GeForce Now, il provato e i primi test dopo il rilascio ufficiale 134

Siamo tornati a provare e a fare qualche test con GeForce Now ora che è ufficialmente disponibile per tutti

PROVATO di Emanuele Gregori   —   08/02/2020

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Di GeForce Now parliamo ormai da anni ad intervalli più o meno regolari. D'altronde si tratta del primo servizio di game streaming lanciato a livello (quasi) globale da Nvidia ormai qualche anno fa, seppure in beta e quindi non accessibile a chiunque. Nonostante possa essere riconosciuto come vero e proprio servizio di cloud gaming, la sua principale caratteristica è quella di non avere uno store dedicato (come accade allo Stadia di Google) ma di collegarsi furbescamente ai propri account di Steam e affini e utilizzare una macchina remota per avviare ed elaborare i giochi al posto nostro. Come vedremo questo elemento è croce e delizia di un sistema che, dopo anni di prove, viene lanciato in sordina ma prova a spaccare il mercato, con un'offerta interessantissima ed economica.

La comodità del Cloud Nvidia

Da quando lo scorso marzo Google ha presentato Stadia, la propria piattaforma di cloud gaming con tanto di store e abbonamento dedicato, il mondo intero ha preso visione di una tecnologia in realtà in sviluppo e test da diversi anni. Nei prossimi giorni vi forniremo anche delle considerazioni approfondite sul confronto tra questa piattaforma e il GeForce Now di Nvidia, ma sempre consapevoli delle enormi differenze tra l'una e l'altra.

Ciò che ci preme far arrivare oggi sono le nostre considerazioni a caldo su queste primissime ore di apertura al pubblico per il servizio della nota casa produttrice di schede video. Proviamo a fare intanto chiarezza sul modello di business e sulla fruizione dell'apparato. GeForce Now si presenta sul mercato con due diversi piani, uno gratuito (insperato da molti) e uno premium. Le tre differenze sostanziali si possono ridurre alla necessità degli utenti del primo di riavviare le proprie sessioni di gioco ogni ora, alla possibilità di incappare in problematiche di coda per entrare in possesso della propria "macchina" e alla mancanza del supporto per l'RTX sui giochi che lo supportano Niente 4K neanche per il premium quindi, dimostrando la volontà di Nvidia di restare ancora fedeli a quel 1080p che per tanti giocatori è ancora oggi la definizione standard e quella più che sufficiente. Attualmente e per un periodo di tempo limitato, chi effettuerà l'upgrade alla versione premium verrà insignito della nomenclatura "Founder", ricevendo uno sconto per i primi dodici mesi che riduce il costo a 5.49€. Come se non bastasse, se siete stati già utenti della beta appena conclusasi, avrete diritto ai primi tre mesi di premium gratuito. Tutti elementi più che sufficienti a stuzzicare la curiosità dei giocatori.

Esperienza di streaming

Nonostante tutte le chiacchiere tecniche, il fulcro del test resta l'esperienza di gioco: la possibilità concreta di avere la propria offerta di gaming casalingo ovunque e in qualsiasi situazione. Questa mission, ad onor del vero, non è quella dalla quale nasce il concetto stesso di cloud. A differenza di quel che è facile pensare, la "nuvola" dovrebbe essere utile ad usufruire di un certo servizio senza la necessità di un hardware adeguato e, solo successivamente, trasformarsi anche in un paradiso del videogiocatore in mobilità. Nonostante questo, GeForce Now arriva sul mercato con la possibilità di essere usufruito indipendentemente su PC, Mac, dispositivi Android e anche sulla proprietaria Nvidia Shield TV. Resta fuori attualmente tutto il mondo iOS e quindi iPhone e iPad, con la speranza che un giorno possa essere estesa anche a tutti quei milioni di utenti, un po' come accaduto in ritardo con lo steam link di Valve.

Per quanto riguarda la facilità e l'esperienza d'uso sulla Shield TV ci riserviamo di poterla testare nelle prossime settimane per darvi un giudizio, limitandoci (si fa per dire) a tutte le altre piattaforme. Chiunque abbia letto i passati speciali dedicati a GeForce Now sa bene come dal canto nostro abbiamo sempre elogiato le possibilità elargite da un servizio che si aggancia alle proprie librerie esistenti, nonostante questo generi ovviamente dei pruriti dal punto di vista della sicurezza e del login. Allo stesso tempo non ci siamo mai sentiti davvero sicuri nei confronti dell'offerta di Nvidia, proprio a causa di una serie di problematiche che lasciavano spazio a diversi dubbi, primo fra tutti l'input lag generato e l'instabilità della connessione, eventi stranamente presenti anche usufruendo di linee in fibra ottica più che sufficienti per i dati richiesti dalla casa madre. A distanza di mesi e dopo questo lancio senza troppi proclami, ci è sembrato quindi difficile attendersi grandi passi avanti. Abbiamo quindi approcciato il servizio con la convinzione che tanto lavoro fosse ancora da fare, rimanendo piacevolmente sorpresi di fronte ai risultati.

Nel corso dei giorni abbiamo testato GeForce Now per diverse sessioni sia su PC che su Mac, riuscendo in entrambi i casi a giocare a qualsiasi titolo a 1080p e almeno 60fps, compresi anche quei giochi che attualmente sfruttano la tecnologia RTX di Nvidia. Mai ci è capitato di disconnetterci e solo sporadicamente i giochi hanno lamentato qualche micro scatto dovuto all'instabilità della banda. Questa notizia potrebbe risultare grandiosa anche e soprattutto per quegli utenti Apple che, per motivi più o meno validi, non usufruiscono di PC da gaming e che da ora possono sentirsi parte dello stesso ecosistema senza dover creare strane partizioni sulla propria macchina.

Le stesse impressioni, anzi ben più impattanti, son quelle derivate dai test su un dispositivo Android. Nello specifico noi abbiamo utilizzato un Pixel 3a XL che si è comportato più che egregiamente. Una volta scaricata l'applicazione dedicata dal Play Store è stato sufficiente loggare con i propri dati ed in un secondo si viene ricondotti alla propria libreria. Volendo giocare con un titolo presente su Steam, l'applicazione di Valve entra automaticamente in modalità Big Picture (quella sviluppata pensando all'utilizzo agevolato per un pad) ed è possibile lanciare qualsiasi titolo si voglia, sia collegati in Wifi che tramite la connessione del proprio cellulare. Per quanto riguarda quest'ultimo caso ci ha sorpresi vedere come giochi del calibro di Batman: Arkham Knight e Wolfenstein: Youngblood non risentissero minimamente dei limiti di una connessione dati del telefono, riuscendo a giocare con grande tranquillità ad ognuno di essi. A concludere l'ottima esperienza tramite cellulare ci pensa il perfetto supporto di Android per quasi ogni pad sul mercato (purché provvisto di Bluetooth). Noi abbiamo sfruttato un Dualshock 4 trovandoci benissimo e arrivando addirittura a navigare tra i menù dello stesso telefono tra una sessione e l'altra.

Ciò che ancora oggi continua a non convincerci del tutto è l'immediatezza del sistema. Tralasciando il mancato supporto di alcuni titoli, è proprio la necessità obbligata di login ad ogni singola sessione (con conseguente richiesta di steam guard o autenticazioni affini) che rende macchinoso l'utilizzo del servizio e difficilmente spinge l'utente all'uso quotidiano a meno di necessità specifiche. Questo si traduce nell'utilizzo principalmente legato agli spostamenti o a macchine tecnicamente molto arretrate che, come per magia, si trasformano in un attualissimo PC da gaming. Per quanto straordinariamente positivo, questo elemento decreta anche la difficile sostituzione totale (almeno attualmente) del cloud nei confronti del gaming classico, se così vogliamo chiamarlo. Non possiamo però nascondere un velo di soddisfazione quando un pc portatile con dieci anni sulle spalle e un hardware ridicolo si rivela capace di ritrasmettere ai nostri occhi un gioco come Metro Exodus al massimo della qualità e con Ray Tracing attivo.

D'altronde sono questi i momenti nei quali ci rendiamo davvero conto che il cloud è il futuro, a prescindere da quanto davvero ci vorrà e dalle problematiche derivanti da queste benedette connessioni, la tecnologia che lo alimenta è ancora oggi tra le più avveniristiche e totalizzanti che il mercato sta pian piano donandoci.

Nei prossimi giorni torneremo ancora a parlare di GeForce Now, di Google Stadia e del futuro di questi servizi. Per ora il consiglio resta quello di provare, anche solo grazie alla possibilità di usufruirne gratuitamente, così da rendersi conto delle sensazioni positivamente stranianti che il cloud è in grado di generare.

Dopo anni di attese e prove, GeForce Now non arriva per primo sul mercato del cloud gaming ma lo fa in maniera esplosiva. È difficile oggi dare un giudizio definitivo su un servizio che deve crescere, così come il mercato che lo caratterizza. Allo stato attuale parliamo probabilmente del miglior modo per usufruire della propria libreria Steam (e non solo) ovunque vogliamo e con più o meno qualunque macchina. Se è vero che il futuro è in cloud, Nvidia ci spinge con forza con un piede verso quel futuro e noi gliene siamo grati.

CERTEZZE

  • Modello di business invitante
  • Possibilità di usufruire delle proprie librerie
  • Ottima rapporto qualità/banda

DUBBI

  • La mancanza del 4K può far storcere il naso a quell'1% degli utenti
  • La necessità del login e dell'installazione remota, per quanto ovvia, uccide l'immediatezza
  • Manca il supporto ad iOS