Ci sono nicchie videoludiche che sopravvivono per decenni nella memoria collettiva senza che nessuno si preoccupi di riempirle. I gestionali di golf sono una di quelle: da quando Sid Meier's SimGolf uscì nel 2002, il settore è rimasto sostanzialmente sguarnito. A distanza di più di 20 anni Under Par Golf Architect non ha la pretesa di essere l'erede del gestionale di Firaxis, ma ha il merito di provare a esplorare nuovamente questa nicchia in maniera piuttosto originale.
Sviluppato da Broken Arms Games, software house fondata da Yves Hohler ed Elisa Farinetti nel 2013, con sede ad Acqui Terme, Under Par Golf Architect è uscito il 16 aprile 2026 su PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam ed Epic Games Store.
Costruire il campo dei propri sogni
Il fulcro del gioco è la progettazione e gestione di un circolo golfistico partendo da zero. All'avvio ci si trova davanti a un ampio appezzamento di terreno libero con un sostanzioso budget a disposizione. Da qui in poi tutto sarà nelle nostre mani, dal posizionamento del Golf Club all'ideazione di tutto il percorso, bunker, fairways e green inclusi. Le buche, ovviamente, sono il cuore pulsante dell'esperienza, oltre che la principale fonte di reddito: sarà difficile attirare nuovi soci o semplici golfisti della domenica senza un percorso interessante, in grado di intrattenere a lungo i visitatori.
Gli aspiranti Tiger Woods, però, avranno bisogno anche di servizi accessori: bagni, fontanelle, panchine, bar, ristoranti, campi di allenamento, negozi e persino piscine: creare le 18 buche migliori della regione non è solo questione di green e bunker, ma anche di come sarà piacevole trascorrere la giornata tra i nostri fairway, tra una fontanella necessaria per reintegrare i liquidi dopo un lungo par 5 e un bagno rilassante, fondamentale se la partita va per le lunghe. La gestione e il funzionamento ottimale di queste strutture, oltretutto, richiede l'assunzione di assistenti, istruttori, manovali, spazzini e giardinieri, tutte spese che a fine mese impattano sulla contabilità del club.
Per semplificare, pensate a una sorta di Two Point Hospital o Museum con al centro un Golf Club. Per creare il club perfetto non basta essere dei "semplici" architetti, ma occorre vedere tutto con gli occhi di un manager, che deve saper bilanciare le proprie ambizioni con la gestione finanziaria, in modo che la struttura sia sostenibile. Budget a parte, il gioco di Broken Arms condivide con quelli pubblicati da SEGA lo stile colorato, l'umorismo e la leggerezza generale, elementi che però non vanno ad influire sulla profondità generale.
Le modalità principali sono due: una sandbox, dove si lavora senza vincoli particolari scegliendo un'ambientazione tra quelle disponibili, e una modalità carriera che propone scenari progressivamente più impegnativi.
Per affrontare queste sfide abbiamo a disposizione tutta una serie di strumenti per creare tee, green, scegliere tra vari tipi di fairway e posizionare bunker, cespugli, alberi, ostacoli rocciosi e persino specchi d'acqua. Attraverso la terraformazione, oltretutto, si potranno rendere le buche più movimentate, sollevando o abbassando determinati elementi dello scenario in modo da creare ulteriore varietà. L'organizzazione di tutti questi strumenti avviene attraverso dei menù radiali, non particolarmente chiari, così come alcune operazioni non avvengono in maniera lineare come avremmo voluto, soprattutto su console. Il semplice tutorial aiuta ad apprendere le basi della gestione del proprio club, ma senza una grande interattività, se non si capisce cosa fare per arrivare al passaggio successivo, c'è il rischio di rimanere incastrati.
Carriera, ospiti VIP e qualche tiro di prova (da dimenticare)
La modalità Carriera prevede una serie di scenari sbloccabili solo dopo aver ottenuto un numero sufficiente di stelle in quelli precedenti, soddisfando condizioni che si fanno progressivamente più esigenti: minimi di stile da rispettare, strutture particolarmente onerose da costruire, o valutazioni sufficientemente alte da parte degli avventori. Ogni scenario include anche ospiti VIP che propongono sfide speciali, premiando il giocatore con nuovi capi di abbigliamento per il proprio avatar.
L'avatar è appunto il personaggio con cui è possibile uscire dagli schermi gestionali e giocare fisicamente le buche. La funzione esiste e, in teoria, dovrebbe servire per testare la bontà del percorso progettato, spezzando il ritmo compassato della fase gestionale. In pratica, però, è una delle parti più deboli del prodotto: il sistema adottato per colpire la pallina è quello classico con i tre click per mirare, regolare la potenza e l'impatto sulla sfera. Il problema è che la fisica che gestisce il tutto è piuttosto approssimativa, la variabilità dei colpi è ridotta al minimo e l'intera sezione risulta talmente elementare da essere difficilmente appetibile persino come diversivo. L'unico valore aggiunto è la possibilità di passeggiare virtualmente tra le proprie creazioni.
Una conversione non perfetta
Un altro problema è che Under Par Golf Architect è chiaramente stato sviluppato pensando prima di tutto al PC: giocare con il controller rallenta la creazione dei campi e l'interfaccia risulta macchinosa per via dei numerosi menù da utilizzare. Su un televisore l'interfaccia utente è anche difficile da leggere per via delle scritte piuttosto piccole.
L'impressione è che il tutto sia stato pensato con mouse e tastiera in testa, come testimoniano le numerose icone sul bordo della schermata che su PC permettono accessi rapidi ai sotto-menù. In altre parole serve un po' di pratica per padroneggiare i menù radiali su console e anche dopo aver imparato a giocare la sensazione è di non trovarsi di fronte a qualcosa di naturale. Sul fronte tecnico si segnalano episodi di stuttering e input lag, in particolare quando si imposta la velocità di simulazione a 3x - che è di fatto la velocità standard nei momenti in cui non c'è nulla da fare se non attendere che le entrate crescano. Non è un problema grave, ma visto che non siamo davanti a un prodotto complesso graficamente o tecnicamente, si sarebbe potuto fare meglio.
Arte in chiaroscuro, comunità assente
Lo stile artistico adotta un look chibi che si adatta bene alla scala del gioco, ma i personaggi risultano spesso piuttosto brutti. Alcuni elementi - i percorsi stessi, gli animali che occasionalmente compaiono sul campo - hanno un loro fascino, ma l'aspetto visivo complessivo rimane al di sotto di quello che potrebbe essere.
Il tutorial è carente: fortunatamente i primi scenari della Carriera o una partita Sandbox offrono abbastanza spazio per imparare dai propri errori, ma qualche finestra informativa in più non avrebbe guastato. La colonna sonora è ridotta a un'unica traccia in loop che accompagna l'intera esperienza senza soluzione di continuità. Rispetto alla cura sonora che aveva contraddistinto Hundred Days, è un passo indietro evidente. Nota positiva: i testi sono tradotti in italiano in maniera corretta, con dialoghi dal tono piuttosto vivace.
Sul versante della longevità, il gioco non offre per il momento la possibilità di giocare in modalità multigiocatore né di condividere le proprie creazioni con altri giocatori: si costruisce per sé stessi e per i soci virtuali del circolo. Per sfidare un amico sul proprio campo preferito bisogna invitarlo fisicamente e giocare a turni, tenendo il punteggio a mano. Va notato che il supporto a mod.io per la condivisione dei campi è stato annunciato come funzione esclusiva della versione PC, lasciando quelle console ulteriormente spoglie sotto questo aspetto.
Va comunque considerato che Under Par Golf Architect è un prodotto indie venduto a prezzo ridotto e nessuno si aspetta una qualità da titolo di fascia alta. Il gioco di Broken Arms restituisce esattamente ciò che promette - progettare campi da golf e trasformarli in un'attività redditizia - ma una lunga sessione Sandbox è sufficiente per vedere tutto ciò che il titolo ha da offrire.
Conclusioni
Verdetto Under Par Golf Architect è un gestionale di nicchia che funziona nei suoi termini. Il risultato intrattiene per diverse ore, stimola la creatività nella progettazione dei percorsi e tiene occupati tra entrate, uscite e manutenzione del verde. Ma la versione console è quella meno indicata per goderselo: la conversione funziona, ma non è ottimale. La parte golfistica vera e propria è da considerarsi praticamente accessoria e l'assenza di qualsiasi funzione social o di condivisione penalizza la longevità. Chi non ha accesso al PC o non vuole aspettare può giocarci senza rimpianti eccessivi, ma con aspettative calibrate.
PRO
- Gestionale leggero e divertente
- Buona potenza degli strumenti a disposizione
- Prezzo budget
CONTRO
- Provare le proprie creazioni poteva essere fatto molto meglio
- Poche opzioni e modalità
- La versione console non è molto ottimizzata