Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2, l’anteprima della GDC 2019 82

A quindici anni dall'originale abbiamo potuto vedere Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2, seguito di un classico che ha fatto la storia e che promette di tornare in grandissima forma.

ANTEPRIMA di Umberto Moioli   —   22/03/2019

Vedere Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2, giocato dal vivo davanti ai nostri occhi, è stato senza alcun dubbio il momento di gameplay più interessante dell'intera GDC 2019. Paradox Interactive e Hardsuit Studios hanno in programma di lanciare nel primo quarto del 2020 su PC, PlayStation 4 e Xbox One, un progetto ambiziosissimo un po' per il nome che si porta dietro, un po' perché dopo averlo visto possiamo dire che c'è tantissima carne al fuoco. L'annuncio era nell'aria da qualche tempo, dal momento in cui l'azienda svedese ha acquisito i diritti di White Wolf Game Studio a cui si deve il gioco di ruolo originale. Nonostante Bloodlines 2 non sia arrivato come un fulmine a ciel sereno, sederci nella stanza di un hotel per vederlo dal vivo non è stato meno emozionante. I giocatori con qualche anno sulle spalle capiranno l'emozione, per tutti gli altri è bene sapere che parliamo di uno dei giochi di ruolo più importanti e iconici della prima decade del nuovo millennio. Un prodotto ricco di una storia magnificamente orchestrata, personaggi e fazioni interessanti, tantissimi spunti ludici e ovviamente una marea di vampiri. Possibile che il passare del tempo distorca i ricordi e faccia sembrare qualcosa di buono ancora più eccezionale, ma di certo chi non ha avuto modo di sperimentare l'originale, si è perso qualcosa di importante. Moltissimo tempo è passato da allora ma, anche questa volta, tutto inizia con un Abbraccio...

Un vampiro a Seattle

Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 non inizia da dove avevamo lasciato il precedente capitolo ma gli sviluppatori ci hanno tenuto a precisare che si tratta di un seguito, quindi ad un certo punto chi ha avuto la fortuna di provare l'originale troverà personaggi e/o elementi della storia familiari. Purtroppo per ora non ci è stato dato modo di avere ulteriori informazioni. Lanciata l'avventura ci sarà il tempo per personalizzare il nostro alter ego attraverso un editor estetico ma anche narrativo, dato che potremo scegliere la professione esercitata nella "nostra vita precedente" e osservare poi delle piccole differenze a seconda di quelle prime, apparentemente innocue decisioni. Per ora la parte di customizzazione non era comunque presente e, dopo un breve caricamento, abbiamo visto il protagonista trascinato al cospetto del tribunale che raccoglie tutti i clan dei vampiri.

Confusi, veniamo a scoprire di aver ricevuto l'Abbraccio (ovvero di essere stati trasformati in vampiri) il giorno prima mentre passeggiavamo per le vie di Seattle nel corso di un'imboscata apparentemente organizzata da uno dei clan presenti. Proprio mentre la discussione tra gli imputati si accende, le cose prendono una piega inattesa: la sala dove ci troviamo esplode, si scatena il caos e noi riusciamo a liberarci e scappare via. Da qui inizia un'avventura che ci vedrà impegnati innanzitutto a capire chi ha ordinato l'attacco durante il quale siamo diventati Infanti (in pratica dei nuovi vampiri) e poi a svelare le ragioni di una sequenza di eventi che promettono di smuovere il mondo di Vampire: The Masquerade - Bloodlines fin dalle sue fondamenta.

Come ormai avrete intuito l'ambientazione di Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 non è più Los Angeles: la costa è sempre la stessa, quella ovest, ma questa volta ci sposteremo alcune migliaia di chilometri a nord, fino a Seattle. La città non è forse la meta più popolare e nota in assoluto ma, a prescindere dalle ragioni per cui è stata scelta che approfondiremo in un'intervista nei prossimi giorni, promette comunque di essere uno sfondo interessante e ricco di spunti. In particolare, ci hanno spiegato, l'intenzione è quella di dare uno spaccato del mix di nuovo e vecchio che caratterizza la città: si passa dai centri abitati moderni, puliti e ben frequentati, alle gallerie della Seattle Underground, un complesso di gallerie abbandonate da tempo che furono costruite nella seconda metà del diciannovesimo secolo. In questo senso la decisione di Seattle sembra perfetta: come nel primo capitolo dovremo muoverci all'interno di un mondo che non ci vede come vampiri e che, come da regola imposta dalla Masquerade, ci impone di non rivelarci come tali. Dovremo agire da umani in pubblico per poi combattere e cibarci del sangue necessario a sopravvivere nella penombra delle strade secondarie oppure, appunto, nelle gallerie sotterranee. Per chi se lo stesse chiedendo la risposta è no: Bloodlines 2 non è un open world, piuttosto un insieme di hub di gioco vasti e, nella volontà del team di sviluppo, estremamente particolareggiati. Non parliamo unicamente di dettaglio visivo, ma anche di personaggi da incontrare, storie secondarie da scoprire e incontri inattesi da fare. L'intera demo si teneva nei pressi di Pioneer Square, il luogo dove avremo anche la nostra abitazione, e dobbiamo dire che le premesse per creare un ambiente di gioco denso e credibile sembrano poter essere mantenute.

Un approccio diverso alle discipline

Come ogni vampiro che si rispetti, anche il nostro personaggio in Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 godrà di tutti i "benefit" della sua razza: rapido a sufficienza da arrampicarsi sulle pareti, non teme le cadute ed è, ovviamente, molto più forte di qualsiasi umano in combattimento. Trattandosi di un gioco di ruolo, per quanto con forti tinte d'azione, anche questo seguito ci chiederà di sviluppare le nostre abilità speciali scegliendo tra diverse discipline. Rispetto al passato l'affiliazione ad uno specifico clan avverrà in un secondo momento e, almeno all'inizio, potremo unicamente scegliere tra Chiropteran, Nebulation, Mentalysm. La prima dà accesso ad una forza fuori dal comune, anche per un vampiro, e alla capacità di spostarsi in orizzontale a mezz'aria per lunghi tratti. La seconda dà modo al nostro corpo di trasformarsi in una fitta nebbia che lo rende invisibile e gli permette di passare, ad esempio, attraverso i condotti dell'aria. La terza è invece qualcosa di simile alla classica telecinesi, quindi selezionandola si possono spostare oggetti di vario tipo e interagire con l'ambiente dalla distanza.

Per il momento Paradox Interactive e Hardsuit Studios sono stati abbastanza vaghi riguardo alle skill che potremo sbloccare più avanti e, soprattutto, in merito a quando e come queste si completeranno con quelle che otterremo dai clan una volta che ci saremo uniti a loro, ma possiamo dirvi che gli scorci di ambienti che abbiamo osservato sembrano offrire sfide e soluzioni interessanti a prescindere dalla direzione che si intraprende. I combattimenti mescoleranno l'uso delle discipline con attacchi corpo a corpo oppure dalla distanza. L'uso delle armi, comunque, è stato subito chiarito che sarà marginale e non determinante: saranno una delle opzioni per risolvere le situazioni più complicate ma non necessariamente la migliore o quella preferibile. Abbiamo osservato un paio di momenti d'azione a viso aperto e possiamo dire che il lavoro da fare sull'intelligenza artificiale è ancora parecchio, la risposta dei personaggi non giocanti non è molto brillante e di certo il fatto che si parla di una pre-alpha lascia intendere quanto lavoro vada ancora fatto sul gioco. Lo stesso discorso vale in generale per la grafica: il gioco usa l'Unreal Engine 4 e ciò ha permesso di creare alcuni ambienti, ad esempio i sotterranei, molto convincenti ma sembra che altre componenti grafiche, come le animazioni o la qualità dei modelli dei personaggi, possano essere migliorate. Dobbiamo incrociare le dita in questo senso perché la visuale in prima persona è meno permissiva di altre prospettive. In compenso già sappiamo che Paradox sta lavorando a stretto contatto con Nvidia per implementare novità come il Ray Tracing e il DLSS, una notizia eccellente visto che i giochi di luci e ombre della notte di Seattle non potranno che giovarsi di una maggiore pulizia e di ambienti meglio illuminati. Tra l'altro proprio il Ray Tracing è pienamente supportato già dalla versione 4.22 dell'Unreal Engine, quindi ci sono tutte le premesse perché al momento dell'uscita queste tecnologie abbiano raggiunto grande maturità.

L'importanza dei dettagli

Un gioco che promette decine di ore di storie e azione vampiresca non è semplice da raccogliere in una demo di mezz'ora né tantomeno da raccontare in poche righe. Diciamo che Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 ci ha lasciato una buonissima impressione perché sembra mantenere quello che ha reso grande il primo capitolo, senza necessariamente fossilizzarsi sulla stessa struttura. La storia principale, è stato promesso, non sarà meno interessante di quella di allora ma come i fan sanno bene è tutto quello che sta attorno a rendere memorabile il ricordo del primo capitolo. In questo senso sembra che sia stata fatta grande attenzione nel creare quest secondarie complesse e una in particolare, una sorta di secondo arco narrativo principale, è stata scritto da Sandra Duval, a cui si deve la componente narrativa di Dishonored: La Morte dell'Esterno.

Questa linea narrativa parallela ci porterà a scoprire cos'è successo agli altri umani che sono rimasti colpiti dall'attacco in cui anche noi abbiamo ricevuto l'Abbraccio. Parlando di immersività, il mondo è stato strutturato per reagire ad un nostro eventuale attacco allo scoperto, innanzitutto con la polizia e i passanti, che ci inseguiranno, poi facendoci nel tempo aumentare o perdere di rispettabilità all'interno della comunità di vampiri. Attaccare a sorpresa sarà insomma la scelta d'elezione per noi, un modo anche per analizzare le possibili prede e sfruttare un nuovo e interessante sistema di buff: osservando le possibili vittime dall'alto con i nostri sensi potenziati, sapremo quale stato d'animo le contraddistingue e, a seconda dei loro sentimenti e dell'intensità degli stessi, avremo effetti diversi dopo averli "consumati". Siamo quello che mangiamo, come è noto, e questo varrà anche in Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2. I sistemi sono tutti al loro posto e le basi poste dal gioco di ruolo, prima, e dal videogame originale, poi, ci rendono positivi riguardo un progetto ambizioso e complesso che scava nella memoria degli appassionati. Ci è stato garantito che la narrazione sarà ricca e la città di Seattle, per la quale sono state fatte molte ricerche per approfondire i miti e le leggende locali, dovrebbe essere qualcosa di più che una serie di vie popolate da personaggi non giocanti. Purtroppo non l'abbiamo provato e dovremo aspettare ancora qualche mese prima di tornare a vederlo. Di certo però siamo felici che Vampire dopo quindici anni sia nuovamente tra noi.

Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 ha il compito impossibile di sopravvivere a un passato glorioso fatto di ricordi memorabili. Non sappiamo, onestamente, se sarà in grado di superare le altissime aspettative che tutti i fan covano in seno al nuovo progetto di Paradox Interactive e Hardsuit Studios, di certo però quello che abbiamo visto è stato gratificante. Il mondo di gioco profondo e articolato che ricordiamo è al suo posto, assieme ai vampiri, alle discipline e alla libertà di vivere la nostra nuova vita da non morto come meglio crediamo. Ci sono alcuni elementi, soprattutto tecnici, che andranno necessariamente sistemati, ma come fatto da Deus Ex, ci aspettiamo una valida e appassionante rivisitazione moderna di un grande classico.

CERTEZZE

  • Un ritorno attesissimo
  • Sembra che gli sviluppatori abbiano tenuto fede allo spirito originale
  • Lore profondo e appassionante
  • Grande libertà di movimento e scelta

DUBBI

  • Intelligenza artificiale da rivedere
  • Tecnicamente ci sono alti e bassi