Splatoon 3, Pass di Mario Kart: i nuovi seguiti Nintendo - La Bustina di Lakitu

Il mondo dei videogiochi è in costante evoluzione e le recenti mosse Nintendo lasciano intuire un nuovo approccio ai sequel: sarà davvero così?

RUBRICA di Alessandro Bacchetta   —   01/05/2022
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La tecnologia avanza sempre più velocemente. Sembra una banalità, ma è letteralmente così: la sua evoluzione non è costante, ma più celere ogni giorno che passa. I cambiamenti avvenuti tra l'anno 1 e il 1000 sono meno rilevanti di quelli tra il 1000 e il 1500, e quelli tra il 1500 e il 1850 molto meno sconvolgenti di quelli tra il 1850 e il 2000. Più andiamo avanti, più i tempi per una drastica evoluzione tecnologica, tale da rivoluzionare costumi e abitudini e stili di vita, sono brevi. Questo concetto è applicabile anche al mondo dei computer e, conseguentemente, alle console. Tuttavia, ragionandoci un po', sembra che per i videogiochi la storia sia un po' diversa.

Nel 1972 esce Pong, nel 1985 Super Mario Bros. Pensateci: dal bianco e nero ai colori. Da un gioco a schermata fissa a uno in scrolling. Da uno essenziale a uno semplice con dinamiche complesse, composto da livelli e sottolivelli, da un'inerzia e da un sistema fisico simulato (per quanto basilare). Nel 1996 esce Super Mario 64. Il balzo è ancora più grande: mondo poligonale, tre dimensioni, movimenti col control stick analogico, rotazioni della telecamera. Sembra incredibile, ma soltanto undici anni separano Super Mario Bros. da Super Mario 64. Super Mario Galaxy, per restare nella stessa serie, arriva nel 2007. Cambia tanto, la grafica è più ricca, la fisica più complessa, ma non c'è lo stacco che intercorre tra Super Mario Bros. e Super Mario 64 (neanche lontanamente, ecco). Dieci anni dopo, ovvero nel 2017, esce Super Mario Odyssey: bellissimo, animato meglio di Super Mario Galaxy, in alta definizione, ma tolte le differenze grafiche, le distinzioni sono più concettuali che altro.

Super Mario Odyssey: è uscito nel 2017, dopo dieci anni da Super Mario Galaxy, più o meno lo stesso tempo che separa Super Mario Bros. e Super Mario 64
Super Mario Odyssey: è uscito nel 2017, dopo dieci anni da Super Mario Galaxy, più o meno lo stesso tempo che separa Super Mario Bros. e Super Mario 64

Ipotizzando per assurdo un'uscita di Super Mario Galaxy nel 2017 (al posto che nel 2007), e mandandolo in alta definizione, in molti potrebbero ritenerlo più avanzato di Super Mario Odyssey, o comunque poco diverso. In breve: sembra che più andiamo avanti, più tempo ci voglia, e non solo per difficoltà di sviluppo, a creare un gioco che segni un taglio netto col passato.

Questa lunga premessa ci aiuterà a riflettere meglio sull'argomento principale dell'articolo, e cioè sulla possibilità che Nintendo stia mutando il proprio approccio ai sequel.

Cos'è un sequel, Splatoon 3

The Legend of Zelda: Breath of the Wild 2: quanto sarà diverso dal predecessore?
The Legend of Zelda: Breath of the Wild 2: quanto sarà diverso dal predecessore?

A livello logico sappiamo tutti che cos'è un sequel, e cioè il seguito di un videogioco all'interno di una stessa saga. A livello intuitivo, tuttavia (ancora oggi), proiettiamo molto di più all'interno di questo concetto: ci aspettiamo delle modifiche, dei miglioramenti, delle aggiunte, delle diversità. Pensiamo alla differenza tra Super Mario Bros. (1985) e Super Mario Bros. 3 (1988): stile grafico più raffinato, possibilità di tornare indietro nei livelli, strutturazione verticale degli stessi grazie alla possibilità di volare, mappa che connette gli stage e dona un immediato contesto narrativo, power-up più numerosi e conservabili in archivio. Stiamo parlando forse del sequel per eccellenza, capace di rendere vetusto, a livello ludico e tecnologico, un titolo di soltanto tre anni prima... e sulla stessa console, tra l'altro.

Nella contemporaneità dei seguiti come questo sono rarissimi. Li vorremmo tutti, ma dobbiamo accettare che non esistano quasi più. The Legend of Zelda: Breath of the Wild 2 potrà raggiungere delle vette superiori al predecessore, fatto sta che - come molti altri prima di lui - sfrutterà lo stesso engine. Tuttavia, almeno stando ai brevi filmati osservati, introdurrà molte alterazioni strutturali, come l'esplorazione verticale, l'inversione del tempo, una sorta di teletrasporto nella materia.

Splatoon 3: nell'ultimo trailer era difficilmente distinguibile dal secondo episodio
Splatoon 3: nell'ultimo trailer era difficilmente distinguibile dal secondo episodio

Vedendo l'ultimo trailer di Splatoon 3, che arriverà il 9 settembre 2022, in molti hanno avuto la sensazione che fosse uguale a Splatoon 2: non solo, già Splatoon 2 dava l'impressione di essere molto simile al primo Splatoon. Quando venne svelato, sembrava quantomeno che ci sarebbe stata una radicale trasformazione a livello narrativo, scenografico e di ambientazione, che pareva tendere al post-apocalittico: magari sarà davvero così, ma negli ultimi video mostrati, a meno di non essere un grande appassionato della serie (e per quanto non lo sia, il sottoscritto le ha dedicato circa cento ore tra primo e secondo episodio), è sostanzialmente impossibile distinguere tra l'uno e l'altro. Splatoon 3 quindi è un seguito? Sì, lo è. Ma le sue introduzioni saranno - o almeno così sembra - prettamente contenutistiche. Tornando all'esempio precedente, sarebbe stato come se, al posto di Super Mario Bros. 3, Nintendo avesse continuato a creare dei "lost levels", riutilizzando lo stesso engine, lo stesso stile grafico, aggiungendo soltanto nuovi stage e oggetti.

Fatichiamo a ricordare una saga Nintendo che si sia evoluta così poco tra un capitolo e l'altro. Sono passati ben sette anni tra Splatoon e Splatoon 3, e scommettiamo che un "esterno", qualcuno che non li abbia provati od osservati a lungo, farebbe fatica a scindere, guardando un filmato, tra l'uno e l'altro. È certamente colpa del "rallentamento" evolutivo di cui parlavamo in precedenza, ma non è l'unica causa. Si tratta di un approccio che la compagnia non ha mai avuto con nessun'altra serie, più simile a quello di EA con FIFA - ma con maggior distanza temporale, il che rende tutto ancora più "grave".

Mario Kart 9... o no?

Mario Kart 8 Deluxe: le sue vendite sembrano inarrestabili
Mario Kart 8 Deluxe: le sue vendite sembrano inarrestabili

Applichiamo lo stesso discorso di prima a Mario Kart. Super Mario Kart è stato pubblicato nel 1992, su Super Nintendo. Dieci anni dopo avevamo Mario Kart: Double Dash!! su GameCube, totalmente poligonale, con interazioni fisiche complesse tra le vetture. Dodici anni dopo, Mario Kart 8 su Wii U: uno stacco meno netto, ma comunque grande, grazie alle dinamiche ludiche, alla qualità grafica, all'alta definizione. Dieci anni dopo? Ancora Mario Kart 8 Deluxe, che durerà quantomeno fino al termine del 2023, quando finiranno i percorsi aggiuntivi del Pass. E qualcuno ormai pensa che Mario Kart 8 Deluxe possa essere, be', semplicemente Mario Kart.

Per quanto sembri assurdo a primo impatto, è un ragionamento sensato. Mario Kart 8 Deluxe è un gioco praticamente perfetto, tanto che già ai tempi dell'uscita originale avevamo intuito quanto sarebbe stato difficile crearne un seguito. Adesso non solo è un racing game quasi perfetto, ma perfino un racing game mastodontico: parliamo di un titolo che, a fine 2023, avrà novantasei circuiti. Novantasei. Un risultato ottenuto con qualche compromesso tecnico, gli adattamenti delle vecchie-nuove piste non sono curati quanto i precedenti (ne avevamo parlato nella nostra recensione del Pass Percorsi Aggiuntivi), ma comunque un risultato straordinario. I vecchi Mario Kart avevano sedici piste, per intenderci. Come si fa a pubblicare qualcosa che possa competere? I vantaggi di rendere eterno Mario Kart 8 ci sono eccome. Meccaniche ai limiti della perfezione, un'enorme quantità di contenuti. Perché Nintendo dovrebbe provare a cambiarlo, quando potrebbe semplicemente (sulla prossima console), migliorarlo graficamente, trapiantarne i contenuti, bilanciare qualche arma e aggiungere nuove macchine e piste? Un problema che ha anche Super Smash Bros., in misura ancora maggiore.

Mario Kart 8 Deluxe: col Pass Percorsi Aggiuntivi arriverà a 96 circuiti
Mario Kart 8 Deluxe: col Pass Percorsi Aggiuntivi arriverà a 96 circuiti

I rischi di un eventuale Mario Kart 9 "coraggioso" sono palesi. Potrebbe non "staccare" abbastanza dal predecessore, e dopo tanti anni sarebbe una delusione. Avrebbe, ovviamente, una carenza di contenuti rispetto all'ottavo episodio: è impensabile che possa essere pubblicato con anche "solo" quarantadue nuovi circuiti. Anche volendo, potrebbero non esserci le possibilità tecnologiche - impossibile dirlo ora, non conoscendo "Switch 2" - per migliorare notevolmente fisica e interazione, oltre che aspetto. Mario Kart 8 è durato dieci anni, sicuramente sorprendendo anche Nintendo, che ora però è conscia della situazione. Non dovesse perpetuare l'ottavo capitolo, potrebbe sviluppare il prossimo con già quest'ottica in mente, e realizzare un seguito "vero", un seguito stile "vecchio secolo", quindi con aspetto grafico ed engine diverso, soltanto quando ci sarà davvero una tecnologia così profondamente differente da giustificare il salto.

Ci potrebbero essere dei risvolti positivi, da questo punto di vista. Se Mario Kart venisse eternato, così come altre saghe, Nintendo potrebbe crearne di nuove mentre aggiorna le vecchie. Ma è una prospettiva lontana, di cui avrebbe senso parlare soltanto se si verificasse davvero. Rimane il fatto che quest'anno l'azienda giapponese pubblicherà un seguito molto simile al predecessore, che già era molto somigliante al capostipite, e verterà soprattutto sull'introduzione di nuovi contenuti (e modalità?), pietrificando engine e stile grafico (ci riferiamo a Splatoon 3, chiaramente). Allo stesso tempo, quando alcuni si aspettavano Mario Kart 9, ha prorogato ulteriormente la vita dell'ottavo capitolo, uscito originariamente nel 2014, al quale aggiungerà altre quarantotto nuove piste da qui a fine 2023. È un segnale o un caso isolato? Sarà proprio Mario Kart 9, se ci sarà, a darci le prime risposte.