Uno degli elementi più apprezzati dell'ecosistema Xbox negli ultimi anni è stato il programma di retrocompatibilità, che ha permesso di giocare centinaia di titoli Xbox 360 e Xbox originale sulle console più recenti. Tuttavia, il caso delle versioni classiche di Call of Duty: Black Ops 1 e 2 ha messo in evidenza alcuni limiti di questo approccio.
Diversi capitoli della serie, tra cui Call of Duty: Black Ops e Call of Duty: Black Ops 2, non sono mai arrivati ufficialmente su PS5, rimanendo accessibili solo su PC e Xbox grazie alla retrocompatibilità.
Dopo l'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, la società si è ritrovata a controllare completamente il marchio Call of Duty. I vecchi titoli erano già disponibili su Xbox, tuttavia, il progressivo indebolimento delle protezioni di sicurezza delle infrastrutture Xbox 360 ha reso alcune modalità multiplayer difficili da utilizzare a causa della presenza di numerosi hacker e giocatori scorretti.
Per colmare questa differenza, Microsoft e Activision hanno pubblicato versioni dedicate di Black Ops 1 e Black Ops 2 per PlayStation 5. Si tratta di conversioni dirette con miglioramenti principalmente legati alla risoluzione, ma sufficienti per permettere ai giocatori PlayStation di accedere nuovamente a due dei capitoli più apprezzati della serie.
Il risultato è stato che i due giochi hanno raggiunto posizioni molto alte nelle classifiche PlayStation, arrivando persino a superare Grand Theft Auto VI nella graduatoria dei titoli più popolari sullo store digitale della console. Un segnale del forte interesse ancora presente verso i capitoli classici della serie.
La situazione ha però generato malcontento tra alcuni utenti Xbox, non tanto per l'arrivo dei giochi su una piattaforma concorrente, quanto per il fatto che le versioni disponibili sull'ecosistema Microsoft non hanno ricevuto interventi equivalenti. Secondo alcune analisi, i nuovi port per PS5 offrono un'esperienza più stabile proprio perché separata dai vecchi ambienti online della generazione Xbox 360.
Il risultato è una situazione particolare: due giochi pubblicati da Xbox sono diventati, di fatto, un'esperienza vicina a un'esclusiva PlayStation temporanea, almeno per quanto riguarda la qualità delle modalità online.