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Cyberpunk: Edgerunners 2, la recensione della seconda stagione in arrivo su Netflix

Kai Ikarashi debutta alla regia con una storia inedita: Weak, D, Roman e Talia prendono il posto di David e Lucy in dieci episodi dal 20 ottobre.

RECENSIONE di Diego Trovarelli   —   19/10/2026
Cyberpunk Edgerunners 2

Alla notizia dell'arrivo di una trasposizione animata del marchio Cyberpunk, le antenne degli appassionati dell'immaginario nato dalla fantasia di Mike Pondsmith si erano drizzate di colpo, percependo chiaramente quelle vibrazioni che è solito emanare un potenziale buon prodotto.

Detto fatto, la prima stagione di Cyberpunk: Edgerunners ha saputo catturare lo spirito del marchio attraverso un'estetica da favola, un protagonista carismatico e una grande capacità di replicare in forma seriale un mondo affascinante, che i videogiocatori avevano imparato ad amare grazie a CD Projekt RED.

A quattro anni da quella fortunata prima escursione su Netflix, la serie ci riprova con una seconda stagione che mira a proporre una nuova vicenda e che si prepara a debuttare nel catalogo della N rossa il 20 ottobre. Noi però ci siamo infiltrati in anteprima a Night City per vedere tutta la stagione e siamo già in grado di dirvi come si sono evolute le cose.

Una storia, anzi due

Se la prima tornata di episodi datata 2022 si concentrava sulle sventure di David Martinez e sulle sue imprese all'interno del gruppo di cyberpunk capitanato da Maine, le puntate del 2026 scelgono di fare due cose: raccontare una vicenda differente e proporre due storyline che per gran parte dello show si sfiorano soltanto.

Dopo essere piombato nel baratro, Weak sarà chiamato in causa per una missione molto delicata
Dopo essere piombato nel baratro, Weak sarà chiamato in causa per una missione molto delicata

Nei dieci episodi da poco meno di mezz'ora ciascuno, la nuova stagione, infatti, dà in pasto al pubblico un'avventura inedita, che presenta sì dei fugaci rimandi alla prima, ma comunque niente che infici la fruibilità del prodotto da parte di coloro che potrebbero decidere di partire da qui.

In secondo luogo, stavolta la faccenda si fa più corale. Laddove nella prima stagione David Martinez si prendeva gran parte del palcoscenico, qui la narrazione è trainata da più personaggi insigniti di uno spazio simile, che conducono due filoni che viaggiano paralleli ma non così paralleli. E così, lo show che vede al timone Bartosz Sztybor e Masahiko Otsuka, e diretto da Kai Ikarashi, ci riporta ancora a Night City, ma lo fa mettendoci sulla scia di due antieroi a cui la sorte ha tirato i peggiori dei tiri mancini.

Il primo che conosciamo è Weak, un nome che è tutto un programma. Un tempo noto come King, questo ex edgerunner oggi è l'ombra dell'uomo che è stato e questo dopo aver sfiorato la cyberpsicosi ed essere finito a fare i conti con una salute precaria e delle cicatrici interiori che sembrano non volergli concedere pace. A concedergli però una seconda chance è la sua ex fiamma, Avida, che supplica uno Weak ormai senza più stimoli sociali di aiutarla a occuparsi di sua figlia Talia, ragazza indipendente e dal fisico fragile che purtroppo ha sviluppato una certa attrazione per i Maelstrom, pericolosa gang che vive nel culto del cromo.

D è una figura che si svela alla distanza, consumata com'è dalla sete di vendetta
D è una figura che si svela alla distanza, consumata com'è dalla sete di vendetta

Ed è proprio Talia a fare da trait d'union con la seconda storia, che segue le peripezie di Roman, giovanissimo videomaker smanioso di documentare la realtà per mezzo della sua videocamera, e soprattutto di D, netrunner assetato di vendetta nei confronti di chi ha sterminato il suo clan. Due figure profondamente tormentate dunque, Weak e D, che si muovono tra le vie di una Night City splendidamente rappresentata, affidata ancora una volta alle cure artistiche di quello stesso Studio Trigger già responsabile della prima stagione.

Dal punto di vista visivo, lo show è infatti sontuoso, e sebbene alcune animazioni non reggano il confronto con certe altre, anche stavolta le cromie sono notevolissime e il tratto elegante, per poi farsi gradevolmente nervoso e spigoloso in corrispondenza dell'entrata in scena di Capri, la vera mina vagante della storia, un instabile costrutto digitale che spariglia le carte in tavola e a cui tutti sembrano essere interessati.

Un'avventura semplice. O no?

Lo diciamo subito: uno dei - diciamo così - "problemi" che affliggevano la prima stagione era relativo alla piena comprensibilità dei fatti e dei dettagli da parte di chi si accostava alla serie da completo neofita dell'universo di Cyberpunk.

Le vicissitudini di David Martinez non facevano infatti sconti sul fronte dell'accessibilità: parecchi particolari venivano dati per scontati e l'azione avanzava incessante senza preoccuparsi di prendere per mano il novizio che avrebbe potuto arrancare per mettere insieme i pezzi. Ebbene, questa seconda stagione ripropone più o meno lo stesso approccio ma abbinato a un racconto stavolta decisamente più leggibile rispetto a quello del 2022, in cui i legami umani, quelli familiari e il confine sempre più sfumato tra uomo e tecnologia ricoprono ancora un ruolo cruciale a livello tematico.

Se nella sua seconda metà la prima stagione finiva per impantanarsi un po' - complice anche il plot che si ingarbugliava in modo notevole -, i nuovi episodi sono invece un crescendo, che culmina in un finale sicuramente meno pirotecnico del precedente ma forse più ordinato, anche al netto di certe linee di dialogo che suonano come messe lì per illustrare in modo diretto la situazione.

La distanza tra le due stagioni, tuttavia, non si limita a questo: in termini di resa scenica, le carneficine e i ripetuti bagni di sangue del passato ora sono stati considerevolmente ridotti; per quanto riguarda l'atmosfera, invece, stavolta troviamo spesso ad affacciarsi un tono più leggero e meno opprimente, che stempera a più riprese la drammaticità degli eventi.

Talia è tra i personaggi più riusciti di questa seconda stagione
Talia è tra i personaggi più riusciti di questa seconda stagione

Il tutto è supportato da personaggi ben delineati (su tutti la sfuggente Talia), il cui design non raggiunge però la personalità di David Martinez; certo, le dinamiche tra loro funzionano ma per gran parte dello show l'emozione rimane un po' in superficie e la storia non sfrutta il materiale che ha a disposizione per scendere più in profondità.

Scavare nei recessi più dolorosi dei protagonisti per comprendere le loro azioni e motivazioni è un ottimo trucco per generare empatia e interesse nello spettatore, e in questo senso non tutto gira a meraviglia: se D è un personaggio che viene fuori solo alla distanza e trova il suo pieno compimento nelle ultime 3 puntate, Weak è pieno di potenziale inespresso.

Dopo l'incipit, il massiccio ex cyberpunk si pone infatti come il classico eroe caduto in disgrazia che tiene lontano il mondo intero dal proprio spazio vitale; una figura che avrebbe tutte le carte in regola per regalare grandi soddisfazioni sul fronte delle ferite da rimarginare e del crescente senso di rivalsa che dovrebbe trovare la foce nel climax della vicenda, ma che invece galleggia sempre su quella linea di chi ha tanto dalla sua e sceglie comunque di non spingere.

Roman documenta da vicino il percorso di vendetta di D
Roman documenta da vicino il percorso di vendetta di D

Lo stesso Roman - che funge un po' da finestra dello spettatore sulla storia per via del suo ruolo da osservatore "esterno" -, pur suscitando immediata simpatia per il suo essere organico in un mondo in cui gli impianti sono praticamente dappertutto, non offre quanto potrebbe, complice un background poco definito.

Per il resto, però, Night City è sempre lì, affascinante come la ricordavamo, sebbene Edgerunners 2 stavolta alzi un po' la linea dello sguardo dai vicoli malfamati per concentrarlo spesso sugli asettici laboratori e uffici delle corporazioni: l'Arasaka torna infatti a fare il bello e il cattivo tempo in città, ma occhio alla concorrenza...

Conclusioni

Multiplayer.it

7.5

Cyberpunk: Edgerunners 2 replica in pieno quanto di buono fatto dalla prima stagione e, per riuscirci, offre al pubblico due storyline al prezzo di una dai contorni più decifrabili. L'avventura (e con essa l'emozione) si sveglia e sale pian piano lungo il percorso, proprio quando inizia ad aumentare l'intensità dei legami umani che connettono i vari personaggi, alcuni dei quali, tuttavia, non regalano quanto potrebbero sul versante del design. Lo show è comunque una tappa obbligata per tutti gli amanti dell'universo di Pondsmith, se non altro per la sua resa artistica davanti alla quale c'è da togliersi il cappello.

PRO

  • Comparto artistico eccezionale
  • Una storia più leggibile e omogenea della precedente

CONTRO

  • Nonostante gli "aiuti", non è accessibilissimo per chi non conosce l'immaginario
  • Design di alcune figure che avrebbe potuto osare di più
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Abbiamo potuto vedere in anteprima gli episodi di Cyberpunk: Edgerunners 2 grazie a Netflix.
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