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Meta apre WhatsApp gratis ai ChatGPT e agli altri chatbot rivali in Europa, ma non tutti ne sono felici

Meta propone ai chatbot concorrenti di usare WhatsApp gratis in Europa, ma oltre una certa soglia scatteranno costi che non convincono OpenAI e le startup del settore.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   20/05/2026
Meta AI

Meta prova ad allentare la pressione delle autorità europee con una nuova proposta che riguarda WhatsApp e il mercato degli assistenti basati sull'IA. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg avrebbe offerto ai chatbot concorrenti, tra cui quelli di OpenAI, l'accesso gratuito alla piattaforma di messaggistica, almeno in una fase iniziale.

Secondo diverse fonti vicine alla vicenda, l'utilizzo resterebbe senza costi fino al raggiungimento di una soglia prestabilita di messaggi inviati agli utenti. Superato quel limite, Meta inizierebbe a far pagare l'accesso all'infrastruttura.

La proposta arriva mentre la Commissione europea intensifica i controlli sulle grandi aziende tecnologiche e cerca di evitare che i colossi del settore consolidino il proprio vantaggio anche nel nascente mercato dell'IA.

WhatsApp al centro del confronto tra Meta e Bruxelles

La proposta è stata presentata da Meta Platforms alla Commissione europea la scorsa settimana, dopo che l'autorità antitrust aveva valutato l'ipotesi di imporre misure provvisorie per obbligare il gruppo a concedere ai rivali l'accesso a WhatsApp fino alla conclusione dell'indagine in corso.

Mark Zuckerberg, CEO di Meta
Mark Zuckerberg, CEO di Meta

L'obiettivo di Bruxelles è garantire che il mercato degli assistenti digitali resti aperto e competitivo. In pratica, si vuole evitare che Meta possa sfruttare il controllo di WhatsApp, utilizzata da oltre due miliardi di persone nel mondo, per favorire esclusivamente il proprio assistente Meta AI.

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Per il momento, la società ha già concesso ai concorrenti europei l'accesso gratuito alle API di WhatsApp Business per un mese. Le API sono gli strumenti software che consentono a servizi esterni di interagire con la piattaforma.

Le prime reazioni da parte delle aziende che avevano presentato reclamo sono tutt'altro che positive. The Interaction Company, sviluppatrice dell'assistente Poke.com, ha definito la proposta insufficiente per risolvere i problemi di concorrenza. Anche la francese Agentik ha espresso forti perplessità. Il fondatore Jeremy Andre sostiene che l'offerta continui a creare una disparità di trattamento, perché le eventuali tariffe non si applicherebbero al chatbot di Meta.

L'azienda replica che Meta AI non utilizza le stesse API di WhatsApp Business offerte ai concorrenti. Una spiegazione che, però, non sembra aver convinto le startup coinvolte.

La vicenda è iniziata a gennaio, quando Meta aveva consentito soltanto al proprio assistente di operare su WhatsApp. A marzo la società ha modificato la politica, aprendo ai rivali ma prevedendo un accesso a pagamento. Questa scelta ha spinto la Commissione europea a formulare una nuova contestazione, inducendo Meta a sospendere temporaneamente i costi e a presentare una proposta alternativa.

La decisione finale di Bruxelles potrebbe avere effetti non solo per WhatsApp, ma per tutto il settore dell'IA in Europa. Se la Commissione dovesse imporre condizioni più favorevoli ai concorrenti, piattaforme come WhatsApp potrebbero diventare un terreno più accessibile anche per startup e sviluppatori indipendenti. Una prospettiva che interessa da vicino aziende come OpenAI e molte realtà emergenti del settore.

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