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Come sta vendendo Switch 2, e che prospettive future ha?

Console in calo rispetto al semestre del lancio, giochi in crescita e ricavi quasi tutti dai videogiochi: i conti Nintendo raccontano un successo che ha un solo pilastro.

RUBRICA di Alessandro Bacchetta   —   08/11/2026
L'edizione a tema Zelda di Nintendo Switch 2

Nintendo ha da poco divulgato i risultati finanziari al termine del primo semestre del corrente anno fiscale, che si concluderà a marzo 2027: siamo esattamente a metà, quindi.

Non è facile inquadrare la situazione e capire se è sensato o meno essere ottimisti, innanzitutto per il complesso contesto internazionale sul quale Nintendo, esattamente come qualsiasi altra compagnia di intrattenimento, ben poco può incidere. Gli aumenti di prezzo di Nintendo Switch 2, pur lievi (rispetto ad altri prodotti tecnologici e ad altre console), non sono stati certamente voluti dalla dirigenza di Kyoto. Bisogna tuttavia sottolineare un fattore: a differenza di altre aziende, il benessere di Nintendo dipende esclusivamente dai videogiochi. Forse è per questo che, come in questo caso, appena avviene un leggero calo, gli analisti di mercato profilano scenari preoccupanti (vedasi Mochizuki su Bloomberg).

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Non è un approccio insensato. Per quanto in questo articolo leggerete dei dati di vendita positivi e di un futuro (se lo status quo perdurerà) apparentemente sereno, gli analisti potrebbero preoccuparsi proprio perché i ricavi di Nintendo derivano da un singolo settore. E se questo settore dovesse, per tante ragioni diverse, entrare in crisi (posto che già non lo sia, viste le chiusure e licenziamenti), Nintendo non avrebbe particolari vie d'uscita.

A Kyoto, nel 2017, hanno eretto un fortino al limitare di un burrone. Quel fortino, Nintendo Switch, è diventato una torre, una torre probabilmente destinata a divenire la console più venduta di sempre (se non accadrà, finirà comunque vicinissimo a PlayStation 2). La struttura è stata rafforzata, imbellettata, ingigantita. Ma al limitare di un burrone comunque si trova: da lì non si è spostata.

Il lancio è stato un successo

Nintendo Switch 2 è stata lanciata il 5 giugno 2025. È trascorso, in sostanza, un anno e mezzo dalla pubblicazione: a questo punto possiamo dire che sì, il lancio è stato un successo. Visto l'andamento del capostipite, potrebbe sembrare un risultato scontato: ma per Nintendo, scontato non lo era affatto.

Shuntaro Furukawa, il presidente di Nintendo, ha ben gestito un arduo salto generazionale
Shuntaro Furukawa, il presidente di Nintendo, ha ben gestito un arduo salto generazionale

Come dicevamo, non può permettersi ormai alcun errore, avendo una sola piattaforma a cui affidarsi. Inoltre, nelle precedenti generazioni, nessun presidente era riuscito a gestire una transizione da una console all'altra così egregiamente (anzi, spesso erano capitati degli autentici disastri). Furukawa e gli altri dirigenti hanno lavorato alacremente affinché, stavolta, potesse attuarsi un cambio generazionale armonioso: il Nintendo Account, il supporto a Switch fino all'ultimo periodo (e oltre), la totale fedeltà del concept della console, più somigliante a un nuovo modello di iPhone che a un'inedita piattaforma Nintendo.

Dai dati comunicati, emerge come Nintendo sia riuscita a mantenere stabile il numero dei suoi giocatori, nonostante la primavera di Switch 2 e l'inverno di Switch 1. Come già scritto, considerati i precedenti, era un risultato tutt'altro che scontato. Il lancio è stato indubbiamente un successo, ma quello era accaduto anche al disastroso Wii U: in questo caso, possiamo affermare che l'intera "fase di lancio", che perdura ben oltre i primi mesi di pubblicazione, sia stata vincente.

Mario Kart World è stato un bel gioco di lancio, ma è mancato un capolavoro epocale come The Legend of Zelda: Breath of the Wild
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Nintendo Switch 2 al momento è, in relazione alla data di uscita, la console più venduta nella storia del settore. Nonostante giocare sia diventato più costoso, nonostante a Kyoto abbiano deciso di dosare i pesi massimi. Non era mai accaduto che a 18 mesi dall'uscita non fossero stati pubblicati un Super Mario o un The Legend of Zelda inediti per una nuova console. Qui mancano entrambi. Non solo: manca un nuovo Pokémon, un nuovo Animal Crossing. Un inedito Super Smash Bros., uno Splatoon principale.

Nintendo è riuscita a ottenere un simile successo senza andare all-in come al lancio di Nintendo Switch nel 2017. Non è poco.

I numeri

Le vendite hardware di Nintendo Switch 2, rapportandole direttamente a quelle dell'anno scorso, sono in calo: questo era piuttosto ovvio e anche preventivato da Nintendo stessa. Il motivo è semplice: il primo semestre nel 2025 ospitava il lancio della piattaforma.

Tomodachi Life: Una vita da sogno ha aiutato a mantenere vive le vendite di Nintendo Switch 1
Tomodachi Life: Una vita da sogno ha aiutato a mantenere vive le vendite di Nintendo Switch 1

Per "leggere" e comprendere la situazione di Switch 2, quindi, non ha nemmeno senso effettuare un paragone diretto; tuttavia per gli azionisti il discorso è diverso e, indipendentemente dalle ragioni, le vendite hardware di Switch 2 sono scese del 37,4% rispetto a dodici mesi fa, e quelle di Switch 1 (per un progressivo calo fisiologico) del 32,7%. Le vendite software, invece, sono cresciute su entrambi i sistemi: su Switch 2 sono aumentate del 18,8%, su Switch 1 (grazie al successo di Tomodachi Life: Una vita da sogno) del 6,8%.

Le stime per il prossimo semestre sono rimaste immutate: entro marzo 2027, Nintendo pensa di vendere 16,50 milioni di Switch 2 (quindi altri dieci milioni) e 2 milioni di Switch (quindi altre 700.000 console). Nintendo Switch (la prima, intendiamo) non sarà più in commercio in Europa da metà febbraio, ma non crediamo che l'impatto sulle vendite (relative a quest'anno fiscale) sarà così dirimente.

Riguardo a quest'ultima, se riuscirà o meno a battere lo storico record di PlayStation 2 è più una curiosità da appassionati, visto che l'incidenza di tale evento sul mercato, e sull'andamento dell'azienda, sarebbe praticamente nullo: dovesse Nintendo centrare le stime (che, per Switch 1, ci sembrano basse) la console si troverà a marzo 2027 a "soli" due milioni dai 160 di PlayStation 2. Non sarà comunque facile piazzarli e dipenderà soprattutto da quanto verrà mantenuta sul mercato.

Dipendente dai videogiochi

Nintendo Switch 2 è un sistema partito come meglio non avrebbe potuto. Ha avuto un lancio decisamente migliore del predecessore - forte del prestigio del brand, nonostante l'assenza di un capolavoro epocale come The Legend of Zelda: Breath of the Wild - e, da lì in poi, ha mantenuto un andamento simile. È probabile che Switch 1 compirà il "sorpasso" in parallelo al periodo pandemico (coincidente col suo terzo/quarto anno di vita), in cui le vendite subirono un'imprevedibile impennata, ma va ricordato come Nintendo abbia, per Switch 2, ancora tante carte da svelare.

Il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time è incantevole, ma Switch 2, dopo 18 mesi, è la prima console Nintendo senza un Super Mario o The Legend of Zelda inedito
Il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time è incantevole, ma Switch 2, dopo 18 mesi, è la prima console Nintendo senza un Super Mario o The Legend of Zelda inedito

Il vero problema, come sottolineavamo nella prefazione, non è il settore dei videogiochi; bensì che il settore dei videogiochi sia l'unica fonte di benessere di rilievo per Nintendo. Quando diciamo l'unica, non stiamo nemmeno enfatizzando la questione: l'anno scorso, nel primo semestre, su un totale di 1099,5 miliardi di yen ricavati, 1066 (circa) arrivavano dai videogiochi, 33 (circa) da tutto il resto.

Quest'anno, in cui è uscito Super Mario Galaxy - Il Film, i ricavi derivanti da "tutto il resto" (merchandise, musei, contenuti per smartphone, ecc.), sono quasi raddoppiati, raggiungendo i 62,7 miliardi di yen. I videogiochi, in confronto, ne hanno originati più di 900. In sostanza, il 93% degli introiti Nintendo derivano dai videogame, in un singolo semestre di un anno - tra l'altro - in cui è stato pubblicato un film di grande successo. Per fornirvi un quadro generale più chiaro, le divisioni gaming di Sony e Microsoft, che comunque generano introiti più alti di Nintendo (introiti, non necessariamente guadagni), rappresentano poco meno del 37% della prima, e meno del 7% della seconda. Nintendo, nella recente presentazione agli azionisti, non ha nemmeno nascosto la cosa. Se anni fa le espansioni - film, parchi a tema, negozi - venivano presentate attraverso la volontà di "espandere le proprie IP fuori dai videogiochi", adesso il discorso è cambiato assai. Quelle espansioni esistono tuttora, ma la loro missione è mutata: non servono tanto a generare profitti di per sé, ma per tenere alta l'attenzione sui brand Nintendo, così che le persone siano costantemente interessate ad acquistare i suoi videogiochi.

Il successo di Nintendo dipende, al momento e nei prossimi anni, totalmente dai videogame e, a differenza che in passato, da una singola console. La finalità di film, negozi e parchi a tema, non è quella di creare un altro fruttuoso pilastro per la società, ma di vendere più videogiochi. La fortezza di Kyoto sta benone, ma rimane costruita vicino a un dirupo.

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