Il primo Call of Duty: Black Ops era noto da anni per i problemi di hacking che affliggevano la versione PS3, tanto che era diventato praticamente impossibile giocare online. Il recente lancio su PS4 e PS5, pur promettendo nuovi server, non sembra aver risolto la questione. Secondo quanto riportato da MP1st, il gioco, tra i più venduti sul PlayStation Store in questo momento, presenta una tale quantità di malfunzionamenti da impedire in alcuni casi ai giocatori di accedere alle partite.
Terreno fertile per gli hacker
Chiariamo che non stiamo parlando di cheat, ma proprio di azioni volte a impedire agli acquirenti di entrare in gioco.
Nella modalità Domination, alcuni utenti sono riusciti a sfruttare un exploit per assegnare punti esperienza negativi agli altri giocatori, facendoli scendere sotto il Livello 1, requisito minimo per partecipare alle modalità multiplayer competitive. Il risultato è che diversi giocatori si trovano di fatto fuori dall'online. A questo si aggiungono altri problemi segnalati, come utenti che entrano ed escono rapidamente dalle partite e casi di manomissione dei file di salvataggio per sbloccare i Pro Perks senza guadagnarli sul campo.
Insomma, alle critiche per il fatto che le riedizioni di titoli così vecchi siano sovrapprezzate (costano 39,99 euro ciascuna), si sono sommate quelle per il lavoro di aggiornamento, considerato decisamente inadeguato ai tempi che corrono, tanto da non aver fatto nulla per la sicurezza dei giocatori, mantenendo intatti anche gli stessi hack ed exploit che affliggevano le versioni precedenti, compromettendo di nuovo l'esperienza multiplayer per chi vuole semplicemente giocare al titolo così come era stato pensato.