedicato. Ciò che vogliamo garantire, però, è che anche senza pagare [denaro reale] sarà possibile ottenere personaggi che per categorie e attributi siano sullo stesso livello di quelli esclusivi".
Benvenuti a Orbtopia
Quello di Sea of Remnants è un oceano pieno di isole da raggiungere in nave e da esplorare a piedi, ognuna con le sue missioni, i suoi avamposti, ma anche la sua morfologia e le sue creature. Dai classici ambienti tropicali si arriva a luoghi glaciali e terre vulcaniche, ci sono isole dove gli abitanti vivono in capanne sugli alberi e altre dove soldati della marina e pirati anziché farsi la guerra ballano, bevono e si divertono assieme. Certe isole avranno dei dungeon da esplorare e in cui si nascondono boss da sconfiggere o enigmi ambientali da risolvere per proseguire e ottenere tesori, mentre un po' ovunque sono sparse piccole prove da portare a termine in cambio di ricompense (in maniera non troppo diversa dalle prove Korogu di The Legend of Zelda: Breath of the Wild). La città più importante di tutte è però Orbtopia, una specie di Port Royal con centinaia di personaggi, tra mercanti, pirati e avventurieri che popolano le locande e i negozi.
Un centro per gli scambi commerciali e la raccolta di missioni che portano avanti la storia, Orbtopia sarà strapiena di attività secondarie e minigiochi che il più delle volte consistono in sfide con altri personaggi secondari. Ci si può dedicare a gare di bevute, giochi da tavolo, performance musicali coi pappagalli, partite a mahjong e lanci dell'anello. Volendo è anche possibile combattere contro altri personaggi e, in caso di vittoria, decidere di bandirli per sempre dall'isola. Interazioni come questa dovrebbero avere una grossa influenza sul destino della città, al punto tale che certe azioni del giocatore potrebbero portare a uno o più finali negativi, in cui Orbtopia si ritrova praticamente abbandonata e in decadenza.
A oggi, gli interrogativi più grandi riguardano proprio le grosse promesse e ambizioni del team di sviluppo. Durante la presentazione si è parlato di come Orbtopia avrà oltre 400 personaggi, ognuno con le proprie routine, attività e storie personali. Storie che, stando a quanto dicono, avranno lo stesso livello di cura delle missioni principali. Saranno personaggi che, a seconda delle azioni del giocatore, potranno decidere di diventare alleati, unirsi alla ciurma oppure partire per i mari e darci la caccia, cercando di affondarci a ogni occasione buona. Alcuni abitanti apriranno nuovi negozi, altri si trasferiranno in isole diverse, e certi mercanti andranno in bancarotta e finiranno per strada.
È tutto molto promettente, eppure giocando l'attuale versione di Sea of Remnants e parlando con gli sviluppatori è chiaro che tutte queste ambizioni non riflettano davvero l'esperienza che troveremo al lancio, ma rappresentano un traguardo da raggiungere nel lungo periodo, con il gioco che continuerà ad evolvere stagione dopo stagione nel corso dei mesi e degli anni. La Stagione 1 (prevista per un generico 2026) porrà le fondamenta e accoglierà i primi giocatori con un'esperienza più rilassata e con cui prendere familiarità, e soltanto nel corso degli aggiornamenti successivi verranno introdotte nuove meccaniche e sarà esplorata maggiormente la storia. Lo stesso vale per la componente multigiocatore: all'inizio Sea of Remnants sarà un'esperienza principalmente single-player, coi giocatori che potranno al massimo sfidarsi in qualche minigioco; solo più avanti, se tutto andrà secondo i piani e il gioco continuerà a essere supportato, possiamo immaginare un futuro in cui affrontare missioni in cooperativa o sfidare altri giocatori in battaglie navali in tempo reale.
Come per tutti i giochi live service, una delle sfide di Joker Studio sarà quella di assicurare un flusso di costanti aggiornamenti post-lancio, nuove avventure, personaggi e mostri da affrontare, ambientazioni inedite e cinematiche altrettanto divertenti e creative come quelle presenti nelle prime ore di gioco. Per portarsi avanti, oltre 700 persone sono attualmente coinvolte nello sviluppo di Sea of Remnants, con una parte del team impegnata a rifinire il gioco base e un'altra già al lavoro per preparare con largo anticipo i contenuti delle stagioni future. L'uso delle intelligenze artificiali generative per ridurre i tempi, almeno per ora, sembra fuori discussione. "Personalmente credo che l'intelligenza artificiale generativa sia oggi una tecnologia rivoluzionaria e che, se vogliamo davvero che l'IA porti più contenuti, dobbiamo prima comprenderla e svilupparne una corretta percezione", ha spiegato il product manager del gioco. "Tuttavia, all'atto pratico l'IA non ha contribuito in modo significativo al risultato finale di Sea of Remnants. Tutti i contenuti che vedete nel gioco sono realizzati a mano dai nostri artisti, scrittori e designer".
Ciò non significa che Joker Studio non stia sperimentando con l'uso dell'AI, e addirittura può darsi che nel futuro del gioco potrebbe esserci almeno un personaggio con cui interagire tramite LLM. "In una porzione molto circoscritta del progetto stiamo pianificando un particolare personaggio con l'obiettivo di offrire ai giocatori un'esperienza davvero unica e differente", ci è stato raccontato. "Abbiamo definito in modo dettagliato il background di questo personaggio, così che l'utilizzo dell'IA risultasse naturale e credibile. Per lui volevamo esplorare una direzione ispirata a Westworld, con un immaginario e un approccio narrativo simili a quelli della serie. L'idea alla base è 'Se delle marionette venissero dotate di un'IA, potrebbero in qualche modo diventare coscienti?'. Finora però non siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nei test di questo specifico personaggio e di come l'IA sia stata integrata, motivo per cui al momento non è ancora presente nel gioco".
Nonostante le somiglianze tematiche, Sea of Remnants si troverà a navigare acque diverse rispetto ad altri giochi sui pirati. Tra battaglie navali, saccheggi e spedizioni sulla terraferma in cerca di tesori da riportare a casa, il loop di gioco è sicuramente familiare, ma quella di Joker Studio è un'esperienza free-to-play pensata per essere vissuta in solitaria e portata avanti dalla possibilità di sbloccare personaggi affascinanti da usare nei combattimenti a turni. Per certi versi è più vicino a Honkai: Star Rail che a Sea of Thieves, e questo riguarda tanto le meccaniche di gioco quanto il sistema di monetizzazione tipico dei giochi gacha, di sicuro tra gli aspetti più controversi una volta che il gioco sarà lanciato ufficialmente. Le diverse ore passate a solcare i mari, combattere mostri e interagire con gli abitanti di Orbtopia hanno presentato un'avventura sicuramente stilosa, piena di personalità e che - al netto del tocco demenziale ed eccentrico - vuole anche esplorare tematiche diverse con un leggero pizzico di malinconia. L'incontro con gli sviluppatori ha però messo in evidenza anche quello che non ci sarà al lancio. Esattamente com'era Sea of Thieves all'inizio, la prima stagione di Sea of Remnants sarà un punto di inizio, una promessa di qualcosa che verrà arricchito e migliorato col tempo, ma che nella Stagione 1 sarà ancora lontano dalla visione (forse pure troppo) ambiziosa del team di sviluppo. Staremo a vedere se il gioco riuscirà a guadagnarsi la fiducia del pubblico quando arriverà su PC, console e dispositivi mobile nel corso del 2026.
CERTEZZE
- Un'estetica esplosiva e piena di personalità
- Combattimenti a turni vivaci e divertenti
- L'idea di un mondo dinamico e influenzato dal giocatore è interessante
DUBBI
- Le battaglie navali non sembrano troppo entusiasmanti
- Molte promesse saranno realizzate (forse) solo dopo la Stagione 1
- Tantissimi minigiochi ma pochi davvero interessanti