Facebook e il Metaverso: andiamo verso Ready Player One per il futuro dei videogiochi?

Con la presentazione ufficiale del Metaverso secondo Facebook, possiamo aspettarci anche dei riflessi di questa tecnologia nell'ambito dei videogiochi.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   29/10/2021
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Metaverso è una parola con cui dovremo prendere una certa confidenza, visto che alcuni pesi massimi dell'industria tecnologica hanno iniziato ad usarla sempre più spesso e con sempre meno ironia, fino ad arrivare alla presentazione di ieri al Facebook Connect 2021 che ce la fa prendere decisamente sul serio. Coniata (pare) da Neal Stephenson nel racconto di fantascienza Snow Crash, si indica con questo termine uno spazio virtuale interconnesso, nel quale le persone possono comunicare e interagire tra loro e con vari scenari attraverso un'interfaccia di qualche tipo. Qualcosa di simile al buon vecchio cyberspazio, ma a quanto pare molto più pulito e carino, con meno cavi e meno rischi di friggersi il cervello, almeno per quanto riguarda l'accezione fisica della questione (non ci sono garanzie sull'accezione metaforica). Si trattava di una fantasia che veniva dopo il cyberpunk, ma quando ancora internet non aveva preso piede, tuttavia si è rivelata decisamente simile agli sviluppi tecnologici più estremi a cui stanno tendendo alcuni colossi dell'industria.

La presentazione di ieri al Facebook Connect 2021 si è concentrata soprattutto sugli sviluppi social del Metaverso, come si conviene d'altra parte a un'azienda che è fondata sul più famoso social network nel mondo, ma sono palesi anche le ricadute della tecnologia in ambito videoludico. Diventa sempre più chiaro, in particolare, il perché dell'acquisto di Oculus da parte di Facebook nel lontano 2014: era la porta d'ingresso principale per questa visione del futuro del social, visto che la realtà virtuale e realtà aumentata saranno le tecnologie base per prendere parte allo spazio virtuale condiviso. In particolare, Horizon Home è la porta di ingresso al metaverso Facebook, come abbiamo visto, e proprio questo può fare a sua volta da accesso ad esperienze videoludiche di nuova concezione attraverso questo spazio virtuale, al di là delle "esperienze" presentate che possono associarsi al concetto di videogiochi.

Per il momento, ovviamente, si parla solo di supporto per app che possono essere visualizzate attraverso una sorta di HUD, ma un'integrazione futura più profonda con giochi anche third party è probabile.

La produzione interna è già ben avviata presso Oculus, come dimostrato anche dalla presentazione dell'interessante Blade & Sorcery durante il Connect, una sorta di action multiplayer massivo ad ambientazione medievale, ma anche ai vari "giochi" eseguibili da Horizon. Tuttavia, è probabile che ci sia una spinta verso il supporto per giochi di terze parti attraverso la piattaforma virtuale. D'altra parte, se l'interoperabilità è una priorità per Meta, come riferito anche in seguito alla presentazione per quanto riguarda la possibilità di utilizzare visori non sviluppati da Facebook, questa dovrebbe applicarsi anche al supporto per applicazioni e giochi nella realtà virtuale stessa, al di là delle riproduzioni in 2D che abbiamo visto per le app compatibili. Possiamo dunque immaginare una sorta di spostamento "seamless" tra lo spazio di Horizon e quello di giochi in VR, magari da eseguire in multiplayer con innesti social. L'idea futuribile è quella di una sorta di mondo virtuale totalizzante tipo quello visto in Ready Player One: anche se ovviamente la questione va presa con le dovute proporzioni, il fatto che la realtà sembri spingere in maniera così palese verso visioni che finora appartenevano alla fantascienza è affascinante (o inquietante, a seconda delle interpretazioni).

Ci sarà peraltro da capire come funzioneranno gli eventuali metaversi al plurale: Facebook è forse la compagnia più avanti nella costruzione del progetto ma non è certo l'unica che sta lavorando a qualcosa del genere. Epic Games ha più volte menzionato la costruzione di un metaverso, forse legato direttamente a Fortnite e alla sua possibile evoluzione esponenziale in futuro, ma anche altre compagnie sono interessate a sviluppi del genere. Ci troveremo di fronte a vari metaversi tra cui scegliere o ci sarà una sorta di base comune? Perché se questo spazio virtuale è destinato ad essere il "nuovo internet" non potrà essere relegato alla gestione da parte di una singola compagnia. Allo stesso modo, le applicazioni videoludiche di questa realtà virtuale condivisa saranno legate esclusivamente a singole piattaforme, con i loro "sistemi operativi" diversi e incompatibili, o andremo verso una base comune che consenta un'interazione cross-platform? Ma soprattutto, ci piace tutto questo o ci fa una gran paura?