7

Richard Garriott ridiventa Lord British: riprenderà il controllo della Ultima dopo 35 anni

Grazie a una norma del copyright statunitense, Richard Garriott ha confermato che nel 2027 tornerà titolare dei diritti di Ultima, ceduti a Electronic Arts nel 1992.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   08/10/2026
Una vecchissima foto di Richard Garriott

Richard Garriott, il game designer che ha dato vita alla serie Ultima, nonché una delle figure fondamentali per la nascita e lo sviluppo del gioco di ruolo elettronico, ha confermato ufficialmente che tornerà presto in possesso dei diritti sul franchise, finora nelle mani di Electronic Arts. Ultima è considerata, a buona ragione, una delle saghe videoludiche più influenti di tutti i tempi, che ha contribuito a fissare molti dei canoni del genere che ci portiamo dietro ancora oggi. Pensate solo al sistema morale di Ultima IV, per avere un esempio rapido che dimostra il punto.

Dove tutto ebbe inizio

La questione diritti ha origine nel 1992, quando Garriott vendette la serie a EA insieme al suo studio, Origin Systems, per 30 milioni di dollari. Nel corso degli anni Novanta il publisher pubblicò diversi capitoli, tra cui l'MMO Ultima Online e il disastroso Ultima IX, ma nel 2000 decise di cancellare tutti i progetti di Origin e Garriott lasciò l'azienda. In realtà Ultima Online è rimasto attivo, anche se in forma molto dimessa. A distanza di oltre vent'anni, comunque, la serie da lui creata tornerà finalmente sotto il suo controllo.

A renderlo possibile è la Section 203 del Copyright Act statunitense, che riconosce agli autori il diritto di revocare, dopo 35 anni, i trasferimenti di copyright effettuati in passato. Per Ultima quel termine scade tra pochi mesi, e il designer ha già inviato la comunicazione a EA. "Ho venduto Origin a Electronic Arts nel 1992, e negli Stati Uniti esiste una legge sul copyright davvero strana secondo cui, se sei il titolare originario di un copyright e lo cedi o lo vendi a un editore o a un altro soggetto, dopo 35 anni puoi semplicemente riprenderlo", ha spiegato Garriott a Jesse Petrilla.

Il designer ha poi chiarito come funzioni la procedura: "Non serve alcun trasferimento di denaro. Basta avvisarli un anno prima. Così ad aprile di quest'anno ho detto a Electronic Arts: "a proposito, mi riprenderò i diritti di Ultima", e loro hanno risposto: "sì, sappiamo che questa è la legge. Agiremo di conseguenza"".

Progetti sulla serie

Garriott ha aggiunto di essere in contatto con EA per capire se esistano progetti legati a Ultima da sviluppare insieme, prima che i diritti tornino definitivamente a lui. "Troveremo una soluzione, ma riavrò ufficialmente la serie nel 2027", ha detto. "Ho quasi un anno per capire cosa comporti. Quantomeno, vuol dire che potrei ripubblicare i primi Ultima, ma anche realizzarne dei seguiti. E il punto è che torno ad avere il controllo sul futuro della mia linea di prodotti più importante".

Richard Garriott guarda all'IA generativa per il prossimo Ultima Richard Garriott guarda all'IA generativa per il prossimo Ultima

Il percorso di Garriott dopo l'addio a EA è stato molto vario. Il designer fondò Destination Games, che insieme all'editore sudcoreano NCsoft lanciò nel 2007 l'MMO Tabula Rasa, chiuso nel 2009 a causa di vendite inferiori alle aspettative. In quegli stessi anni diventò anche un astronauta privato, trascorrendo 12 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2008. Per altri dettagli, vi rimandiamo al nostro speciale dedicato alla sua figura.

Sul fronte della serie, l'ultimo capitolo principale resta Ultima IX, uscito nel 1999. Da allora EA ha provato due volte a rilanciare il marchio in versione free-to-play, l'ultima (scusate il gioco di parole) con il pessimo Ultima Forever, senza però cavare un ragno dal buco. Dal 2027, il futuro di Ultima sarà di nuovo nelle mani del suo creatore, che potrà deciderne il futuro.

Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.