Prosegue la ricerca alle frontiere dell'incubo 144

L'espansione di Bloodborne ci conduce attraverso tre nuove mappe, scandite da cinque boss e ben sedici nuove armi

RECENSIONE di Davide Spotti —   01/12/2015

Indice

Ad oltre sei mesi di distanza dagli ultimi passi compiuti nella criptica desolazione lovecraftiana di Bloodborne, siamo tornati a vestire i panni del cacciatore per approfondire l'esperienza già consolidata e soprattutto per sviscerare la nuova espansione denominata The Old Hunters, che è e resterà l'unico contenuto aggiuntivo destinato ad ampliare l'action RPG di From Software. Il nuovo materiale è servito come pretesto per addentrarci nuovamente nelle recondite profondità di un prodotto che, come tutti i "Soulslike", raggiunge la sua massima forma d'espressione soprattutto durante il cosiddetto New Game Plus. La prima run è utile più che altro a saggiare la rigida scorza che accomuna tutte le opere firmate dal genio creativo di Hidetaka Miyazaki.

Con la prima esperienza si possono scalfire i dettagli di un mondo che lascia volutamente tanti punti in sospeso, offrendo delicati sottintesi e richiedendo uno spirito analitico deduttivo piuttosto spiccato, per lo meno da parte di chi non voglia limitarsi ad abbattere creature una dopo l'altra, senza porsi anche quesiti di tipo narrativo e contenutistico. Bloodborne, come i suoi predecessori, richiede sedimentazione, pretende che il giocatore impari in modo sistematico da ogni errore e cresca in consapevolezza di pari passo con l'evoluzione del personaggio. Tali fasi transitano giocoforza dalla memorizzazione di ogni possibile sentiero, segreto, trappola o scorciatoia che si presentino davanti al proprio cammino e sono un importante banco di prova per voci come abilità, pazienza e dedizione. Poi però esistono anche i cacciatori più assetati, quelli che vengono colti dalla brama di conoscere tutto più a fondo, comprendere l'origine dei luoghi o delle entità incontrate e recuperare ogni oggetto possibile. Tutti ottimi motivi per dare inizio a un secondo walkthrough, magari condividendo gli sforzi con l'intera community. Cresce la voglia di comprendere meglio i dettagli visivi dell'incubo, interpretando ogni singola linea di testo, aprendo il campo a tutte le chiavi di lettura che possono spalancare i forzieri di quella narrazione implicita così apprezzata dai fan di From Software. Bloodborne è tutto questo e molto altro ancora, esattamente come lo sono stati Dark Souls e Demon's Souls, a loro modo, prima di lui. Creatori di una nicchia, cresciuta senza sosta fino alla consacrazione nei confronti di un pubblico sempre più ampio, che certamente troverà in The Old Hunters validissimi motivi per riprendere in mano la Ludwig e tornare a caccia di echi del sangue.

The Old Hunters espande il già vasto universo di Bloodborne con nuove mappe, armi e boss da sconfiggere

La distorsione di un nuovo incubo

The Old Hunters si colloca in linea di continuità con il passato di From Software e introduce molte novità di sostanza. Le nuove aree di gioco, impreziosite da cinque boss inediti e da una notevole quantità di armi supplementari, riportano per molti versi alla memoria Artorias of the Abyss, ricca espansione che aveva ampliato il primo capitolo di Dark Souls. Ma non mancano nemmeno dettagli contenutistici che estendono il background narrativo e offrono nuovi spunti di riflessione a chi ama confrontarsi sulla mitologia.

Peraltro in concomitanza con l'uscita del materiale gli sviluppatori hanno reso disponibile la patch 1.07 che, in poco meno di 10 GB, introduce un buon numero di modifiche. I correttivi apportati al codice sono serviti a ridurre ulteriormente quei tempi di caricamento - già sensibilmente migliorati con le patch precedenti - che agli esordi del gioco costituivano una spina nel fianco e richiedevano lunghe attese soprattutto quando si desiderava fare ritorno all'hub centrale. Al di là dei fattori prettamente tecnici sono però stati inseriti anche nuovi contenuti correlati in modo specifico al DLC. Ad esempio è stata introdotta la Lega, singolare fazione dei Cacciatori che finora non era mai stata citata. Presso il segmento dei Boschi Proibiti è adesso possibile interagire con il leader Valtir e, decidendo di arruolarsi nelle sue fila, si ha modo di ottenere anche una nuova runa e di ricevere punti vita supplementari durante le battaglie in co-op. I contenuti dell'espansione possono essere attivati solo dopo aver ucciso Vicario Amelia presso la Grande Cattedrale e aver fatto calare la notte su Cathedral Ward. A quel punto, facendo ritorno al Sogno del Cacciatore, verranno sbloccati due nuovi oggetti presso le scale che conducono all'officina, esattamente com'era avvenuto per le prime armi ricevute all'inizio del gioco. Il primo di questi materiali è l'occhio di un cacciatore ebbro di sangue, elemento chiave che permette l'accesso all'Incubo del Cacciatore. La breve descrizione lascia intendere che una creatura deforme condurrà il giocatore fuori dalla cappella di Oedon, proprio nel cuore di Cathedral Ward. Dopo aver fatto ritorno all'apposita lanterna è sufficiente uscire nel cortile laterale dell'edificio e farsi catturare dal Grande Essere posizionato sulle pareti perimetrali. Così facendo si viene teletrasportati all'interno del nuovo incubo e il viaggio negli eventi della vecchia Yarnham può avere finalmente inizio. Il secondo oggetto chiave recuperabile dall'hub centrale è una particolare campana del Vecchio Cacciatore, che può servire per invocare antichi membri dell'ordine sotto forma di personaggi controllati dall'intelligenza artificiale in prossimità dei vari boss. Anche in questo caso, esattamente come avviene per la Campana del Richiamo, ogni convocazione renderà necessario l'impiego di un Punto Intuizione.

Il supporto di questi soggetti gestiti dall'intelligenza artificiale si rivela discretamente utile, ma il fatto che possano essere impiegati come fonte di aiuto anche durante l'ingresso nella partita di un secondo utente contribuisce senza dubbio a rendere molto meno ostici gli ostacoli più impegnativi. Peraltro questa nuova caratteristica permette l'evocazione dei vecchi cacciatori non soltanto nelle mappe tradizionali ma anche negli scontri con i boss dei Chalice Dungeon procedurali. In alternativa è possibile non tenere conto di alcun aiuto e procedere cocciutamente da soli. In tal caso la difficoltà intrinseca di The Old Hunters si dimostra tarata davvero verso l'alto.

Senza supporti il personaggio andrà preparato con più attenzione, "farmando" quanto più possibile nelle zone già conosciute o nei Calici. Durante il New Game si consiglia di sperimentare i territori dell'espansione non prima di aver raggiunto il livello 70, mentre in New Game Plus sarà comunque preferibile attendere il superamento del livello 120. Il livello di sfida di questi settori è infatti mediamente più elevato rispetto a buona parte del gioco ed è in linea soprattutto con le aree conclusive delle mappe principali, come la Frontiera dell'Incubo o il castello di Cainhurst. Inoltre, rispetto a quanto accade nell'incubo di Mergo, capiterà di dover fronteggiare una quantità molto più ampia di cacciatori, i quali non scompariranno dai radar dopo essere stati abbattuti la prima volta. Questi ultimi sono infatti intenti a combattere le belve disseminate per la mappa e si ripresenteranno sul campo di battaglia ad ogni nuovo caricamento. La loro presenza è concentrata soprattutto nel segmento iniziale del DLC, che raffigura una versione antica e pesantemente distorta di Cathedral Ward. La zona è molto diversa rispetto a come i giocatori si sono abituati a conoscerla nei mesi passati, ricca di nuove ramificazioni, saliscendi imprevisti, sentieri di collegamento tra porzioni della mappa che solitamente si trovano altrove o non ci dovrebbero essere affatto. La particolarità di questa prima parte è proprio dovuta all'ampia riconoscibilità dell'ambiente, che oscilla tra l'identificazione di una parte dell'architettura e lo stupore per le frequenti diversità celate dietro a ogni angolo. Le due aree successive sono invece del tutto inedite e si dipanano secondo caratteristiche diametralmente opposte. Si avrà infatti modo di visitare un sinistro centro ricerche appartenuto alla Chiesa della Cura, mentre la sezione conclusiva va a collocarsi in prossimità di un'area costiera e alterna sentieri all'aperto a cunicoli disseminati nel sottosuolo. Il level design è ancora una volta tra i fiori all'occhiello della produzione: ci sono molti percorsi possibili, innumerevoli cose da vedere distribuite su un arco di tempo che vi richiederà almeno tra le dieci e le quindici ore di gioco supplementari. Ogni anfratto delle mappe richiede studio, esplorazione sistematica, strategia per non finire in balia del nemico e un'attenta ricerca di tutte quelle scorciatoie che facilitano l'avanzata. Per di più non abbiamo fatto a meno di notare anche una certa attenzione per la verticalità, che trova espressione soprattutto nella seconda area.

Trofei PlayStation 4

I nuovi trofei aggiunti da The Old Hunters sono solamente sei. Cinque possono essere ottenuti sconfiggendo tutti i boss presenti nelle nuove aree, mentre il sesto obiettivo è inerente il recupero di tutte e sedici le nuove armi.

Armati come i vecchi cacciatori

Un appunto che poteva essere mosso ai contenuti originari di Bloodborne era legato alla presenza di una quantità di armi piuttosto limitata, specialmente durante l'esperienza che si viveva in New Game. From Software ha fatto tesoro di queste osservazioni e con The Old Hunters ha messo a disposizione del giocatore ben sedici nuove armi dalle caratteristiche più disparate, alcune delle quali garantiscono inediti approcci strategici nel corso dei combattimenti. È il caso, ad esempio, della Affetta-Belve, che già era stata ampiamente mostrata in fase preview. Grazie a questo strumento si può ottenere un discreto compromesso tra attacchi in mischia molto rapidi e frustate a lungo raggio per raggiungere i nemici dalla media distanza. Ma possiamo citare anche il Martello Esplosivo, che al suo interno contiene una piccola fornace grazie alla quale si eseguono attacchi fisici ed elementali di fuoco, oppure l'Ascia Rotante, che nella versione di base non è niente di eccezionale ma una volta collegata a una sega circolare consente di concatenare i movimenti del proprio cacciatore con la rotazione delle lame e può essere una valida alternativa all'Ascia da cacciatore.

A nostro avviso l'arma più particolare rimane comunque il Braccio di Amygdala, che a causa delle inaspettate parabole di attacco richiede un discreto spirito di adattamento nel proprio stile. Non mancano nemmeno nuove armi da fuoco, tra le quali una possente mitragliatrice che scarica raffiche ad alta frequenza. Peraltro durante il nostro test ci siamo resi conto che, a meno di aver già terminato il New Game Plus e incamerato una notevole quantità di Pietre del Sangue, risulta piuttosto difficile riuscire a potenziare buona parte del nuovo arsenale fino ai livelli +9 o +10. Questo fattore finisce inevitabilmente per avere alcune ripercussioni negative sulla personalizzazione dell'equipaggiamento. Si rischia insomma di rimanere conservativi, oppure di diventare settoriali, concentrandosi al massimo su un paio di novità e lasciando per forza di cose in secondo piano il resto. Come dicevamo The Old Hunters offre anche nuovi contenuti inerenti la storia. Ci sono nuovi personaggi con i quali è possibile intrattenere dialoghi, ricevere informazioni che estendono il background generale e intersecare tali dettagli con quelli già presenti nell'incubo di Mergo. Buoni riscontri ci sono giunti anche dalla caratterizzazione dei vecchi cacciatori, che si suddividono in più categorie e spesso sfruttano equipaggiamenti peculiari, i quali richiedono l'assimilazione delle routine e l'individuazione delle corrette finestre di contrattacco con le armi da fuoco.

Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
19.90 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (109)

9.3

Il tuo voto

The Old Hunters incarna tutto quanto ci saremmo aspettati di vedere in un'espansione dedicata a Bloodborne, sia in termini di level design che di qualità degli scontri con i nuovi boss, senza dimenticare la presenza di creature completamente nuove. L'opportunità di arricchire il proprio equipaggiamento con strumenti molto diversi tra loro e talvolta del tutto differenziati rispetto al set originario è una gradita aggiunta, suffragata dalla presenza di ulteriori spunti di riflessione inerenti la lore. L'esperienza complessiva, pur incentrata sulla riproposizione di tutte quelle stesse meccaniche già apprezzate nel gioco principale, si attesta su vette di altissimo livello e rende l'acquisto di questo pacchetto caldamente consigliato.

PRO

  • Tre mappe, cinque boss e sedici armi inedite
  • Sfida elevata, soprattutto in New Game Plus
  • Il level design è sempre eccezionale
  • Uno spettacolo dal punto di vista artistico
  • Nuovi dialoghi offrono ulteriori spunti per la trama

CONTRO

  • Potenziare tutte le nuove armi nella stessa partita risulta abbastanza complicato
  • L'introduzione dei personaggi di supporto gestiti dall'intelligenza artificiale semplifica i boss