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Le azioni Nintendo hanno perso il 33% in cinque mesi, si teme un aumento di prezzo?

A quanto pare le azioni di Nintendo in Giappone sono in calo da ormai diverso tempo e hanno fatto segnare un -33% negli ultimi cinque mesi, probabilmente perché si teme un aumento di prezzo della console.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   13/01/2026
Nintendo Switch 2

Le azioni Nintendo hanno perso il 33% in cinque mesi, passando dal valore record di 14.795 yen, segnato lo scorso agosto, alla chiusura odierna di 9.950 yen: numeri anomali, considerando il successo riscosso finora da Nintendo Switch 2.

Sembra tuttavia che proprio la nuova console ibrida sia il motivo principale di questo andamento: gli investitori temono un aumento di prezzo per via dei ben noti rincari delle memorie, e il fatto che il presidente Shuntaro Furukawa non abbia confermato né smentito operazioni del genere ha inevitabilmente destato preoccupazione.

Sembra inoltre che gli azionisti non vedano all'orizzonte esclusive first party di grande spessore, capaci di muovere davvero le vendite, con i vari Mario e Zelda che non hanno ancora visto ufficializzato il proprio debutto su Nintendo Switch 2.

Nintendo Switch 2 aumenterà di prezzo con la crisi delle memorie? Il presidente Furukawa risponde Nintendo Switch 2 aumenterà di prezzo con la crisi delle memorie? Il presidente Furukawa risponde

Infine, riporta l'analista Serkan Toto, ci sarebbe perplessità in merito alla mancanza di sconti sulle console in Europa e negli Stati Uniti, ma quest'ultima argomentazione è in effetti debole visto che Nintendo non ha mai adottato approcci simili in passato.

Fra poco la situazione potrebbe cambiare

Come riportato nei giorni scorsi, il prossimo 3 febbraio verrà pubblicato il nuovo resoconto finanziario di Nintendo, che potrebbe incoronare Switch come la seconda console più venduta di sempre e aggiornare ovviamente anche le vendite di Switch 2.

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Molto probabilmente l'arrivo dei dati ufficiali darà una scossa alle azioni della casa giapponese, che a quel punto potrebbero risalire rapidamente e chissà, magari stabilire nuovi record. Sempre che nel frattempo non arrivi davvero la doccia gelata del rincaro...