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Nutmeg!, la recensione del manageriale calcistico con tanto di Televideo e Snake

Nutmeg! è un manageriale in cui le partite si vincono a carte, un'esperienza romanticamente anacronistica e potenzialmente assuefacente.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   26/03/2026
L'interfaccia principale di Nutmeg!

Approcciandomi a Nutmeg! A Nostalgic Deckbuilding Football Manager sono riaffiorati i lontani ricordi di quei giorni in cui le partite di calcio le immaginavo ascoltando le voci roche dei cronisti della radio. Di quei tempi in cui a Quelli che il Calcio, indimenticata trasmissione della Rai, lo sport era una parte del tutto e le azioni degli atleti sul campo non erano altro che una rapida e breve descrizione in differita. Di quell'epoca finita da tempo, in cui si aspettava la domenica sera per gustarsi le azioni salienti dell'intera giornata di campionato, commentate con freddo distacco, grazie a 90° Minuto.

Nutmeg!, non a caso, sussurra all'orecchio di chi è cresciuto con il calcio degli Anni '80 e '90, dove chi non era in grado di permettersi un abbonamento alla tv satellitare, (Tele+ per i meno giovani), non poteva che avere una fruizione frammentata, indiretta, fortemente mediata di ciò che accadeva dentro gli stadi di tutt'Italia.

Pur essendo un gioco di calcio, in Nutmeg! non si vede mai un pallone, né un gruppo di calciatori che punta verso la porta. Non ci sono modelli poligonali della propria rosa da cui pur dipendono i risultati ogni domenica e lo stadio, entro i cui confini avviene la magia dello sport, non è altro che un modellino che fa bella mostra di sé in un angolo dell'ufficio.

Per anni Football Manager ci ha abituati a riproduzioni del gioco del calcio astratte e vincolate da un costante flusso di dati. Il gioco sviluppato da Sumo Digital fa qualcosa di molto simile, ma si propone come un'alternativa che introduce un parametro ulteriore con cui determinare l'andamento della partita, ovvero la presenza di un mazzo di carte. Il tutto mentre catapulta l'utente in un contesto estremamente nostalgico e vintage, fatto di Televideo su televisori preistorici.

Il calcio come una partita a carte

In Nutmeg! vestirete i panni del manager di una squadra di calcio. Il gioco prova ad aggirare problemi di licenze utilizzando nomi di squadre e calciatori a volte veri (quando può), altre volte inventati o che ricordano in qualche modo quelli reali, ripercorrendo la storia dei campionati di categoria inglesi nel corso degli anni. Si parte dalla Divisione 4, con una rosa di scappati di casa, con l'obiettivo finale che non è per forza quello di trionfare nella Divisione 1, che rappresenta invece la massima serie.

Nel corso delle venti stagioni simulate (una progressione che dagli Anni '80 vi traghetterà lentamente alla soglia del Duemila) potrete ovviamente tentare il colpaccio, ma nessuno avrà nulla da ridire sulla vostra carriera se vi limiterete a rispettare gli obiettivi imposti dalla dirigenza della squadra, o delle squadre, con cui vi legherete. Man mano che migliorerete la rosa, e genererete un giro di affari sempre maggiore, vi sarà successivamente chiesto di ottenere risultati consoni agli investimenti compiuti, con una conseguente crescita costante sull'andamento in campionato.

Ma procediamo con ordine, perché la scrivania che funge da menù principale di Nutmeg! cela numerosi strumenti di cui dovrete prendere immediatamente dimestichezza se non volete ritrovarvi con una squadra disfunzionale, con il morale a terra e piena di infortunati.

La bacheca principale di Nutmeg!, la schermata su cui passerete più tempo
La bacheca principale di Nutmeg!, la schermata su cui passerete più tempo

Una volta scelta la vostra prima squadra tra quelle in cerca di un nuovo manager della Divisione 4, vi ritroverete a fissare una pratica bacheca in cui potete visionare la classifica, la lista di partite del mese in corso e, soprattutto, gli undici titolari che scenderanno in campo. Come detto, si tratta di giocatori dai nomi inventati, disposti in campo secondo il modulo prescelto e selezionati in modo del tutto automatico dal software stesso in base al ruolo e al livello di abilità.

Sempre tramite questo menù, potrete accedere al cuore pulsante di Nutmeg!, ovvero le partite vere e proprie. Queste verranno affrontate in due modalità ben specifiche. La prima prevede una simulazione totale. A partire dalle statistiche dei giocatori delle rose delle due compagini che si affronteranno, come unico parametro di riferimento verrà fornita la percentuale di possibilità di vittoria, pareggio o sconfitta, cifre che possono lievemente modificarsi, in positivo o negativo, in base al modulo scelto e all'atteggiamento della squadra imposto, tra bilanciato, arretrato e spinto. Maggiore è la differenza di forza tra le squadre, più facilmente si andrà incontro ad una vittoria schiacciante o ad una rovinosa sconfitta. C'è naturalmente il fattore fortuna da considerare. Non c'è mai la certezza matematica di un risultato certo, soprattutto quando le percentuali tendono a combaciare tra loro, ma difficilmente, da ultimi in classifica, potrete sperare in un miracoloso ribaltamento del pronostico quando dovrete vedervela con la capolista.

Ci metterete più tempo del dovuto a capire come scegliere gli undici titolari. Non tutti i menù di Nutmeg! sono intuitivi
Ci metterete più tempo del dovuto a capire come scegliere gli undici titolari. Non tutti i menù di Nutmeg! sono intuitivi

Alternativamente alla pura simulazione, invece, avrete modo di influire in prima persona sull'andamento della gara. Nella modalità classica potrete virtualmente scendere in campo solo per una partita al mese, ma volendolo all'inizio della carriera potrete scegliere di giocare ogni incontro, con un ovvio impatto sulla longevità del gioco. Come anticipato in precedenza, non aspettatevi qualcosa che si avvicini in alcun modo a EA Sports FC. L'intera partita, difatti, è gestita tramite pedine, percentuali di successo e, come facilmente ipotizzabile, dal deck che a mano a mano che progredirete nella carriera si arricchirà di nuove carte.

Da spiegare a parole, questa fase di gameplay potrebbe apparire estremamente complicata, ma già dopo un paio di incontri entrerete perfettamente in sintonia con un sistema che, come la produzione più in generale, è sì profondo, ma non in modo eccessivo. Ogni azione si traduce in una sequela di segnalini che, sempre tramite percentuali di successo e insuccesso, anticipano la mossa successiva. Il portiere, palla in mano, potrà effettuare un lancio lungo con un buon tasso di riuscita, esibirsi in un passaggio corto facile da controllare, cercare un compagno in profondità con tutti i rischi del caso. Il difensore potrà correre sulla fascia, tentare un uno contro uno, optare per un traversone. L'attaccante tenterà una sponda, un dribbling, un tiro da lontano. Funziona allo stesso modo in fase difensiva, dove si può sperare nella buona riuscita di un contrasto, di una spazzata, dell'attivazione tempestiva di una trappola del fuorigioco, di una parata, quando l'azione tirerà in ballo l'estremo difensore. Le opzioni sono sempre tre e, se ve lo state chiedendo, assolutamente no: non potrete decidere quale delle tre utilizzare. Sarà sempre il gioco a gestire il tutto.

Una normale partita in Nutmeg! passata a disperarsi per percentuali a favore sempre troppo basse
Una normale partita in Nutmeg! passata a disperarsi per percentuali a favore sempre troppo basse

La riuscita o meno dei tre potenziali gesti atletici, tuttavia, non dipende unicamente dall'abilità dell'atleta tirato in ballo e dai calcoli statistici del software. Usando le carte in vostro possesso, potrete infatti cambiare le percentuali di successo a vostro vantaggio. Alcune, inoltre, hanno anche dei potenziali effetti secondari, non sempre solo positivi. Una di queste, per esempio, aumenta la possibilità di effettuare un contropiede, al costo di un'alta probabilità che il tutto si traduca in realtà in un cartellino giallo per il difensore. Un'altra garantisce il gol sicuro, quando si è davanti al portiere, ma il centravanti consumerà una buona percentuale di stamina, con un grosso impatto sulle sue statistiche per il resto della partita.

Da questo punto di vista, Nutmeg! complica man mano la situazione: all'inizio introduce carte molto basilari e chiede al giocatore di scegliere quando utilizzarle per avvantaggiarsi nei momenti topici della partita, e solo dopo chiede ragionamenti più complessi, dove invece bisogna anche prevedere ulteriori ripercussioni sulle scelte compiute. Le statistiche delle rose in campo influenzano enormemente le percentuali di successo e insuccesso di ogni azione, ma con strategia e intelligenza, giocare in prima persona le partite è il modo migliore per ribaltare un pronostico dato per certo.

Prima di ogni partita potrete integrare al deck nuove carte, potendo anche fondere quelle della stessa tipologia, per ottenerne di più forti
Prima di ogni partita potrete integrare al deck nuove carte, potendo anche fondere quelle della stessa tipologia, per ottenerne di più forti

Ogni incontro si consuma in una manciata di minuti e di turni, il che rappresenta sia un grande pregio di Nutmeg!, sia anche uno dei suoi aspetti più controversi. La scarsa durata di ogni partita rende difficile staccarsi dal gioco, soprattutto quando si è quasi al termine della stagione e si vuole scoprire il destino della propria squadra. Allo stesso tempo, spesso è difficile capire quante azioni siano ancora concesse prima del duplice fischio dell'arbitro. Ogni ribaltamento di campo, difatti, consuma un quantitativo di tempo casuale, con il risultato che alcune partite saranno decise da pochissimi turni, mentre altre si prolungheranno più del previsto. In un gioco in cui tutto è rigidamente vincolato alle statistiche, quest'incertezza di fondo sulla durata di ogni partita infastidirà certamente alcuni utenti.

Vincere è bello, guadagnare pure

Nutmeg! ovviamente ha anche molto altro da offrire per quanto riguarda la gestione della propria squadra. Il menù principale offre la possibilità di allenare individualmente alcuni membri della rosa, così da aumentare la loro abilità e ottenere carte speciali che possono fare effettivamente la differenza durante l'incontro. Per esempio, potrete far sì che il vostro portiere ottenga almeno una parata sicura nell'arco dei novanta minuti, oppure che un centrocampista sviluppi un'abilità sopra la media nei calci piazzati, tutti vantaggi che si traducono in incrementi di percentuale di successo nelle specifiche azioni di riferimento in partita.

Partitina a Snake?
Partitina a Snake?

Nei panni del manager dovrete inoltre occuparvi dello staff, il cui numero è vincolato a slot limitati, che vi consentirà di godere di bonus di varia natura. I viceallenatori garantiscono slot extra per i giocatori che potrete coinvolgere negli allenamenti individuali. I promotori vi aiuteranno a tenere alto l'umore dei tifosi anche quando le cose in campo non andranno come sperato. I fisioterapisti terranno la rosa lontano dall'infermeria. Gli osservatori individueranno i giocatori di altre squadre con del potenziale e renderanno più facile il loro ingaggio.

Sul fronte trasferimenti, Nutmeg! si dimostra un manageriale estremamente vivace. Quasi di partita in partita potrete infatti cedere o acquistare giocatori, con un'altissima velocità con cui si consumano le trattative che regala anche alle singole stagioni in corso una gustosissima, e assuefacente, progressione. Iniziare con atleti scarsissimi e scoprirsi con una squadra sensibilmente migliorata già dopo qualche mese dall'inizio del campionato, è una delle leve principali con cui il gioco vi terrà incollati allo schermo, sempre a caccia dell'ennesimo rinforzo da inserire nella rosa.

Veder crescere il proprio stadio (o quantomeno il suo modellino) regala soddisfazioni e ripaga di ogni sforzo economico fatto
Veder crescere il proprio stadio (o quantomeno il suo modellino) regala soddisfazioni e ripaga di ogni sforzo economico fatto

Tutto, ovviamente, ha un prezzo. Promettere un posto da titolare al giocatore appena acquistato, per poi rifilarlo in panchina dopo un paio di partite, causerà malumori nella squadra che si traducono in carte penalità durante le partite. Puntare forte sulla promozione della squadra comporta dei benefici nell'affluenza del pubblico allo stadio, ma ritrovarsi senza un fisioterapista nello staff è qualcosa che rimpiangerete non appena avrete una lista infortunati dannatamente ampia.

C'è poi anche un costo materiale. I dipendenti vanno pagati, così come i giocatori, che pretenderanno un compenso paragonabile al loro valore in campo. Imparerete così utilizzare il computer dell'ufficio, banca dati che tiene conto di ogni spesa e di ogni guadagno, ma che vi permetterà anche di stabilire il prezzo del biglietto dello stadio, che fondi permettendo potrete progressivamente espandere, e il materiale di merchandising da vendere al pubblico o da ordinare.

Grazie all'almanacco potrete gestire staff e rosa della squadra
Grazie all'almanacco potrete gestire staff e rosa della squadra

Come ogni altro ambito di Nutmeg!, la profondità di queste sezioni non è paragonabile a quella di un Football Manager. I numeri sono tutto in questo gioco, ma i fattori da considerare non sono moltissimi, né ci sarà mai bisogno di passare decine e decine di minuti di fronte alla stessa schermata sperando di tirarci fuori un ragno dal buco. Il tutorial, per darvi un parametro sensato, dura una decina di minuti in tutto e basta un'occhiata veloce al bilancio per capire dove bisogna intervenire per risistemare i conti.

Nutmeg!, insomma, è un manageriale gentile, facile da padroneggiare. Questo è certamente un pregio, ma anche un limite. È un pregio perché riesce immediatamente a catturare l'utente, potenzialmente anche un videogiocatore non molto affine al genere ma attratto dallo stile retrò del gioco. È un limite perché già dalla seconda stagione in poi, avrete praticamente già visto tutto ciò che la produzione ha da offrire. Il deck di carte si amplia, certo, ma sarete incastrati nello stesso loop di azioni che si ripete sin dal momento in cui firmerete il primo contratto da manager.

Il gioco è in grado di offrire almeno una quindicina d'ore di intrattenimento, tanto vi servirà per completare le venti stagioni di carriera. Molto dipenderà da quanto resterete imbrigliati dalla progressione proposta. Veder salire il capitale e migliorare un pezzo alla volta la propria squadra regala enormi soddisfazioni. Inoltre, qualora decidiate di cambiare società al termine di una stagione, è interessante fare i conti con nuove necessità e richieste da parte di dirigenza e sponsor. Tuttavia, alla lunga, la staticità della formula potrebbe stancare, con una lenta, ma inesorabile perdita di interesse per il gioco.

Le musiche sono poche, ma tutte orecchiabilissime
Le musiche sono poche, ma tutte orecchiabilissime

Innegabilmente, buona parte del fascino di Nutmeg! è legato alla sua interfaccia retrò. Al Televideo che vi permette di consultare non solo la classifica, ma anche notizie di attualità, spettacolo e altri sport relativi al mese e all'anno di riferimento, con tanto di breve recensione di alcuni grandi blockbuster del tempo, come Blade Runner per esempio. Alla possibilità di concedersi una veloce partita a Snake sul rudimentale PC dell'ufficio. All'almanacco che racchiude al suo interno tante informazioni sui giocatori che si possono acquistare. Se nutrite una certa attrazione per il vintage, Nutmeg! vi piacerà sicuramente di più.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam
Multiplayer.it
7.5
Lettori (1)
8.5
Il tuo voto

Nutmeg! è un manageriale non particolarmente profondo, né complesso. Basa buona parte del suo fascino su un'interfaccia volutamente vintage, su un continuo ricambio dei membri della rosa, su partite decise da un uso intelligente delle carte in mano, ma indissolubilmente vincolate al fattore probabilità e fortuna. Chi è alla ricerca di una degna alternativa di Football Manager resterà deluso. Eppure, chi è cresciuto seguendo il calcio dalla radio, lo troverà particolarmente attraente. Gestire diversi ambiti del proprio club regala soddisfazioni finché tutto va per il meglio, ma anche profonde delusioni quando gli infortunati si accumulano, il malumore cresce nello spogliatoio e la classifica piange. Fallire un gol al novantesimo, scoprirlo rovesciando una carta sul tavolo, regala la stessa, meravigliosa e nostalgica, disperazione provata quando si segue una partita alla radio, una similarità che dona un gusto unico all'esperienza offerta da Nutmeg!. Non un gioco per tutti, anche a causa della sua ripetitività di fondo, ma chi entrerà in sintonia con il gameplay farà una fatica tremenda a staccarsi dal display.

PRO

  • Gameplay facile da comprendere e padroneggiare
  • Progressione assuefacente
  • Interfaccia vintage al punto giusto

CONTRO

  • Gameplay alla lunga ripetitivo
  • La durata delle partite giocate è fin troppo variabile