FIFA 19: il provato della demo 128

La demo di FIFA 19 è disponibile da ieri: l'abbiamo provata in attesa della recensione

PROVATO di Rosario Salatiello   —   14/09/2018

Finalmente ci siamo. Dopo avere bramato per settimane il ritorno del grande calcio sui nostri schermi, la nuova edizione della Champions League sta per partire. L'inizio della competizione calcistica per club più spettacolare al mondo sarà accompagnata nei prossimi giorni da FIFA 19, nuovo capitolo della serie di EA Sports che proprio da quest'anno si legherà alle competizioni continentali UEFA grazie alla licenza sottratta a Pro Evolution Soccer. Nonostante la grave perdita, come abbiamo avuto modo di vedere nella recensione di PES 2019 la concorrenza è arrivata sulla piazza più agguerrita che mai, con un gioco dal gameplay finalmente esente da pecche di rilievo. Un motivo in più per aspettare con ansia l'uscita nei negozi di FIFA 19, per la quale bisognerà tuttavia aspettare fino al prossimo 28 settembre. Un'attesa ancora un po' lunga da ingannare, spezzata però dalla pubblicazione della versione demo di FIFA 19 avvenuta ieri: dopo avere disputato qualche partita, possiamo quindi fare qualche altra considerazione sulle novità introdotte nel gioco targato Electronic Arts.

Timed Finishing: tocco, doppio tocco e controtocco

Prima di dare un'occhiata al contorno andiamo a focalizzare l'analisi della demo di FIFA 19 sul suo aspetto principale: il campo da gioco. Guardandolo e basta il gameplay di questa edizione può sembrare simile a quello della precedente, ma col controller in mano le novità iniziano a farsi notare sin da subito. Da questo punto di vista spicca senza dubbio il sistema battezzato col nome Timed Finishing, con il quale EA Sports ha aggiunto una seconda pressione del bottone quando ci troviamo in fase di tiro. Indovinando il tempismo del secondo tocco il tiro può acquisire particolare pericolosità, arrivando quindi potenzialmente ad assottigliare le differenze tra un top player e un calciatore normale sotto questo aspetto. Per ovvi motivi, il Timed Finishing è però anche un elemento in grado di danneggiare l'equilibrio del gioco se non bilanciato, diventando perciò uno dei sorvegliati speciali di FIFA 19. Da quanto visto nella demo possiamo dire che ricorrere con successo al Timed Finishing non ci è sembrato una cosa sempre semplicissima, soprattutto mettendo in relazione il rischio che si corre coi benefici realmente ottenibili da esso. Il tempismo richiesto per la seconda pressione è spesso molto elevato, e tiri non realizzati bene col doppio tocco finiscono per diventare matematicamente rasoterra deboli o per essere sparati in curva. Ci è risultato invece più difficile capire il reale impatto nel caso in cui chi ha il controller indovini il tempo della doppia pressione, rendendo quindi obbligatorie le più approfondite sessioni di gioco in sede di recensione per sciogliere definitivamente questi dubbi.

Azioni più credibili

A un livello più generale FIFA 19 prova a dare una maggiore credibilità alle sue azioni, sebbene non rinunci a mostrare tocchi di fino che in una partita reale non sono poi così frequenti. L'intenzione degli sviluppatori è comunque quella di dare una risposta a chi da qualche tempo aveva accusato il brand di essersi allontanato dalla vocazione simulativa sulla quale esso ha basato la sua rinascita. Molta attenzione ci sembra essere stata messa sulla risposta ai comandi da parte dei calciatori, anche grazie al nuovo Active Touch System di cui abbiamo già parlato in passato: grazie a esso le animazioni di ogni situazione di gioco vengono valutate separatamente dalle altre, mettendo quindi a disposizione un set diverso di movimenti possibili a seconda del contesto. Questa caratteristica va ad aiutare anche il sistema di passaggi di FIFA 19, dal quale abbiamo ottenuto sensazioni positive: per sapere se l'odioso ping-pong da parte di altri giocatori umani potrà essere scongiurato bisognerà aspettare il gioco online, ma la maggiore precisione necessaria per effettuare un passaggio ci fa ben sperare. Da questo punto di vista, FIFA 19 ci è sembrato molto vicino a PES 2019: la posizione del corpo rispetto al tocco che si vuole compiere pare essere più rilevante rispetto al passato, rendendo frequenti passaggi troppo deboli nel caso in cui si provi a fare qualcosa di poco realistico. Il discreto numero di squadre giocabili - comprendente le italiane Juventus e Roma oltre a club come Real Madrid, Manchester City e PSG - ci ha permesso di dare un'occhiata al modo in cui esse si comportano sul rettangolo verde, donandoci sensazioni contrastanti. Se da un lato FIFA 19 riproduce bene al suo interno lo stile di gioco delle varie squadre, mettendoci per esempio di fronte a un Atletico Madrid particolarmente attento alla fase difensiva e a un Manchester City dedicato al tiki-taka, proprio la rete di passaggi di quest'ultimo ci è sembrata a tratti quella che nei vecchi FIFA rendeva il gioco contro l'intelligenza artificiale una fonte di notevole stress. Da valutare in occasione della versione finale anche la velocità complessiva di gioco, un pelino troppo alta nella demo per i nostri gusti.

Il massimo dello spettacolo

Sia dal punto di vista contenutistico che da quello tecnico è chiaro che FIFA 19 sarà il più ricco di sempre. La Champions League è solo la ciliegina sulla torta delle tante licenze sulle quali la fatica di EA Sports può contare, compresa quella della nostra Serie A. Nuove modalità di gioco con regole del tutto particolari promettono di aggiungere pepe al già ricco panorama di alternative offerto da FIFA 19, dove tornerà naturalmente anche la modalità Il Viaggio. Nell'assaggio della demo ci è stato mostrato il debutto di Alex Hunter in Champions League col Real Madrid, anche se l'aspetto più interessante sembra quello che ci permetterà di controllare nella versione finale gli altri personaggi Danny Williams e Kim Hunter. Da ottimizzare ancora alcune delle scene filmate che vedono protagonista il buon Alex, dimostratesi un po' incespicanti in termini di fotogrammi al secondo anche su PlayStation 4 Pro. In termini di dettaglio grafico FIFA 19 non delude, perlomeno per quanto riguarda i club mostrati nella demo: le fattezze dei giocatori più famosi sono riprodotte in modo maniacale, rendendoli immediatamente riconoscibili non solo nell'aspetto ma anche nei movimenti e nel comportamento in campo. Senza scomodare il solito Cristiano Ronaldo, provate a guardare come si muove Edinson Cavani per capire di cosa stiamo parlando. Oltre al dettaglio grafico, FIFA 19 ci ha colpiti in termini di fluidità, aspetto in cui il gioco riesce a migliorare sensibilmente il suo predecessore. Sollevano ancora qualche perplessità invece i contrasti e in generale la gestione delle collisioni, sebbene sia evidente il lavoro svolto anche in tal senso. Sorvoliamo per il momento sulla telecronaca visto che nella demo è presente solo quella in lingua inglese, mentre sono già apprezzabili i cori intonati dai tifosi delle varie squadre per supportare il loro undici preferito durante i vari momenti della partita.

FIFA 19 si presenta all'appuntamento con la demo in un'ottima veste, confermando che quest'anno ne vedremo delle belle nel confronto con PES 2019. Per certi versi la simulazione di EA Sports si avvicina a quella di Konami, intervenendo su alcuni elementi che nell'edizione dell'anno scorso erano stati criticati dai giocatori. Su di una parte degli aspetti del gioco resta ancora un punto di domanda, ma è inevitabile considerando anche la tradizionale arretratezza del codice della demo di FIFA rispetto a quanto poi visto nella versione finale. A questo punto, non resta altro che aspettare.

CERTEZZE

  • Il FIFA più completo di sempre
  • Gioco più fluido e realistico
  • Le Tattiche Dinamiche sembrano molto utili

DUBBI

  • Impatto del Timed Finishing da valutare
  • Collisioni ancora migliorabili
  • La demo corrisponde a una build vecchia