Terrorbane, il provato super buggato di un JRPG tutto italiano

Abbiamo provato Terrorbane, un JRPG italiano che mostra, a base di bug e glitch, com'è fatto un videogioco.

PROVATO di Simone Pettine   —   15/01/2022
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Correva l'anno 2017 e all'edizione annuale del Lucca Comics & Games, presso una postazione tra le tante del settore videogiochi, abbiamo avuto modo di testare Terrorbane per la prima volta. Non ricordiamo più chi fosse presente tra gli sviluppatori di BitNine Studio, se fosse Luca Spazzoli, Matteo Leoni o Andrea Leoni. Ma il gioco - un JRPG stranissimo basato su bug e glitch, dalla grafica pixellosa - ci rimase impresso. Di Terrorbane non se ne seppe più nulla, perlomeno fino a oggi, quando è finalmente comparsa su Steam una demo ddel gioco.

Da qui il bellissimo momento epifanico alla James Joyce, l'illuminazione: "ma questo titolo l'abbiamo già visto, l'abbiamo già provato in passato..." La bellezza del mosaico che si completa, della Provvidenza che ogni tanto interferisce con l'agire umano. Tutta l'originalità, tutta la freschezza si sono mantenute intatte dal 2017.

Nel nostro provato di Terrorbane vi spieghiamo perché dovreste immediatamente scaricare la demo su PC via Steam, e perché sarebbe opportuno mettere immediatamente qualche spicciolo da parte per il futuro acquisto. Leggere per credere.

Trama? Ma che razza di gioco è questo

Ecco una normalissima giornata nel mondo di Terrorbane
Ecco una normalissima giornata nel mondo di Terrorbane

L'originalità di Terrorbane è evidente in ogni singolo aspetto della produzione. Anche i più distratti si accorgeranno subito, al momento di avviare una nuova partita, che c'è sotto qualcosa di strano. Perché mai un tizio senza volto - lo sviluppatore del gioco - accoglie i nuovi arrivati? Perché il suo entusiasmo, nel presentarci il suo titolo assolutissimamente privo di qualsivoglia difetto, nell'invitarci a giocare, sembra così sospetto?

Sarà: viene presentata la trama, nel più obsoleto, storico, conosciuto e inflazionato modo possibile, sia nei contenuti che nella forma. Una pergamena si srotola e mostra l'antefatto: c'era una dea bella e gentile che amava tutti e che ha creato il mondo; c'è un demone cattivo il quale, ovviamente, mica poteva lasciare il Creato in pace; la dea piange e dalle sue lacrime un fabbro divino forgia l'arma definitiva, destinata a sconfiggere il male; ma l'arma a un certo punto viene rubata e finisce sulla terra, dove l'Eroe la troverà per annientare il male. Una mezza infinità di videogiochi, non necessariamente GdR "vecchio stampo" come in questo caso, iniziano allo stesso identico modo e dicono le stesse identiche cose.

Ma allora perché, subito al termine della presentazione, viene sbloccato un trofeo che ironizza sulla pazienza infinita da parte del giocatore? Perché il protagonista si ritrova subito nel dungeon finale di un anonimo JRPG, dove - in una serie di cliché crescenti - l'ultimo boss del gioco subisce un colpo dopo l'altro e continua a trasformarsi in mostri progressivamente privi di senso? E perché a un certo punto lo sviluppatore in persona interviene di nuovo, ammette di aver fatto un pastrocchio, e riporta l'eroe all'inizio del gioco vero e proprio?

Perché Terrorbane presenta un'anima intrisa di bug e di errori di programmazione, purtroppo ora deve ammetterlo anche il suo creatore.

Gameplay buggato, e non è un difetto

Lo schermo della morte vi accoglie su Terrorbane... no, non è colpa del vostro PC, state tranquilli
Lo schermo della morte vi accoglie su Terrorbane... no, non è colpa del vostro PC, state tranquilli

Comincia quindi il gioco vero e proprio, in cui finalmente si capisce che gli scherzi mostrati fino a quel momento rappresentano solo l'inizio di un prodotto che fa, dell'ironia metanarrativa, il suo strumento fondamentale. Insomma, Terrorbane è un gioco buggato, anzi buggatissimo. Ma ormai che si può fare? Che il nuovo arrivato si inoltri nella storia e, munito di un bellissimo libricino su cui annotare tutti gli errori incontrati, vada avanti alla bell'e meglio. Insomma, gli errori di programmazione stessi - ma lo si intuisce anche senza questa spiegazione che vi stiamo offrendo - non sono veri errori, ma una scelta creativa che intende divertire e sorprendere il giocatore.

Terrorbane è un metagioco capace di sorprendere, di stupire nella sua apparente semplicità; al tempo stesso vorrebbe far riflettere sullo stesso processo di sviluppo di un videogioco, del quale il consumatore finale non sa nulla. La demo, davvero brevissima, insiste prima sulle idee e poi sul gameplay, e vede l'eroe alle prese con un'anonima cittadina in un contesto fantasy-medievale: l'obiettivo è raggiungere il re e ottenere un colloquio. Poi finisce nelle segrete, dove deve affrontare, in un memorabile scontro a turni, il temibile nemico... un sasso. Dopo aver reclutato nel party una popolana qualsiasi e una cassetta di pere, la seconda delle due pure pavidissima, dato che se la dà a gambe all'inizio del duello.

Terrorbane, tra le altre cose, celebra in modo ironico la storia dei videogiochi. Più o meno
Terrorbane, tra le altre cose, celebra in modo ironico la storia dei videogiochi. Più o meno

Avete forse iniziato a comprendere il tenore della produzione: obiettivo del giocatore è quello di esplorare in lungo e in largo gli ambienti proposti dallo sviluppatore, in tutta la loro follia. In questo modo, il taccuino dei bug si riempie, permettendo il proseguimento della trama e il completamento al 100% dei segreti del titolo. Per ora i pochi spazi visitati sembrano davvero troppo esigui, e abbiamo alcuni dubbi su quanto possa durare quest'atmosfera intrisa di non-senso. Va pure detto che quanto visto - benché poco - appare delizioso, geniale, sorprendentemente fresco. Anche perché, semplicemente, qualcuno di voi si ricorda di un'esperienza anche solo vagamente simile, nel passato più o meno recente?

Terrorbane è un prodotto geniale, un videogioco che prende in giro come si fanno i videogiochi, in cui lo sviluppatore senza nome (e senza volto) salta fuori all'improvviso per commentare ciò che accade, giustificando i propri pastrocchi. L'esperienza, travestita da JRPG classico con combattimenti a turni, è in realtà una piccola avventura alla base di esplorazioni e rompicapo: bisogna scovare ogni bug e sfruttarlo a proprio vantaggio, mentre si cerca di capire in quale diavolo di assurdo modo abbiano ragionato i creatori della produzione. Sono proprio l'insistenza su questo pensiero creativo, la volontà della sorpresa costante e la freschezza dell'intera struttura, nonché delle idee, a rendere Terrorbane uno dei giochi più interessanti di questo inizio del 2022. Come si fa ad ingannare l'attesa del prodotto completo? E poi, sovviene un dubbio forse a sua volta assurdo. Magari Terrorbane di bug "veri" ne avrà: e come sarà possibile distinguerli da tutti gli altri "voluti"?

CERTEZZE

  • Sull'originalità non si discute
  • Sembra davvero brillante, fantasioso e divertente
  • La metanarrazione per ora non è invasiva

DUBBI

  • Dubbi sulla longevità
  • Alla lunga il non-senso verrà a noia?
  • Bug a parte, dobbiamo capire bene le potenzialità del gameplay