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Il drago sulla pelle, il significato dei tatuaggi nella serie Yakuza

A un passo dall'arrivo di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties, il nuovo remake della serie Like a Dragon, analizziamo il modo in cui i tatuaggi definiscono i suoi protagonisti.

SPECIALE di Fabio Di Felice   —   05/01/2026
L'iconico tatuaggio di Kazuma Kiryu, protagonista della serie Yakuza
Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties
Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties
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C'è un momento in tutti i capitoli della serie Yakuza (o Like a Dragon, se ci si riferisce ai capitoli più recenti), nel quale i protagonisti si afferrano la spallina sinistra del loro elegante completo e, con un solo iperbolico movimento, si strappano via giacca, camicia e cravatta. È un momento catartico nel quale al videogiocatore è richiesto di sacrificare un po' il realismo della scena (ma tanto sa che dovrà farlo spesso nel corso dell'avventura), e in cambio gli si regala un attimo di meraviglia. Sì, perché quando i completi partono e vengono lanciati via come una maschera che finalmente svela l'identità del personaggio, ciò che ci si trova davanti agli occhi è solitamente un pezzo d'arte da togliere il fiato: un tatuaggio che adorna la schiena dei protagonisti.

L'arte del tatuaggio in Giappone si chiama irezumi (入れ墨), e si traduce come "inserire l'inchiostro". È molto diversa dai tatuaggi che vengono effettuati in occidente, dove l'utilizzo delle macchinette elettriche è ormai lo standard per la pratica del disegno sul corpo. In Giappone è ancora in voga, presso i - pochissimi - artigiani del tatuaggio, la pratica di legare dei manici di legno a degli aghi di metallo. Il processo è infatti molto più lungo, doloroso e costoso della pratica comune che è divenuta da noi il tatuaggio. Inoltre, solo negli ultimi anni si sta sciogliendo la concezione di quest'arte come prettamente legata alla criminalità organizzata, dal momento che nel periodo Edo, attraverso la pratica dell'irezumi kei, si considerava la marchiatura come una punizione penale. Per questo motivo i criminali venivano segnati, resi visibili, immediatamente individuabili.

All'apice del combattimento, il reveal del tatuaggio è d'obbligo per i personaggi di Yakuza
All'apice del combattimento, il reveal del tatuaggio è d'obbligo per i personaggi di Yakuza

Anche se la modernità sta spingendo sempre di più per entrare nel modo di pensare giapponese, quella dell'irezumi è ancora una pratica che viene perlopiù accomunata alla criminalità. Persino in metropoli ultra globalizzate come Tokyo, in alcuni ambienti come le onsen (i bagni termali), è ancora vietato entrare se si hanno dei tatuaggi, a meno di coprirli con dei cerotti. In Yakuza, però, ne vediamo moltissimi: praticamente ogni personaggio porta sulla schiena un'opera d'arte che ne svela l'identità più profonda, le sue ambizioni, i suoi desideri.

Kazuma Kiryu, il drago ascendente

La leggenda di Kazuma Kiryu ha un nome ben preciso, che tutti nel mondo della criminalità organizzata giapponese - e non solo - hanno sentito nominare: Dojima no Ryu (堂島の龍), il drago di Dojima. Il soprannome arriva dalle sue imprese nella famiglia Dojima del clan criminale Tojo, ma anche dalla sua forza, dalla sua possanza e dalla grandezza delle sue azioni. Ovviamente anche dall'enorme drago che Kiryu porta sulla schiena. Si tratta di un drago nello stile nobori-ryu (昇り龍), ovvero che ascende, che si muove verso l'alto, verso il cielo. Probabilmente appena dopo la trasformazione che da carpa koi lo ha reso "come un drago". Quello di Kiryu è il tatuaggio più esplicito dell'intera serie, il meno ambiguo, quasi a voler rendere immediatamente leggibile il suo ruolo al videogiocatore. Il drago è infatti una delle creature leggendarie più comuni negli irezumi, proprio per i messaggi impliciti che comunica: forza, coraggio, determinazione, ma anche un grande conflitto interno.

I draghi rappresentano infatti anche il concetto di yin e yang, la battaglia tra la luce e l'oscurità, due forze che lottano costantemente nella mente e nel cuore di Kazuma Kiryu, da sempre diviso tra il suo personale e inflessibile codice morale e il fosco mondo della mafia giapponese. Kiryu è un uomo gentile e caparbio, che però deve avere a che fare con l'immancabile violenza generata dal suo ruolo nella yakuza. Così è anche il drago: una creatura benevola, che protegge l'umanità, ma dotata di una forza spaventosa. Il drago tatuato sulla sua schiena stringe tra gli artigli una perla bianca, simbolo di equilibrio nella cultura giapponese. Al suo interno è inciso in bonji, ovvero in sanscrito, un simbolo che rappresenta l'anno della Scimmia, come il 1968, anno di nascita di Kiryu.

Goro Majima, il demone malinconico

Enigmatico e imprevedibile, chiunque abbia giocato Yakuza 0 conosce la tragica vicenda che ha trasformato l'eccentrico Goro Majima nel temutissimo "cane pazzo di Shimano". Il suo personaggio è pieno di sfaccettature, alcune volte perfino in contrasto le une con le altre, tanto da renderlo senza ombra di dubbio uno dei personaggi più affascinanti e sorprendenti della serie. Dopo molti anni, Majima ha ancora da dire, al punto da meritarsi degli spin off tutti suoi, come il recente Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii. Il suo tatuaggio, la maschera dell'Hannya, rispecchia proprio questa sua imprevedibilità. La maschera era utilizzata nel Teatro Nō, e si dice che avesse diverse espressioni a seconda di come veniva inclinata: se la si teneva dritta appariva arrabbiata, ma quando veniva leggermente abbassata, allora diventava triste. Per questo motivo si diceva che l'Hannya - uno spirito vendicativo femminile costretto a trasformarsi in demone per il dolore patito - risultasse allo stesso tempo spaventoso e malinconico. Due nature in contrasto, proprio come Kiryu, questo li rende personaggi diversi eppure simili, e difatti li lega uno strano rapporto.

Il demone malinconico di Goro Majima
Il demone malinconico di Goro Majima

Il tatuaggio di Majima rappresenta inoltre due serpenti bianchi che strisciano sulle spalle e sul petto dello yakuza. Nella leggenda, i serpenti sono ritenuti messaggeri degli dei, e quelli bianchi in particolare della dea Benzaiten, figlia di un re drago e dispensatrice di saggezza e longevità. I serpenti infatti sono associati all'immortalità, alla rinascita e alla trasformazione, per via della loro caratteristica muta della pelle. I rettili escono dal letargo in primavera, ed ecco spiegati i fiori che ricoprono il resto della pelle di Goro Majima. Il contrasto tra l'eternità del serpente e l'effimera bellezza dei fiori di ciliegio sottolinea ancora una volta i contrasti di cui vive questo splendido personaggio.

Akira Nishikiyama, la Koi che punta al cielo

Il miglior amico di Kazuma Kiryu ha tatuato sulla schiena un simbolo che rappresenta in pieno la sua storia personale e la sua sfrenata ambizione. Secondo la leggenda cinese, le carpe koi (o nishikigoi, da qui nasce probabilmente il soprannome del personaggio) nuotano risalendo la corrente del Fiume Giallo con un unico obiettivo: superare la temuta Porta del Drago di Longmen. In poche ci riescono, ma coloro che ce la fanno vengono ricompensate da un prodigio che le trasforma in un drago. Per questo motivo la carpa simboleggia una fortissima determinazione e una cieca ambizione verso il successo. Due caratteristiche che definiscono il carattere di Akira Nishikiyama, disposto a tutto pur di arrivare al potere.

La koi simbolo di determinazione e di ambizione
La koi simbolo di determinazione e di ambizione

Quello di Nishiki è un carattere che alterna luci e ombre, abbiamo imparato a conoscerlo molto bene in Yakuza 0 e in Yakuza (così come ovviamente nel remake Yakuza Kiwami): capace di dimostrare una devozione incrollabile all'amicizia che lo lega a Kiryu, ma anche di soccombere alla seduzione del potere. Nel suo tatuaggio la carpa nuota verso l'alto, il suo testardo obiettivo è quello di risalire la corrente del fiume, non importa quanto questa possa cercare di trascinarlo verso il basso. La sua è una carpa con pinne bianche e squame rosse: rappresenta la passione, l'amore intenso, ma anche il potere, la forza e il coraggio. Perfino il coraggio di tradire se stessi di fronte all'implacabile scorrere del fiume.

Ichiban Kasuga, il drago in trasformazione

Quando Ryu Ga Gotoku Studio ha pensato di cambiare protagonista in Yakuza: Like a Dragon, lo ha fatto anche perché serviva un personaggio che, a differenza di Kiryu, potesse offrire un avvenire all'interno e all'esterno della yakuza. Le leggi anti yakuza del 2011 in Giappone avevano dato un duro colpo alla mafia, e poi Kiryu era già stato protagonista di tante storie. Il suo destino sembrava ormai essere chiaro dopo aver superato i cinquant'anni. Serviva un protagonista più giovane, che avesse margine di manovra per decidere il suo destino, e forse anche per slegarlo una volta per tutte dalla yakuza.

Quando la koi si trasforma in un drago, nulla può fermarla
Quando la koi si trasforma in un drago, nulla può fermarla

Il tatuaggio di Ichiban Kasuga rappresenta proprio questo: una carpa koi nel bel mezzo del processo di trasformazione in drago. Questo stadio mediano si chiama ryūgyo (龍魚), e combina i tatuaggi di Kazuma Kiryu e di Akira Nishikiyama, pur apparendo sulla schiena di un personaggio molto diverso da entrambi: Ichiban è buono e leale, ma manca dell'ambizione dei due protagonisti dei primi Yakuza. È un disilluso e allo stesso tempo un sognatore, è uno che viene usato dal potere piuttosto che ambire a ottenerlo. E soprattutto è la promessa contenuta nel suo tatuaggio ad ammaliare il videogiocatore: la forza di nuotare controcorrente, il superamento di ogni ostacolo, l'eterno divenire della trasformazione in drago. È proprio il concetto di trasformazione a spiccare: il cambio di protagonista della serie, ma anche il cambiamento in atto in tutto il Giappone nei confronti della yakuza.

Ryuji Goda, l’unico vero drago

Il tatuaggio di Ryuji Goda è stato ideato come un guanto di sfida al Drago di Dojima. È un'altra leggenda, infatti, quella che esce fuori dalle spire della creatura che appare sulla sua schiena: più grande, più minacciosa e più aggressiva di quella di Kazuma Kiryu. Nella mitologia cinese si chiama Huang Long ed è il drago dorato che governa su tutte le altre divinità. Rappresenta la volontà di Ryuji Goda di regnare non solo al vertice della criminalità organizzata della regione dov'è nato e cresciuto, e in cui ha imposto la sua potenza, ma in tutto il Giappone. Le sue gesta gli sono valse un titolo che lui disprezza: Kansai no Ryu (関西の龍), il Drago del Kansai, ma per Goda c'è spazio per un solo drago. E lui intende diventarlo.

Per Ryuji Goda può esistere un solo drago
Per Ryuji Goda può esistere un solo drago

Non è un caso che il giallo, il colore che Goda ha scelto per il suo drago, sia quello del sole e dell'imperatore. La sua ambizione è sconfinata, così come la rivalità che ha instaurato con Kiryu. Il suo obiettivo è sconfiggerlo per dimostrare a tutti che la sua potenza è senza pari. Nonostante il suo proposito spietato, Ryuji è un avversario leale, con un senso di giustizia decisamente spiccato. Crede che la forza sia l'unica caratteristica che dia il diritto di governare sugli altri, ma non è privo di onore.

Daigo Dojima, il sovrano illuminato

Proprio come Ryuji, anche Daigo è un leader, ma la sua arma non è la forza, bensì la saggezza. Il dettaglio che attira subito l'attenzione di chi osserva la rappresentazione di Fudo Myo-oh sulla schiena di Daigo Dojima è il drago che avvolge la sua spada. È una storia nota quella di questa manifestazione del Buddha Dainichi: con la sua spada dal nome kurikara è in grado di soggiogare i demoni, e quando la lama non è abbastanza per scacciare i nemici più ostinati, Fudo Myo-oh può trasformarsi in un drago, avvolgere la lama e caricarla di un'energia benevola talmente potente da esorcizzare il male. Nella storia di Yakuza, quel drago che avvolge il simbolo di potere del Buddha potrebbe perfino rappresentare Kiryu e la sua guida, sempre presente per Daigo.

La guida spirituale di Daigo Dojima
La guida spirituale di Daigo Dojima

Fudo Myo-oh è uno strenuo difensore della fede buddista, viene definito anche il Re della Saggezza Immobile. Viene rappresentato seduto su una pietra, che sta a significare la sua fede inamovibile. Il suo sguardo furioso spaventa coloro che deviano dagli insegnamenti del buddismo, e nella sua mano sinistra tiene stretta una corda che gli serve proprio per imprigionare il male. Le fiamme che lo avvolgono rappresentano la sua passione e la sua energia, e gli conferiscono un'aura naturale da guida e saggio.

Taiga Saejima, la tigre tra il bamboo

Alcune persone hanno il loro destino scritto nel nome, e così è per Taiga, il cui nome sembra la pronuncia giapponese della parola inglese "tiger". Sebbene il kanji giapponese per tigre sia tora (虎), e il nome di Taiga Saejima si scriva con altri caratteri ancora (大河, come corrente, fiume), è il suono della parola a legarlo al suo destino: sull'enorme schiena di Taiga, che si è sempre distinto per la sua possanza fisica, campeggia una tigre ruggente. La tigre è l'unico animale nella mitologia cinese a poter tener testa al dragone: rappresentano due tipologie di potere, egualmente terribili ed egualmente leggendarie. In Giappone, infatti, le prime storie legate alle tigri arrivarono proprio dalla Cina e, dal momento che le tigri non sono presenti naturalmente nel territorio giapponese, si credeva che quella creatura fosse un mito proprio come il drago.

La tigre è l'unico animale leggendario che può tener testa al dragone
La tigre è l'unico animale leggendario che può tener testa al dragone

La tigre è simbolo per eccellenza di grazia: in Giappone c'è un detto, e cioè che solo una tigre sa muoversi a suo agio in una foresta di bamboo. L'animale è accostato alla leadership, alla forza e al coraggio. Sul tatuaggio vediamo proprio delle piante di bamboo, che è solitamente associato alla flessibilità, ma anche alla resistenza. Concetto che torna nell'immagine della roccia su cui la tigre si erge, un elemento proprio della terra che rappresenta la fermezza di spirito e la testardaggine. Infine, le foglie d'erba che concludono il disegno sono chiamate sasa (笹), e sono un'associazione diretta alla famiglia Sasai, da cui Taiga proviene.

Yoshitaka Mine, il bambino prodigio

L'avversario di Kiryu in Yakuza 3, e protagonista del nuovo spin off Yakuza 3 Kiwami & Dark Ties, ha un kirin disegnato sulla schiena. Nonostante venisse erroneamente scambiato per una tigre, per via dei colori che richiamano quelli del felino, questa creatura leggendaria combina elementi provenienti da diversi animali, un po' come la chimera nella tradizione occidentale: la testa da drago, gli zoccoli da equino, la criniera di un leone, le corna di un cervo e il corpo squamato di una carpa. Quello che Yoshitaka Mine porta sulla schiena è una creatura dorata e regale, simbolo di leadership e ricchezza. L'oro e il giallo sono i colori del cielo, e le nuvole che avvolgono il kirin rimandano al regno degli dei.

Il kirin è una creatura leggendaria che proviene dal regno degli dei
Il kirin è una creatura leggendaria che proviene dal regno degli dei

Secondo la leggenda, i kirin sono creature benevole, proteggono i bambini, e sono un segno che preannuncia l'arrivo di sovrani gentili e giusti. Un paradosso, visto e considerato il ruolo di Mine in Yakuza 3. In particolare, il tatuaggio di questo personaggio ha altri due significati nascosti. Il primo è l'ovvia somiglianza con il nobori-ryu di Kazuma Kiryu: le teste di drago puntano verso il cielo, anche se in direzioni diverse. Il secondo è l'utilizzo della parola kirin nel termine kirin-ji (麒麟児), che si traduce letteralmente come "bambino prodigio", e che sta a significare l'innata genialità di Yoshitaka Mine. Anche Mine, proprio come Taiga, ha il proprio destino scritto sulla pelle.