Bethesda ed esclusive Xbox: "ciò che è di Microsoft non può essere di Sony", secondo un fondatore della compagnia

Secondo Christopher Weaver, fondatore storico di Bethesda, l'acquisizione della compagnia da parte di Microsoft comporta necessariamente la presenza di esclusive.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   27/09/2020
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Microsoft ha acquisito Bethesda e tutti i suoi team e giochi, cosa che ha fatto scaturire numerose discussioni sulla possibilità che o prossimi titoli di Zenimax/Bethesda possano essere esclusive Xbox o meno, ma secondo Christopher Weaver, fondatore della compagnia, è probabile che sia questo il caso, considerando che "cioè che è di Microsoft non può andare a Sony".

Christopher Weaver è ormai fuori dallo sviluppo videoludico ma è ancora una voce di un certo rilievo, sia perché fino a qualche anno fa era uno degli azionisti di maggioranza di Zenimax, sia perché rimane una figura di grande esperienza nell'ambito tecnologico che attualmente lavora allo Smithsonian's Lemelson Center for the Study of Innovation and Invention.

La sua visione deriva soprattutto dalla semplice analisi dell'andamento del mercato videoludico e tecnologico in generale, che lo portano a pensare che, secondo le leggi più basilari del mercato, l'acquisizione di Bethesda per 7,5 miliardi di dollari sia stata fatta per spingere il più possibile l'ecosistema Xbox e Microsoft, portandolo a pensare che, nella nuova situazione, "ci sarà probabilmente bisogno almeno di una sottoscrizione a Xbox Game Pass Ultimate" per poter giocare The Elder Scrolls 6 e Starfield.

Abbiamo visto come Microsoft abbia intenzione di mantenere un approccio cauto a questo argomento, sostenendo che le eventuali esclusive andranno discusse da caso a caso, ma è anche vero che una tendenza verso il legame stretto tra Xbox e Bethesda sembra sia emersa dallo stesso Phil Spencer in una recente intervista a Yahoo Finance.

Secondo Weaver, semplicemente, "Quello che è in possesso di Microsoft non può essere posseduto anche da Sony". Questo è semplicemente il risultato del consolidamento dell'industria: sia Sony che Microsoft hanno lavorato negli scorsi anni ad espandere i propri team interni e il portfolio di produzioni first party che sono un elemento importante per spingere un proprio prodotto.

Considerando anche la sua esperienza diretta, vissuta all'epoca degli accordi di esclusiva presi nel 2002 per il lancio di The Elder Scrolls 3: Morrowind su Xbox, Weaver confida nel fatto che Microsoft voglia comunque mantenere l'indipendenza creativa di Bethesda e abbia intenzione di rispettarne tempi e idee, ma sembra decisamente propenso a pensare che i prossimi giochi, compresi Starfield e The Elder Scrolls 6, siano probabilmente destinati ad essere esclusive Xbox, o comunque legate necessariamente alla fruizione anche su altre piattaforme ma con abbonamento a Xbox Game Pass.

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