Stela, la recensione 13

Su Apple Arcade arriva un platform sullo stile di Limbo e Inside: scopriamolo nella nostra recensione di Stela

RECENSIONE di Fabio Palmisano   —   18/10/2019

Tra i protagonisti di maggior rilievo della recente aggiunta di titoli inediti al catalogo di Apple Arcade, Stela è il nuovo titolo di SkyBox Labs, progetto inizialmente destinato a Xbox e PC e che successivamente è stato esteso anche ai dispositivi iOS. Non si tratta di un nome nuovo nel panorama ludico, e forse i più attenti tra i nostri lettori si ricorderanno di averne già letto su queste pagine durante la GDC dello scorso marzo, quando il nostro Vincenzo Lettera aveva avuto l'occasione di provare una versione preliminare del titolo. Ora che Stela è finalmente disponibile, cerchiamo di capire con questa recensione se il lavoro del team di sviluppo canadese può ambire ad essere riconosciuto come qualcosa di più di un semplice clone di Limbo e Inside.

Fuga senza meta

I rimandi alle opere di Playdead sono evidenti sin dalle primissime battute dell'avventura, che come da tradizione inizia senza alcun accenno alla trama né indicazione sul gameplay: nei panni di un'anonima ragazza vestita di bianco che si sveglia in un luogo desolato, l'utente si trova costretto a fuggire da una minaccia non identificata senza apparente meta né motivazione. Un alone di mistero così fitto risulta affascinante e sensato se sorretto da una certa coerenza di fondo che però a Stela sembra mancare: Limbo e Inside erano ugualmente oscuri nelle loro premesse, eppure funzionavano grazie a precise scelte di design, mentre il lavoro di SkyBox Labs sembra un mero collage di suggestioni messe assieme per la ricerca di un vezzo estetico.

Succede dunque che durante le tre ore circa necessarie per portare a termine l'avventura si assista a cambi di scenari che assomigliano più ad una successione di stage separati che alle tappe di un viaggio vero e proprio: si passa da fienili infestati da insetti mortali a foreste abitate da inquietanti figure antropomorfe, da steppe inondate da frecce infuocate ad antichi laboratori irti di trabocchetti, ma non si percepisce un vero e proprio senso di continuità. Perlomeno queste variazioni portano con sé delle minime modifiche al gameplay che mescolano un po' le carte di una struttura che altrimenti sarebbe molto basilare, considerando che la protagonista può soltanto correre, saltare e compiere poche azioni contestuali: ogni ambientazione ha un leit motiv che si riflette nelle richieste fatte al giocatore, che possono sbilanciarsi più verso lo stealth, l'azione o la risoluzione di puzzle.

Peccato però che a Stela manchino delle fondamenta davvero solide per poter sostenere efficacemente tutta questa impalcatura, a cominciare dal sistema di controllo. I comandi touch sono scivolosi e poco reattivi, e il fatto che il software spesso e volentieri non recepisca bene gli input dell'utente produce ancora più morti (e conseguente frustrazione) di quante già non vengano normalmente messe in conto dalle dinamiche trial and error tipiche di questo sotto-genere. Di opzioni e settaggi non c'è ombra, e persino l'eventuale utilizzo di un pad esterno non migliora molto la situazione, anche per colpa di un design lontano dalla cura certosina dei titoli Playdead. I puzzle si dimostrano il più delle volte piuttosto banali, mentre le fasi action peccano sovente di finestre di input troppo ristrette o di poca chiarezza su quali elementi dello scenario siano calpestabili e quali no.

A questa confusione contribuisce anche uno stile grafico indubbiamente d'impatto ma forse non esattamente funzionale al gameplay, che tra una telecamera molto ampia, personaggi minuti e un deciso sfruttamento di silhouette e tonalità scure non sempre fa capire dove si sta andando. Restano comunque i meriti di un prodotto molto bello da vedere, con una direzione artistica che si fa sentire grazie a efficaci cambi di inquadratura e ad un'apprezzabile differenziazione tra i vari scenari, punteggiata anche da una colonna sonora orchestrale - questa sì - davvero impeccabile.

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Gratis
Multiplayer.it

6.8

Lettori (2)

5.6

Il tuo voto

Nato con l'ambizione di sedersi alla destra dei suoi ispiratori Limbo e Inside, Stela si vede invece costretto a prendere posto qualche gradino più in basso, tradito da un design che semplicemente non riesce a competere con quello offerto dai due titoli Playdead. Evidentemente troppo concentrato nel fare sfoggio delle sue indubbie qualità tecniche ed artistiche, il titolo di SkyBox Labs si dimentica di veicolare un messaggio sia dal punto di vista emotivo sia da quello del gameplay, rivelandosi un titolo competente, a tratti piacevole e nulla più.

PRO

  • Artisticamente ispirato
  • Comparto audiovisivo di livello

CONTRO

  • Controlli touch scivolosi ed imprecisi
  • Design e gameplay piuttosto piatti