Call of Duty sta colpendo direttamente i produttori di cheat, e lo sta anche documentando: l'ultimo video pubblicato sul profilo ufficiale della serie mostra una consegna speciale per un'azienda in Ohio, Elocarry, che vende aimbot e altri trucchi.
"RICOCHET Anti-Cheat non smette di funzionare quando termina la tua partita. I creatori di cheat operano in tutto il mondo. E anche noi", si legge nel post. "Stiamo portando la battaglia direttamente ai venditori di cheat. Lo scorso fine settimana, durante la Closed Beta, siamo andati in Ohio per mettere fine alle attività di Elocarry. E questo non è un caso isolato..."
"Nel quadro della nostra lotta continua contro gli sviluppatori e i venditori di cheat, abbiamo interrotto le attività di oltre 375 operatori che rivendevano cheat, inviato più di 80 diffide formali e chiuso oltre 30 fornitori. E non è finita qui: sono in arrivo ulteriori azioni, comprese, quando necessario, cause legali. Siamo pronti ad agire."
"Questo lavoro ci permette di colpire direttamente le persone e le aziende che si trovano dietro i prodotti che favoriscono i cheat e di interrompere l'ecosistema che trae profitto da queste attività. È un altro modo con cui stiamo lavorando per rendere più difficile barare, non soltanto per chi utilizza i cheat ma anche per chi li sviluppa e li vende."
Una piaga trasformata in un business
Call of Duty: Black Ops 7 ha quasi debellato la piaga dei cheater grazie a Ricochet e il percorso continua con Modern Warfare 4, ma a quanto pare Activision ha deciso di estendere il conflitto e di non limitarsi più a infliggere ban.
Considerata la straordinaria popolarità della serie, specie negli Stati Uniti, era inevitabile che il fenomeno dei cheater venisse monetizzato da aziende pronte ad assecondare i desideri di chi trae conforto da una vittoria ottenuta barando, ma a quanto pare qualcosa sta cambiando.