Thomas Mahler, director dei videogiochi della serie Ori, ha commentato tramite i social media l'attuale situazione di Xbox, tra licenziamenti e chiusure di studi, ma ha in particolar modo affermato come il problema sia legato a Game Pass e al mancato successo del servizio, che non avrebbe attirato abbastanza pubblico.
A suo dire, il problema è che Game Pass non ha abbastanza giochi di qualità.
Il commento del director di Ori
Mahler ha scritto: "Voglio dire, la strategia del Game Pass avrebbe potuto funzionare se il pubblico avesse risposto positivamente. Il problema è che non è andata così, e il catalogo di giochi non era minimamente in grado di spingere le persone a pagare volentieri l'abbonamento ogni mese."
"È lo stesso discorso dello streaming nell'industria cinematografica: pago volentieri il mio abbonamento a HBO perché HBO offre contenuti straordinari che voglio guardare. Manterrei quell'abbonamento anche solo per fare il binge-watching de I Soprano, The Wire, Game of Thrones, ecc. Ma con i videogiochi, per qualche motivo, il concetto di "NUOVO" è davvero importantissimo per i giocatori. E se i tuoi nuovi contenuti non raggiungono nemmeno lontanamente la qualità di quelli vecchi, hai un problema."
"Hai bisogno che i giochi prodotti dai tuoi studi diventino dei successi clamorosi, degli eventi culturali a cui tutti vogliono giocare - ma qual è stato il grande gioco Xbox degli ultimi anni che sia stato davvero eccezionale? Quel gioco non esiste."
"Negli ultimi anni, quasi ogni singolo studio first-party ha arrancato. Avreste voluto che Bethesda creasse uno "Skyrim nello spazio" che sarebbe dovuto essere migliore di Skyrim, trattandosi di un gioco vecchio: e invece abbiamo avuto Starfield."
"Ed è proprio questo il fulcro della questione: bisognerebbe che la gente di Xbox capisse a fondo e strutturalmente i videogiocatori e ciò che desiderano. Dovrebbero capire cos'è un buon gioco e cos'è un gioco mediocre. E dovrebbero stringere ottimi accordi con i team di sviluppo, in modo che gli sviluppatori siano attivamente incentivati a produrre grandi successi, anziché sfornare contenuti mediocri come in una catena di montaggio."
Chiude facendo un paragone con il comunismo: "Il Game Pass, per certi versi, è un po' come il comunismo. E proprio come nel comunismo, se non dai alle persone un forte incentivo a rimboccarsi le maniche e a fare quel passo in più, semplicemente non lo faranno. E se poi non ottieni la qualità di cui hai bisogno, crolla tutto, perché i giocatori non pagheranno a meno che tu non li costringa a farlo creando contenuti talmente straordinari da farli sentire come se si stessero perdendo qualcosa se non li provano."
Ricordiamo infine i giochi in arrivo nella seconda ondata di giugno di Xbox Game Pass.
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