I dati più recenti diramati dalla compagnia d'analisi del mercato dei videogiochi USA Circana, fotografano un momento davvero difficile per il mercato delle console nel territorio e, di riflesso, in tutto il mondo, dato che stiamo parlando della piazza più importante del pianeta.
Nei primi otto mesi del 2026, le vendite di hardware Xbox in termini di unità sono scese del 33% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre PlayStation segna un calo del 25%.
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A commentare i numeri è come sempre Mat Piscatella, analista di Circana, secondo cui per Xbox si tratta del livello più basso mai registrato nel periodo gennaio-agosto, mentre per PlayStation bisogna tornare al 2013 per trovare un dato peggiore.
Il quadro non migliora guardando al solo mese di agosto. PlayStation ha perso l'11% su base annua, chiudendo con il peggior risultato per quel mese dal 2013, mentre Xbox è scesa del 31%, il livello più basso per un mese di agosto dal 2020. Più contenuto, ma comunque negativo, il calo di Nintendo, pari al 15%.
A pesare è soprattuto il costo delle console, che ha raggiunto livelli altissimi. Secondo Circana, il prezzo medio pagato da un consumatore per una nuova Xbox nel 2026 è di 529 dollari, il 26% in più rispetto a un anno fa, mentre per una PlayStation si arriva a 597 dollari, con un aumento del 20%. Entrambi i valori sono i più alti mai rilevati negli Stati Uniti. "La sensibilità al prezzo sta diventando un vero problema", osserva Piscatella, alludendo al fatto che gli aumenti continui e sensibili al prezzo delle console rischiano di affossare il periodo di fine generazione di Xbox Series e PS5, periodo già normalmente debole.
Ora gli analisti guardano con grande interesse a novembre. "Forse l'uscita del Big Video Game di novembre aiuterà ad attenuare almeno una parte di questi cali", scrive l'analista, precisando però che molto dipenderà dalla disponibilità dei prodotti, vista la crisi di RAM e componenti, e naturalmente dai prezzi. Per "Big Video Game" Piscatella intende naturalmente GTA 6. Il giudizio finale è netto: il mercato hardware statunitense, afferma, non si trovava in una posizione così precaria dai primi anni Ottanta.