Secondo quanto riportato dal CFO David Zinsner, Intel ha ricevuto il resto dei sussidi previsti dal CHIPS Act in seguito all'accordo con Trump, di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa. Si tratta di una mossa che ha contribuito positivamente, e non poco, al bilancio dell'azienda. Ricordiamo infatti che, in accordo con l'amministrazione Trump, quest'ultima ha acquisito una quota del 10% della società. Sempre secondo quanto dichiarato da Zinsner, grazie alla somma ricevuta il Team Blue si trova ora in un'ottima posizione.
Una mossa strategica
Zinsner sostiene che questa mossa permette a Intel di guadagnare la fiducia dei clienti chiave nella regione, nonché quella dell'amministrazione Trump, cruciale per il futuro dell'azienda, considerando la sua situazione delicata. Inoltre, ha affermato che ci sono davvero poche possibilità che Intel rinunci alla sua partecipazione di maggioranza nella divisione fonderia.
Pare che il CEO, Lip-Bu Tan, sia più fiducioso che mai, soprattutto per quanto riguarda i nodi 14A e 18A. Quest'ultimo, secondo quanto riportato dal CFO di Intel, sta dando ottimi risultati e i tassi di rendimento stanno crescendo, mentre il Panther Lake è in linea con i tempi previsti, con il primo SKU in uscita entro il quarto trimestre del 2025. Si prevede anche un aumento dei volumi nel corso del prossimo anno.
Per quanto concerne invece il segmento delle CPU per desktop e server, Zinsner ammette un rallentamento, ma è ottimista per le future Nova Lake e Coral Rapids, che potrebbero permettere all'azienda di guadagnarsi una posizione ancora più vantaggiosa.
Altre collaborazioni
Come vi abbiamo detto, il governo di Washington ha investito 8,9 miliardi di dollari in azioni ordinarie di Intel, diventando così socio di minoranza. La Casa Bianca ha quindi accesso diretto al capitale di Intel. L'operazione è stata resa possibile grazie ai fondi non ancora utilizzati del CHIPS and Science Act e del programma Secure Enclave.
Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, anche Samsung sarebbe interessata a una possibile collaborazione con Intel, probabilmente per avere il favore del governo americano e per evitare i dazi, oltre che per competere maggiormente con altri colossi del settore.