God of War raccontato attraverso i concept art 21

Inizia una nuova rubrica in pillole dedicata ai concept art dei videogiochi e alle loro fasi di sviluppo, tra curiosità ed illustrazioni: cominciamo col primissimo God of War.

VIDEO di Giordana Moroni   —   02/04/2019

A volte basta un singolo sguardo per riconoscere un videogioco: un colpo d'occhio veloce per catturare alcuni dettagli che rendono quel titolo iconico. Eppure questi dettagli, così impressi nella nostra esperienza videoludica, molto spesso sono frutto di lunghi studi, ripensamenti, di illustrazioni disegnate, cancellate e rifatte. Insomma, le idee iniziali difficilmente corrispondono al prodotto finito e per questo motivo abbiamo deciso di inaugurare una nuova serie di video, brevi pillole dove in ogni episodio, attraverso illustrazioni e concept art, vi raccontiamo alcune curiosità sui videogiochi più famosi, iniziando da God of War. Nel video contenuto nell'articolo potrete vedere bozzetti e studi che mostrano le idee iniziali che gli sviluppatori ebbero per il gioco.

Il God of War che tutti abbiamo giocato nel 2005 non fa eccezioni e prima di ottenere il risultato finale che tutti conosciamo, David Jaffe, game director e lead designer del gioco, e il team di Santa Monica Studios vagliarono numerose idee. Un lungo studio fu fatto infatti sul protagonista e i suoi nemici. Inizialmente Kratos doveva indossare un'armatura: purtroppo PlayStation 2 non disponeva di tutta la potenza necessaria a renderla abbastanza realistica, così il fantasma di Sparta dovette rinunciare alle preziose vesti. Inoltre gli sviluppatori si resero conto che più pezzi di abbigliamento e accessori venivano rimossi più il personaggio appariva brutale ed animalesco.

Stessa sorte toccò alle Gorgoni che, a causa dei limiti di PlayStation2, passarono dall'essere alte e longilinee a creature mezzo-serpente: il problema erano le animazioni troppo complesse dei nemici dove risultava impossibile animare contemporaneamente tutte le parti dei mostri. Per semplificare il modello furono rimossi gambe e piedi in favore di una lunga coda da serpente.
Alcuni bozzetti mostrano Kratos portare con sé un neonato avvolto in un fagotto. L'idea primordiale di conferire un ruolo paterno a Kratos c'è sempre stata ma ai tempi si preferì optare per un background più tragico per il personaggio. Alla fine anche questa idea ha trovato una concreta realizzazione ma nel capitolo del 2018.

Una volta delineata la silhouette di Kratos vennero scelti i colori dei suoi tatuaggi che dovevano essere blu. Nessuno in Santa Monica si accorse dell'incredibile somiglianza con il Barbaro di Diablo 2 fino a che un giorno non venne fatto notare a tutto lo studio. "Puoi scommetterci che lo cambieremo!" rispose Jaffe.
Infine, dando uno sguardi alla versione localizzata, nel libretto delle istruzioni italiano vengono mostrati alcuni tra i nemici più comuni del gioco: interessante notare come per le Gorgoni fu scelta un'immagine appartenente ai concept iniziali e non la versione finale dei nemici presente del gioco.

Avete trovato interessante questa pillola di curiosità su God of War? Fatecelo sapere nei commenti e non dimenticatevi di dare uno sguardo al video contenuto nell'articolo!