Recentemente molti enti di classificazione dei videogiochi di vari territori, PEGI in testa, hanno modificato le loro linee guida per adeguarle alle molte novità introdotte nel settore da titoli mobile, live service e affini. Il tutto ha portato al primo gioco di Mario 18+.
Sì, ora c'è un gioco di Mario vietato ai minori, quantomeno in Brasile: Mario Kart Tour. Il motivo è chiaramente la presenza di casse premio, che sono state equiparate al gioco d'azzardo.
Il gioco è stato anche bandito dal Belgio per lo stesso motivo e non è detto che non arrivino provvedimenti in merito anche in altri territori.
Una nuova coscienza
La settimana scorsa, il sistema di classificazione Pan-European Game Information (PEGI) ha annunciato l'introduzione di modifiche imporanti alla classificazione dei videogiochi. Le nuove linee guida terranno conto non solo dei giochi, ma anche del contesto degli stessi, come il comportamento dei giocatori online, le "dark patterns" che spingono a giocare in modo compulsivo e gli elementi randomizzati legati agli acquisti (come le loot box o casse premio).
I nuovi criteri potrebbero influenzare un gran numero di giochi attualmente classificati "per tutti", che in realtà dovrebbero essere tenuti lontani dai bambini (secondo le valutazioni aggiornate). Ne è un esempio EA Sports FC, una serie calcistica che deve la gran parte dei suoi introiti al FUD e ai suoi pacchetti di carte con contenuti casuali. Anche Roblox, probabilmente la piattaforma di gioco più popolare tra i bambini, presenta rischi di dipendenza e meccaniche da gioco d'azzardo più volte denunciati nel corso degli anni.
Insomma, i cambiamenti potrebbero colpire giochi popolarissimi e diffusi tra il pubblico più giovane. Il PEGI ha affermato che non riclassificherà retroattivamente i giochi già pubblicati, sebbene i titoli live-service potrebbero essere soggetti a revisione, considerando il loro modello di business.
L'ente di classificazione brasiliano si è mosso quindi in questo senso, valutanto le meccaniche gacha di Mario Kart Tour, che non sempre garantiscono delle buone ricompense, alla stregua del gioco d'azzardo, tanto da renderlo sconsigliato ai minorenni.