Starfield, l'analisi del trailer dell'E3 2021

La conferenza dell'E3 2021 ci ha dato un assaggio di Starfield, l'atteso gioco di ruolo spaziale di Bethesda basato sul Creation Engine 2: analizziamo il trailer.

ANTEPRIMA di Mattia Armani   —   13/06/2021
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Questo E3 2021 tutto in digitale non sarà ricordato per gli scorci di Los Angeles o per le folle di giocatori, ma sarà probabilmente celebrato per essere stato il primo vero palcoscenico della nuova generazione di console. Purtroppo durante l'evento Microsoft non abbiamo visto tutto quello che avremmo voluto di Halo Infinite, ma abbiamo avuto già modo di ammirare molto altro, a partire da un primo atteso assaggio di Starfield, il massiccio gioco di ruolo spaziale che rappresenta il prossimo pezzo grosso della scuderia Bethesda. Oltre che un'esclusiva di peso, confermata definitivamente, per il brand Xbox.

Analizziamo il trailer di Starfield, provando a estrapolare tutte le informazioni possibili da questo filmato.

Starfield, il nuovo colossal Bethesda

Starfield, in arrivo in esclusiva PC e Xbox Series X|S, anche attraverso l'Xbox Game Pass, è un appuntamento di quelli importanti per Bethesda. Non a caso la compagnia ha fissato la data di uscita lo stesso giorno del lancio di un colossal come Skyrim. Anche se 11 anni dopo. Starfield, infatti, uscirà l'11 novembre 2022 e promette di essere un'epopea spaziale delle stesso peso del quinto capitolo di The Elder Scrolls. O almeno, questo è quello che possiamo percepire visionando le immagini viste in questo primo e interessante teaser. A fare da protagonista c'è un'esploratrice in procinto di partire per una missione che promette di svelare i grandi misteri che si celano dietro all'esistenza dell'umanità stessa.

Della trama sappiamo davvero poco, ma il trailer è pieno zeppo di riferimenti che vogliono rassicurarci sulla ricchezza di background e comparto narrativo. Ci sono un centro di lancio, dei robot, riferimenti e loghi dell'ente Constellation, un sacco di distintivi e anche delle scritte a pennarello, su un vetro, che ci fanno immaginare che ci siano anche dei compagni, oltre a lei. Inoltre si vede il progetto di un portale che sembrerebbe la chiave per scoprire una verità trascendentale dell'esistenza, cosa sottolineata dalla stessa protagonista che fa da narratrice. Oltre a questo, però, abbiamo ancora poco su cui fantasticare, almeno parlando della componente interattiva della narrazione ed eventuali possibilità di scelta.

Creation Engine 2, l'importanza di un nuovo motore grafico

La partenza di una missione che cambierà tutto
La partenza di una missione che cambierà tutto

Possiamo però parlare di quanto abbiamo visto dal punto di vista tecnico. Starfield è un titolo che, con tutta probabilità, è destinato a essere il nuovo punto di partenza della produzione Bethesda. D'altronde rappresenta il debutto del Creation Engine 2, l'attesa nuova incarnazione di un motore che ha mostrato il fianco alle critiche già al tempo di Skyrim, figuriamoci nel 2021.

Nell'ormai lontano 2011, il primo Creation Engine è stato salvato soltanto grazie allo strepitoso lavoro compiuto su storia, atmosfera e paesaggi che è stato fatto per il quinto The Elder Scrolls. Col passare degli anni il motore grafico è stato bersagliato da giuste critiche nel caso di Fallout 4, per diventare quasi motivo di scandalo all'uscita di Fallout 76. Ma le critiche non hanno colto di sorpresa nemmeno chi ha comunque apprezzato entrambi i titoli. D'altronde parliamo di un motore grafico che, per quanto migliorato in quanto a dettagli e resa degli effetti grafici, è rimasto sempre vincolato al passato per concezione, animazioni, collisioni e fisica. Abbastanza da essere superato, nel frattempo, dalla quasi totalità degli engine dedicati agli RPG open world. E non solo.

Quanto sopra ha portato all'ormai fin troppo evidente necessità di un cambiamento. Cambiamento che si è fatto aspettare a lungo, ma che finalmente si è lasciato intravedere in questo breve teaser basato proprio sulla nuova versione del Creation Engine. Non parliamo di un filmato di gameplay, ma di una sequenza fatta col motore di gioco che evidenzia salti in avanti esponenziali in ogni campo. Feeling e palette, lo diciamo subito, non sono così distanti da un Fallout, ma la resa, a partire dalle animazioni per arrivare alle texture dei materiali - che in alcuni casi risulta a dir poco strepitosa - è di un altro pianeta. Una frase doppiamente vera nel caso di Starfield.

Stesso giorno di lancio di Skyrim, 11 anni dopo
Stesso giorno di lancio di Skyrim, 11 anni dopo

Certo, avremmo voluto vedere un po' di azione in tempo reale, ma, visto che si parla di una sequenza realizzata con il motore di gioco, una simile resa mette in chiaro la sua natura esclusivamente next gen. La qualità complessiva è di stampo cinematografico ed è un qualcosa che traspare dalle sfocature, dalla resa delle ombre, dalle trasparenze dei vetri, dall'illuminazione globale degli ambienti e anche dall'illuminazione esterna, realistica come il terreno che sembra realizzato con qualità da fotogrammetria.

A risaltare in quanto a qualità, oltre ai materiali, clamoroso il sandwich morsicato che mette quasi fame, ci sono anche gli effetti di fumo, speriamo riproducibili in tempo reale, visto il realismo che conferiscono al lancio, in combinazione con ottime scintille particellari. Il fumo rende particolarmente spettacolare la chiusura dell'hangar della nave che invece, in quanto a texture degli esterni, è l'elemento meno convincente dell'intera sequenza introduttiva.

Da questo primo assaggio di Starfield possiamo capire ben poco, se non che si tratta -ma non avevamo dubbi- di un progetto estremamente interessante. La nuova vita di Bethesda, infatti, è dimostrata sia dalla natura di esclusiva Xbox e PC del progetto, sia dal debutto del Creation Engine 2, un motore grafico che promette di portare realmente tutti i giochi della compagnia in una nuova era. Non vediamo l'ora di scoprire qualcosa di più del gioco, anche se il 2022 è ancora piuttosto lontano.

CERTEZZE

  • Il Creation Engine 2
  • Direzione artistica
  • C'è la data di uscita!
DUBBI
  • Si è ancora visto troppo poco