The Last of Us Part 1: un remake di cui c'era bisogno?

Riprendiamo un po' la domanda che ci siamo fatti un po' tutti all'annuncio di The Last of Us Part 1: ce n'era davvero bisogno?

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   24/06/2022
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Guardando gli argomenti scelti per i vari Parliamone delle ultime settimane, può stupire il fatto che non si sia mai trattato l'argomento The Last of Us Part 1, almeno dal punto di vista più discusso in questi giorni: ma ce n'era davvero bisogno? La risposta è soggettiva, ma sviando un po' da questa mettiamo intanto in chiaro una questione su cui possiamo probabilmente essere tutti d'accordo: l'operazione di remake (o remaster, la definizione del lavoro svolto da Naughty Dog è un altro elemento dibattuto) ha assolutamente senso, soprattutto dal punto di vista commerciale, e questo è sotto molti aspetti tutto ciò di cui ha "bisogno" Sony per dare il via libera al progetto. I motivi sono vari: si tratta di un gioco che continua a far discutere, da molti considerando un vero e proprio capolavoro e uno dei migliori in assoluto per PlayStation e non solo, arriverebbe in corrispondenza di PS5, dando la possibilità di riassaporare il tutto sfruttando le nuove tecnologie e viene lanciato praticamente insieme alla nuova serie TV di HBO, potendo così sfruttare un traino di grande effetto.

A tutto questo bisogna anche aggiungere l'uscita su PC, per cui il lancio di una versione aggiornata fornisce un'ottima occasione per prendere in considerazione la versione Windows ed effettuarne tutte le dovute ottimizzazioni, in modo da andare incontro a un pubblico completamente nuovo. Dal punto di vista commerciale l'operazione ha senso eccome, e probabilmente otterrà anche il successo previsto, visto che alla serie TV si aggiunge anche un periodo piuttosto favorevole alle vendite come fine estate/inizio autunno e forse anche una disponibilità in aumento di PS5 nei negozi, che potrebbe rappresentare un'occasione d'oro per spingere ancora di più un blockbuster di questo genere.

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Detto questo, è chiaro allora che il dibattito sull'utilità o meno di un remake di The Last of Us riguarda solo l'ambito dei videogiocatori più appassionati, poiché in un'ottica allargata l'idea ha sicuramente senso.

Trovandoci comunque immersi nella community in questione, si capiscono anche le ragioni di chi si domanda se l'operazione non sia ridondante: parliamo infatti di un gioco uscito meno di 10 anni fa, che dunque non ha ancora assurto al titolo di "classico" nel senso storico del termine e ha tutt'ora un aspetto molto piacevole, anche rispetto ai giochi attuali. Non solo: ha ottenuto già una versione rimasterizzata e gira decisamente bene anche su PS5, inoltre il nuovo remake sembra non voler modificare praticamente nulla della storia e della sceneggiatura, mantenendo sostanzialmente gli stessi elementi ma con un notevole arricchimento di ogni aspetto tecnico, dai modelli dei personaggi agli scenari. È comprensibile che chi ha già giocato l'originale e magari ha acquistato anche The Last of Us: Remastered, sia rimasto un po' infastidito dall'annuncio di una ulteriore rielaborazione, oltretutto al prezzo pieno di 80 euro. A questa polemica si aggiunge, peraltro, anche l'idea che questa operazione abbia tolto risorse e tempo ad altri progetti che potevano essere portati avanti in Naughty Dog.

Tuttavia, anche i videogiocatori duri e puri potrebbero trovare qualcosa di interessante in questa operazione: l'aggiornamento alle nuove dinamiche shooter viste in The Last of Us 2 rende infatti Parte 1 un gioco piuttosto diverso in termini di gameplay, con possibili miglioramenti anche degli elementi stealth che rimanevano un po' discutibili nel capitolo originale. L'applicazione della nuova intelligenza artificiale del secondo capitolo, oltre alle varie opzioni di accessibilità, rappresentano delle aggiunte importanti anche sul fronte del "giocato". Tutto questo ci porta a pensare che sì, è vero che al di là dei grandi fan della serie, per chi ha giocato e rigiocato l'originale e la Remastered questa nuova edizione abbia poca attrattiva, vero anche che la sua anima è fortemente commerciale, anche a discapito di risorse e creatività di Naughty Dog sacrificate per l'operazione, ma The Last of Us Parte 1 potrebbe comunque avere qualcosa da dire a tutti. Giustamente non tutti saranno disposti a investirci altri 80 euro al lancio, ma siamo piuttosto sicuri che anche i maggiori detrattori non disdegneranno un ritorno nel gioco (o una nuova sperimentazione su PC) quando il prezzo si sarà abbassato, in futuro.

Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.