Bloodstained: Ritual of the Night: analizziamo la modalità classica e il Kingdom Crossover

Bloodstained: Ritual of the Night ha ricevuto un corposo aggiornamento che ha aggiunto una nuova modalità e una nuova location alla campagna principale.

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   15/01/2021
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ArtPlay ha pubblicato un grosso aggiornamento per Bloodstained: Ritual of the Night, aggiungendo almeno due buoni motivi per tornare a giocarci: la Modalità Classica, che trasforma il gioco in un clone di Castlevania, e il Kingdom Crossover, che introduce contenuti da Kingdom Two Crows. Cerchiamo di analizzarli entrambi, per vedere se valga o no la pena dedicar loro un po' di tempo.

Kingdom Crossover

Bloodstained Kingdom Crossover 04

Togliamo subito di torno il Kingdom Crossover, anche perché in verità non offre grossi spunti: si tratta semplicemente di una nuova location aggiunta alla campagna principale. Si raggiunge prendendo il treno dopo aver indossato un particolare oggetto acquistabile per una moneta nel negozio della base di Miriam. Usciti dal treno ci si ritrova in una piccola porzione del mondo di Kingdom Two Crowns, naturalmente in pixel art, dove, sconfitto un mini boss, si riceve un nuovo famiglio: un arciere che inonda i nemici di frecce. Il posto in sé è abbastanza suggestivo, visto anche il contesto da cui deriva, ma si esaurisce in uno scontro abbastanza semplice, soprattutto se si utilizza una Miriam da fine gioco. Da notare che il crossover è stato reciproco, nel senso che anche in Kingdom Two Crowns sono stati aggiunti dei contenuti ispirati a Bloodstained: Ritual of the Night. Un'iniziativa sicuramente simpatica per gli amanti dei due titoli, ma che almeno in Bloodstained, non regala molta vita in più all'esperienza di gioco nel suo complesso.

Modalità Classica

La Modalità Classica, invece, è tutto un altro paio di maniche ed è un'operazione decisamente più interessante. Sostanzialmente è un clone del primo Castlevania ricavato da quello che potremmo definire il riciclo creativo delle risorse di Bloodstained: Ritual of the Night. Si tratta di un bel tributo a quello che in fondo è il titolo da cui deriva la serie Bloodstained stessa, pur indirettamente. Koji Igarashi arrivò in Konami quando ormai la formula originale dei Castlevania era già considerata stanca. Hitoshi Akamatsu, il vero padre della serie, aveva già provato ad alterarla con Castlevania II e III, seguito da Toru Hagihara, di cui Igarashi diventerà l'assistente nello sviluppo di Symphony of the Night (canonizzando i metroidvania), con l'eccellente Rondo of Blood (Iga appare nei ringraziamenti del gioco, che provò grazie alla sua futura moglie, all'epoca parte del team di Hagihara). Naturalmente era un grande fan della serie, che da videogiocatore conosceva più che bene, da qui la sua voglia di celebrarne le origini.

Bloodstained Modalita Classica 04

Del resto immaginiamo che sia cosciente del fatto che i fan di Bloodstained siano per la gran parte anche fan dei Castlevania (come poi ha dimostrato anche il successo dei due Curse of the Moon, spin-off di Ritual of the Night ispirati proprio ai Castlevania per NES). Quindi, pensando a una modalità extra da donare post lancio, avrà unito tutti i puntini ed ecco Miriam nei panni di una novella Simon Belmont, pur solo spiritualmente.

La Modalità Classica di Bloodstained: Ritual of the Night si trova nel menù delle modalità extra. Appena avviata svela subito il suo obiettivo principale, richiamando il primo Castlevania sin dalla schermata introduttiva... richiami che proseguono per tutta l'avventura e che sono visibili nella strutturazione stessa dei livelli, nel loro design, nonché nel comportamento dei nemici, nelle interazioni con lo scenario e nell'equipaggiamento di Miriam.

Bloodstained Modalita Classica 11

Sostanzialmente ci troviamo di fronte a un action platform 3D in cui la nostra eroina combatte usando la frusta (curiosità: Akamatsu volle una frusta come arma del primo Castlevania perché grande fan di "Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta", come ha raccontato su Twitter Sonna Yuumi, sviluppatore che collaborò con lui allo sviluppo di Tsuridou) e delle armi secondarie che si trovano spaccando dei candelabri, come dei pugnali da lancio o delle fialette incendiarie.

I livelli sono lineari e non prevedono strade alternative, così come non è possibile affrontarli in un ordine diverso da quello prefissato. I nemici, pur presi dalla fauna di Bloodstained, si comportano esattamente come quelli di Castlevania: dai simil zombi della prima area che attaccano direttamente Miriam, a delle simil teste di medusa che attraversano la schermata seguendo traiettorie ondulate e che sono davvero difficili da colpire.

Bloodstained Modalita Classica 01

Non mancano simil uomini pesce, armature stregate e quant'altro. Solo i boss sono differenti, nonostante il primo sia un evidente rimando al pipistrello gigante che chiudeva il primo livello del classico di Konami. Tanto per dire il livello di citazionismo raggiunto, ci sono anche dei muri da rompere per trovare oggetti segreti, come cibi curativi o sacchetti bonus, e delle sfere di energia da raccogliere dopo ogni boss per raggiungere il livello successivo. Anche la difficoltà è calibrata secondo il modello Akamatsu, ossia arrivare in fondo non è per niente facile e richiede grande abilità, nonché profonda conoscenza dei livelli. Gli errori non vengono perdonati, soprattutto dal terzo livello in poi.

Bloodstained Modalita Classica 12

In sostanza, non fosse per la grafica realizzata quasi completamente con oggetti presi da Bloodstained, ArtPlay avrebbe potuto vendere la Modalità Classica come un gioco autonomo (magari ampliandola un po'). Da appassionati dei Castlevania originali, l'abbiamo gradita davvero moltissimo. A ben vedere siamo il target perfetto per una simile operazione nostalgia. Qualche rifinitura in più poteva starci, ma è davvero voler cercare il pelo dell'uovo a uno splendido regalo.