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Fortnite: Tfue cita in giudizio il Faze Clan per contratto "oppressivo"

Si prospetta un caso legale importante e interessante dall'accusa di Tfue nei confronti del Faze Clan sull'eccessiva pressione del contratto posta sul giocatore.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   20/05/2019
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Il noto pro player Tfue ha recentemente accusato il Faze Clan di averlo costretto a firmare un contratto considerato "oppressivo", con clausole legate a percentuali e guadagni che secondo il giocatore e streamer tendono a danneggiarlo.

In base a quanto riferito anche dall'avvocato di Turner "Tfue" Tenney, il contratto sottoposto al suo assistito dal Faze Clan tende a legare eccessivamente il giocatore al gruppo e a estorcere buona parte dei guadagni in favore del clan, cosa che sarebbe peraltro condivisa anche dagli altri pro player che fanno parte del gruppo. In particolare, la percentuale sui guadagni concessa al giocatore stesso è considerata troppo bassa e le clausole presenti nel contratto limiterebbero fortemente la libertà di Tfue di prendere parte a collaborazioni e impegni diversi da quanto stabilito con il Faze Clan.

Al di là della questione specifica e di quanto possano aver ragione o meno Tfue e il suo avvocato, si tratta di un caso piuttosto storico perché potrebbe porre le fondamenta per la legislazione dei contratti e degli accordi in ambito di esport. L'esito di questo processo farebbe infatti da precedente importante in casi simili, visto che la relativa novità di quest'ambito lavorativo non ha ancora dato modo di costruire una certa letteratura sulle regole e le pratiche di gestione dei contratti per i pro player, dunque si tratta di un caso da seguire con attenzione, al di là dell'essere interessati a Fortnite o meno.