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In Giappone l'amministratore di un sito web è stato condannato al carcere per degli spoiler

L'amministratore di un sito web giapponese è stato condannato a scontare una pena detentiva per aver pubblicato dei riassunti, considerati spoiler.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   22/04/2026
Godzilla Minus One

In un mondo in cui pubblicare analisi dettagliate o video spoiler degli ultimi successi cinematografici e videoludici è ormai la norma, con dei content creator che mostrano intere opere live senza alcun pudore, dal Giappone arriva una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Il Tribunale Distrettuale di Tokyo ha inflitto a un uomo di 39 anni, amministratore di un sito web, una condanna a 18 mesi di reclusione (con pena sospesa) e una multa di un milione di yen (circa 5.800 euro) per aver pubblicato online articoli contenenti degli spoiler estremamente dettagliati.

Tutela seria

Il reato contestato è la violazione della legge giapponese sul diritto d'autore, che da quelle parti viene presa molto seriamente. Nel mirino della giustizia sono finiti dei lunghi riassunti, redatti da collaboratori esterni e pubblicati a ridosso dell'uscita, del primo episodio dell'anime Overlord III (2018) e del film Godzilla Minus One (2023).

Una scena dell'anime spoilerato
Una scena dell'anime spoilerato

Il fulcro della battaglia in aula si è concentrato su un dettaglio tecnico della legge nipponica: questi articoli potevano essere considerati dei veri e propri "adattamenti"? In Giappone, infatti, solo il detentore dei diritti (o chi ne riceve autorizzazione) può creare opere derivate. Secondo l'accusa, la risposta è affermativa. L'articolo dedicato a Godzilla Minus One, ad esempio, contava oltre 3.000 caratteri giapponesi (circa 1.400 parole) e sviscerava l'intera trama del film dall'inizio alla fine. Quello su Overlord, invece, includeva immagini tratte dall'anime e interi stralci di dialoghi.

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La difesa ha respinto le accuse, sostenendo che un semplice riassunto scritto non può in alcun modo trasmettere le "caratteristiche essenziali" di un'opera audiovisiva, prive come sono dell'impatto emotivo garantito da regia, recitazione, effetti visivi e colonna sonora (elementi considerati cruciali soprattutto per i film di mostri giganti come Godzilla).

Il giudice, tuttavia, è stato di tutt'altro avviso. La sentenza ha stabilito che i testi contenevano informazioni sufficienti per far cogliere ai lettori l'essenza dell'opera senza il bisogno di guardarla. Pubblicandoli in concomitanza con il lancio delle opere, inoltre, l'amministratore ha "privato i detentori dei diritti d'autore della possibilità di ricevere una giusta remunerazione".

A pesare come un macigno sulla condanna è stato il chiaro movente economico: nel solo 2023, anno di uscita dell'ultimo film di Godzilla, il sito ha generato ricavi pubblicitari per oltre 38 milioni di yen (circa 220.000 euro). Un intento esplicitamente finalizzato al profitto personale che, secondo il tribunale, rende l'imputato profondamente responsabile.

Dura la reazione dei detentori dei diritti. Un avvocato della Toho (casa di produzione di Godzilla) ha dichiarato alla stampa: "L'articolo è stato un tentativo malintenzionato di scroccare il lavoro dei creatori, ed era del tutto naturale che il tribunale stabilisse che un tale comportamento è inammissibile."

La vicenda si inserisce in una più ampia crociata antipirateria portata avanti dalla CODA (Content Overseas Distribution Association), di cui fanno parte colossi come Toho e Kadokawa (detentrice dei diritti di Overlord). Dopo aver colpito duramente negli ultimi anni il fenomeno dei "fast movies" (video riassunti accelerati e narrati che condensano intere pellicole), ora nel mirino ci sono anche i riassunti scritti a scopo di lucro. La determinazione della CODA nel proteggere le IP nipponiche è totale: basti pensare che lo scorso anno l'associazione aveva diffidato persino OpenAI dall'utilizzare le proprietà intellettuali dei suoi membri (tra cui figurano anche i giganti dei videogiochi Square Enix e Bandai Namco) per addestrare l'intelligenza artificiale generativa Sora 2.