Ken Kutaragi, l'ingegnere giapponese considerato il padre di PlayStation, ha voluto ridimensionare una delle ricostruzioni più conosciute sulla nascita della prima console di Sony: quella secondo cui la rottura con Nintendo avrebbe spinto l'azienda a trasformare il progetto SNES Play Station in una piattaforma autonoma, con l'obiettivo di sottrarre il mercato alla storica rivale. Secondo Kutaragi, tuttavia, la volontà di vendicarsi non ha mai rappresentato una motivazione alla base della nascita di PlayStation.
In un'intervista concessa a GamesIndustry.biz durante il secondo evento Game Republic New Horizons, organizzato nel Regno Unito, l'ex dirigente ha contestato il modo in cui la vicenda è stata raccontata nel corso degli anni. La collaborazione tra Sony e Nintendo prevedeva inizialmente la realizzazione di un sistema basato su CD-ROM per Super Nintendo, ma il rapporto tra le due aziende si interruppe, portando Sony a proseguire autonomamente il progetto che avrebbe dato origine alla prima PlayStation.
Kutaragi riconosce che la decisione di Nintendo provocò un certo disappunto, ma nega che da quello sia nato un desiderio di vendetta. "La storia racconta che rimasi profondamente scioccato e decisi di vendicarmi, ma non ho mai pensato a una cosa del genere. Non pensavo che dovessimo distruggere Nintendo", ha dichiarato.
L'ingegnere ha spiegato che quella che inizialmente sembrava una situazione negativa si trasformò progressivamente in un'opportunità. "Lo shock si trasformò in uno shock positivo: "Bene, siamo liberi di fare qualsiasi cosa"". Una prospettiva che, nella sua ricostruzione, permise a Sony di sviluppare una piattaforma indipendente, senza dover più sottostare ai vincoli del progetto condiviso con Nintendo.
Il rapporto con i videogiochi
Durante l'incontro Kutaragi ha parlato anche del proprio rapporto attuale con i videogiochi, rivelando di non giocare più. La ragione sarebbe legata soprattutto agli impegni professionali e alle responsabilità derivanti dalla gestione di due aziende e di una grande organizzazione. "Ho dovuto rinunciare a qualcosa. Quel dovere era finito", ha spiegato, riferendosi al periodo in cui si occupava direttamente dello sviluppo e della supervisione del progetto PlayStation.
Nonostante non sia più un giocatore attivo, Kutaragi continua a seguire con interesse l'evoluzione dell'industria e ha espresso alcune considerazioni critiche sulle sue attuali dinamiche. Secondo lui, la realizzazione di videogiochi che richiedono diversi anni di lavoro e il coinvolgimento di migliaia di persone rappresenta un modello poco sostenibile. "Non ha senso. È quasi impossibile", ha affermato, riferendosi ai progetti caratterizzati da dimensioni e costi di sviluppo sempre maggiori.
Anche il mercato dell'hardware, a suo giudizio, starebbe attraversando una fase poco salutare, soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi delle componenti e delle tecnologie necessarie per realizzare le console.