Spyro: A Realm Beyond non è Spyro 4 e gli sviluppatori di Toys for Bob hanno spiegato il perché di questa scelta nel corso di un'intervista che l'associate creative director del gioco, Lou Studdert, ha concesso a Kinda Funny.
"Crash Bandicoot 4: It's About Time si chiamava così perché per noi quell'esperienza rappresentava un sequel diretto dei giochi originali, ed era anche un modo per affermare chiaramente quanto rispettassimo quei capitoli", ha spiegato Studdert.
"I titoli usciti successivamente erano infatti molto validi, ma lontani dal gameplay che costituiva le fondamenta dei primi Crash, a cui noi volevamo tornare." Dunque è stato anche un modo per dire che sarebbe stata un'esperienza simile alla trilogia originale, diversa da Il Dominio sui Mutanti o l'epoca degli spazi 3D più aperti alla Super Mario 64.
"Con Spyro volevamo assicurarci che un numero quattro non portasse con sé l'idea di dover conoscere i giochi originali: considerando il lungo intervallo trascorso dall'ultimo capitolo della serie, per noi era importante fare in modo che questo fosse un punto d'ingresso accogliente, da cui chiunque può iniziare."
Ci saranno comunque tanti richiami
Reso possibile dalle vendite eccellenti della Reignited Trilogy, Spyro: A Realm Beyond renderà comunque omaggio ai capitoli originali, ha spiegato Lou Studdert: "Ci sono dei riferimenti e tanti elementi che soddisferanno gli appassionati di lunga data."
"Allo stesso tempo, tuttavia, volevamo fosse chiaro a chiunque si avvicini alla serie che non serve fare alcun 'compito a casa': A Realm Beyuond è un'esperienza completamente nuova e si gioca in un modo nuovo, mentre Crash 4 era molto più legato all'idea di riportare in vita il gameplay dei capitoli classici."