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PS5 tra HDMI, RDNA e retrocompatibilità: Sony hai qualche problema di comunicazione?

A poche ore dal debutto della next-gen sono ancora tanti i dubbi che circondano PS5: tra HDMI, RDNA e retrocompatibilità emerge un problema di comunicazione di Sony.

NOTIZIA di Luca Forte   —   02/11/2020

Fino a poco prima di questo maledetto 2020 c'era una piccola certezza nell'industria dei videogiochi: ovvero che Sony non sbaglia un colpo dal punto di vista della comunicazione. A partire dall'iconica scena nella quale Shuhei Yoshida dava a Adam Boyes il proprio gioco usato, il colosso giapponese sembrava sempre avere la risposta giusta per controbattere alla concorrenza. A volte in maniera indiretta, altre con frecciate piuttosto esplicite: il successo di PS4 è dipeso anche dal modo in cui Sony è sempre riuscita a dare le risposte giuste al momento giusto. In questo 2020, però, qualcosa è cambiato. A partire dalla (noiosetta, possiamo dirlo?) conferenza di Mark Cerny in avanti, il colosso giapponese non è più riuscito, a nostro modesto avviso, a comunicare in maniera efficace tutte le potenzialità di PS5 o semplicemente quello che sta facendo nel dietro le quinte. Basti pensare al pasticcio di The Last Of Us 2, al DualSense lanciato senza preavviso e ad altre scelte di questo genere. Anzi, nonostante manchino pochi giorni all'uscita in USA e Giappone, siamo ancora qui a discutere se la console sia pienamente RDNA 2, se il cavo contenuto all'interno della confezione sia HDMI 2.1 e come funziona effettivamente la retrocompatibilità. Non perché l'offerta di PlayStation 5 sia carente, ma perché Sony, per qualche motivo di marketing o di strategia, non è ancora riuscita a spiegare ancora bene la sua offerta.

Vogliamo essere chiari: a quanto possiamo vedere (la PS5 redazionale non è passata da queste parti) PlayStation 5 è una macchina dalle potenzialità incredibili. L'essere ancora così diversa da un "semplice" computer, rende la next-gen di Sony potenzialmente la più interessante da scoprire. A detta di tutti Cerny è riuscito nuovamente a creare un piccolo capolavoro di ingegneria, capace di cambiare alcuni paradigmi hardware consolidati così da creare un sistema molto più organico e quindi difficile da raccontare coi vecchi numeri e parametri.

Il controller DualSense viene definito come una delle poche cose next-gen al lancio e la lineup, soprattutto quella futura, è promettente. Non vediamo l'ora che gli studi principali e le serie più famose debuttino sulla next-gen.

Però siamo ancora qui a chiederci, a 10 giorni dall'uscita della console, se effettivamente quel 99% dei giochi PS4 effettivamente funzionano su PS5, se il cavo HDMI contenuto nella confezione supporti effettivamente gli 8K e i 4K 120 Hz HDR nonostante non sia "Ultra High Speed" e quali tecnologie la GPU "RDNA 2 molto customizzata" di PlayStation 5 effettivamente contiene.

Dal nostro punto di vista PS5 è una console che avrebbe avuto bisogno di una comunicazione più precisa, libera e puntuale da parte di Sony, senza troppi embarghi e inspiegabili segreti. Una cortina fumogena che ha creato inutili dubbi e fraintendimenti. Inutili anche perché una volta che i giochi, quelli veri, arriveranno nei negozi, tutto questo farà solo parte del passato e sarebbero bastate poche parole in più per fare in modo che ci si concentrasse su quelli.

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