Quello che sembrava un problema circoscritto al software si sta trasformando in un ostacolo di lungo corso per Apple. I ritardi accumulati nello sviluppo della nuova IA Siri stanno avendo conseguenze concrete sul calendario dei prodotti hardware dell'azienda, con ripercussioni che vanno ben oltre il semplice aggiornamento di un assistente vocale.
Da oltre un anno Apple, infatti, vorrebbe puntare sul mercato della casa intelligente come nuovo fronte di crescita. Al centro di questa strategia ci sarebbe un dispositivo ancora inedito, noto internamente come J490, che avrebbe dovuto rappresentare l'ingresso dell'azienda in una categoria dominata da Amazon e Google. Ma ogni volta che Siri rallenta, il prodotto si ferma con lui.
Lo smart hub Apple con la nuova Siri
Le indiscrezioni arrivano dal solito Mark Gurman, che nell'ultimo numero della newsletter Power On su Bloomberg decrive il dispositivo come uno schermo da circa 7 pollici, simile a un iPad di forma quadrata, collegabile a una base a semisfera con altoparlante oppure montabile a parete. L'interfaccia richiamerebbe quella di watchOS e il punto di forza sarebbe il riconoscimento facciale: l'idea è che il dispositivo identifichi l'utente all'avvicinarsi e mostri contenuti personalizzati. Ma questa funzione dipende direttamente dal nuovo Siri.
L'uscita era prevista per marzo 2025, poi rimandata al marzo 2026 in coincidenza con la distribuzione di iOS 26.4, che avrebbe dovuto portare la versione aggiornata dell'assistente. Il nuovo Siri, però, non è ancora pronto: il suo arrivo è atteso verso la fine dell'anno, e il dispositivo domestico è stato di conseguenza posticipato a settembre 2026. Ma non ci sono certezze.
A rendere la situazione più delicata è la natura stessa del progetto: il valore del dispositivo risiede quasi interamente nella qualità dell'esperienza con Siri. Senza un assistente all'altezza, il prodotto perde gran parte della sua ragion d'essere. Non si tratta di un accessorio vendibile in forma ridotta in attesa di aggiornamenti: il software è il prodotto.
Per lungo tempo si è sostenuto che i ritardi nell'intelligenza artificiale non stessero costando nulla ad Apple, con le vendite di iPhone rimaste solide. Ora questa argomentazione regge sempre meno, secondo Gurman. La mancata distribuzione di dispositivi in categorie strategiche come la casa connessa rappresentano occasioni perse, e ogni rinvio alimenta l'impressione di un'azienda in affanno sul fronte dell'IA. L'appuntamento di settembre è segnato in agenda, ma i precedenti invitano a considerarlo con cautela.
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