Microsoft DirectStorage da Xbox Series X|S al PC, caricamenti ridotti con SSD PCIe 3.0

Microsoft ha intenzione di portare l'API DirectStorage da Xbox Series X|S anche al mondo PC, risultando in caricamenti ridotti con SSD PCIe 3.0.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   21/04/2021
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Microsoft ha annunciato che DirectStorage, una caratteristica finora dedicata a Xbox Series X|S, arriverà anche su PC, in grado di essere supportata anche da SSD NVMe con interfaccia PCIe 3.0, portando a un sostanziale miglioramento delle performance per quanto riguarda la gestione dei dati attraverso un alleggerimento del carico di lavoro sulla CPU.

DirectStorage è una componente principale dell'Xbox Velocity Architecture ed è un'application programming interface (API), ovvero uno strumento software predisposto che gli sviluppatori possono utilizzare per sfruttare determinate capacità dell'hardware con cui hanno a che fare. Su Xbox Series X|S questo è stato integrato fin da subito negli strumenti di sviluppo delle console, in quando l'architettura hardware è studiata per funzionare su queste caratteristiche, ma su PC la quesitone è più complessa, vista la diversità di configurazioni possibili.

Durante il GameStack Live, Microsoft ha annunciato che porterà lo strumento all'interno degli aggiornamenti a DirectX 12. Sarà peraltro allargato anche a dispositivi non necessariamente recentissimi, visto che comprende anche gli SSD NVMe PCIe 3.0 e a qualsiasi GPU che supporti nativamente DirectX 12, dunque dalla serie Nvidia GTX 600 e AMD Radeon HD 7000 in poi.

L'obiettivo di DirectStorage è ridurre l'overhead nelle operazioni di gestione dei dati dall'archivio e in generale le operazioni I/O, liberando la CPU di buona parte di questo carico di lavoro. Lo strumento attua una serie di operazioni automatizzate e in parallelo per svolgere le richieste in batch dall'archivio.

Microsoft DirectStorage modifica il flusso di lavoro per la gestione dei dati nelle operazioni I/O
Microsoft DirectStorage modifica il flusso di lavoro per la gestione dei dati nelle operazioni I/O


Come visibile nell'immagine qui sopra, l'idea è spostare il carico di lavoro sulla memoria video della GPU: invece di far effettuare la decompressione dati alla CPU in concomitanza con lo spostamento di questi sulla RAM, gli stack ottimizzati dell'archivio (che dovrebbero essere predisposti in precedenza), passano direttamente alla RAM e da qui alla memoria video della GPU, dove avviene la decompressione con il supporto della CPU, anche perché le schede grafiche possono supportare bande passanti molto più alte. Il tutto comporta risultati migliori termini di streaming di dati e tempi di caricamento, riducendo operazioni ridondanti e mantenendo la CPU più libera.