Il Coronavirus fa male a tutti, tranne ai videogiochi che fanno numeri da record 49

Uno dei periodi più bui dell'umanità è corrisposto ad uno dei più floridi dell'industria dei videogiochi: per lei il Coronavirus, finora, è stato una manna dal cielo.

NOTIZIA di Luca Forte   —   31/07/2020

Uno dei periodi più bui dell'umanità è corrisposto ad uno dei più floridi di sempre per l'industria dei videogiochi. Mentre ci sono aziende che chiudono, governi in crisi e soprattutto migliaia di persone che soffrono a causa del Nuovo Coronavirus, i più grandi produttori di videogiochi si sono trovati a registrare numeri da record in un periodo che avrebbe dovuto essere di vacche magre.

I primi mesi del 2020, un po' per la mancanza di grandi giochi in uscita, un po' perché tutti gli investimenti e la comunicazione sono stati spostati a ridosso del lancio di PS5 e Xbox Series X, avrebbero dovuto far registrare un netto calo nei guadagni a livello globale. Le prime 11 settimane dell'anno, infatti, secondo i dati di GSD distribuiti da GamesIndustry in una serie di panel su YouTube, hanno fatto registrare un declino medio del 16% rispetto all'anno precedente.

Un trend che ha subito una netta inversione a fine marzo, momento in cui mezzo occidente si è chiuso in casa e contemporaneamente è uscito Animal Crossing: New Horizons. Letteralmente il gioco giusto al momento giusto. Da quel momento in poi le vendite di software e hardware sono volate alle stelle. +51% rispetto allo stesso periodo del 2019 (ovvero le settimana dalla 11 alla 22) e più 13% se si considerano anche le prime 11 settimane dell'anno.

The Last of Us Part 2 ha fatto registrare il miglior lancio digitale di Sony di sempre, Animal Crossing: New Horizons ha infranto ogni record di Nintendo. Persino il mercato fisico è cresciuto dell'8%. Un dato incredibile, considerando che i negozi erano tutti chiusi e gli investimenti pubblicitari ridotti al lumicino.

E i giochi già sul mercato, come Fortnite, Warzone e FIFA 20 hanno registrato numeri che non si vedevano da anni.

Con le persone chiuse a casa davanti a uno schermo, le grandi compagnie sono anche state in grado di fare a meno dell'E3, divenuto ormai inutile per i grandi publisher che hanno avuto risultati molto migliori con le conferenze digitali di quest'anno.

A questo quadro positivo possiamo aggiungere il fatto che molti produttori hardware, come per esempio AMD, sono riusciti ad azzerare i ritardi e consegneranno i chip di PS5 e Xbox Series X rispettando le tabelle di marcia, così da far avviare la nuova generazione senza complicazioni di sorta.

Con gli studi di sviluppo che sono riusciti ad organizzare il lavoro in modo che i dipendenti possano portare avanti le loro mansioni da casa, sembra che non ci sia nulla in questa situazione che possa spaventare un'industria che ha saputo sfruttare una situazione drammatica in maniera positiva e propositiva. Un atteggiamento che le ha consentito di conquistare migliaia di clienti in più.

Il vero pericolo, a nostro avviso, è che questi numeri "drogati" e questa attenzione spropositata spingano diverse aziende a non considerare questa situazione come eccezionale e a fare piani e progetti in base ai risultati ottinuti in queste settimane. In altre parole i veri conti si faranno l'anno prossimo, quando le persone non saranno più a casa a vedere le conferenze, faranno fatica a comprare le nuove console e non avranno decine di ore a settimana da dedicare a FIFA 21, Fortnite o Animal Crossing.

In altre parole, per il mercato dei videogiochi, la crisi potrebbe essere solo stata rinviata di qualche mese. O credete che il lancio di PS5 e Xbox Series X, con il grande clamore che sta suscitando, riuscirà a mascherare questo contraccolpo? Ovvero che una serie di fortunati eventi riesca a far superare indenne all'industria dei videogiochi una delle più grandi crisi economiche e sociali di tutti i tempi.

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