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A Mestre apre PLAYERS, la mostra di M9 sui videogiochi con cabinati e console da giocare

La mostra curata da Fabio Viola racconta il videogioco in tre sezioni, #Play, #Watch e #Create, e dialoga con Giocare all'italiana, il percorso sul giocattolo del Novecento al piano di sotto.

SPECIALE di Luca Forte   —   15/10/2026
I cabinati presenti nella sezione 'Play' della mostra Players

Il Museo del '900 di Venezia Mestre ha inaugurato il 13 ottobre PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società, una mostra dedicata al videogioco come linguaggio culturale e fenomeno sociale, specchio di una società che cambia. Aperta al pubblico dal 14 ottobre, la mostra resterà visitabile fino al 14 febbraio 2027 al terzo piano del museo, che contemporaneamente ospita Giocare all'italiana, una mostra sul giocattolo del Novecento allestita nella collezione permanente.

La curatela è di Fabio Viola, docente e game designer, con Michelangela Di Giacomo, Giuseppe Cosenza e Damiano Bordoni. Il percorso mette i visitatori davanti a cabinati d'epoca e console giocabili, con postazioni interattive in ogni sezione.

Noi abbiamo avuto modo di visitare il museo prima della sua apertura, oltre che di poter avere lo stesso Viola come Cicerone d'eccezione, una cosa che ci ha consentito di scoprire meglio la filosofia dietro l'iniziativa.

Giocare all'italiana: il giocattolo del Novecento nei primi due piani

Come detto, prima di arrivare al terzo piano si attraversa la collezione permanente, dove per tutta la durata di PLAYERS è visitabile Giocare all'italiana. Il sottotitolo è Storia, costume e società attraverso il giocattolo del Novecento: il tema è il gioco prima dell'elettronica, con i giocattoli letti come testimonianze dei cambiamenti del Paese. A curarla sono la direttrice Serena Bertolucci e Giuseppe Saccà, curatore di M9. Il percorso parte da un'infanzia ancora legata al mondo contadino e artigianale, con giochi di legno, latta, stoffa e carta.

L'esterno del museo M9 di Mestre
L'esterno del museo M9 di Mestre

Si passa poi per i soldatini e le divise in miniatura del Ventennio, per le plastiche colorate e le Vespe e Lambrette a molla del boom economico, per televisione, fumetti e figurine. Ci sono anche i ruoli di genere riflessi nei giochi e gli spazi della socialità: la strada, il cortile, la tavola di casa. L'ultimo capitolo, con il Sapientino e l'elettronica educativa tra anni Settanta e Ottanta, racconta gli ultimi giochi prima dell'arrivo del videogioco. Gli oggetti arrivano da collezioni private, dagli archivi della Direzione Regionale Musei Nazionali Veneto del MiC, dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dal Museo Veneto del Giocattolo di Padova, da Creature di Gomme, Venice Vintage Toys, Clementoni e Dal Negro.

Il videogioco come lente sul Novecento

L'idea di fondo, secondo i curatori, è raccontare la memoria del Paese attraverso il gioco. Il videogioco esiste da quasi settant'anni, è nato come esperimento tecnologico e si è evoluto fino a diventare un medium di massa, quella che molti chiamano la decima forma d'arte. È spesso anche il settore in cui la tecnologia arriva per prima, ma non solo. Dietro ogni titolo importante c'è il lavoro di centinaia di persone impegnate per mesi o anni su una sola opera e queste lavorano per creare musiche, quadri, storie, oltre che per compilare del codice. Vincenzo Marinese, presidente della Fondazione di Venezia, ha ricordato inoltre che il videogioco è l'unica forma ludica nata nel Novecento.

I curatori della mostra
I curatori della mostra

A fare da eco al presidente c'è Fabio Viola, che nel 2022 aveva già curato con Guido Curto la mostra Play. Videogame arte e oltre alla Reggia di Venaria, che ha definito il videogioco "non un semplice intrattenimento, ma un linguaggio capace di attraversare la scienza, l'arte e la vita quotidiana di intere generazioni".

#Play: dai prototipi universitari a PlayStation 5

La prima sezione ripercorre la storia del videogioco come mezzo e pratica sociale, dagli esperimenti sui primi calcolatori alle console che oggi stanno nei salotti. Tra i titoli giocabili ci sono i prototipi nati in ambito universitario negli anni Cinquanta e Sessanta, i giochi Atari degli anni Settanta, i cabinati arcade, Super Nintendo e Sega Mega Drive, le console delle camerette degli anni Novanta. Non mancano pezzi curiosi, come la prima console prodotta in Italia dalla Zanussi, o alcuni dei cabinati più amati di tutti i tempi, come NBA Jam, Mortal Kombat o Dance Dance Revolution, tutti utilizzabili gratuitamente.

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L'area dedicata al presente ospita anche delle PlayStation 5 con una selezione di giochi curata da Sony e delle Switch 2 con Mario Kart e Donkey Kong. L'allestimento rimette in scena i luoghi del gioco, dalle sale giochi agli spazi domestici, con cabinati storici originali come Computer Space (1971) e Pong (1972) e un raro cabinato di Dragon's Lair.

#Watch: cinema, eSport e streaming

#Watch tratta il videogioco come spettacolo: si guarda oltre che si gioca. Il medium si fonde con cinema e narrazione e non richiede più di avere il controller in mano per essere vissuto: si va quindi dalle esperienze di stampo cinematografico di Quantic Dream, alla fruizione dei videogames attraverso internet, grazie ai creator come Favij o agli esport.

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La sezione, attraverso un filmato mandato in loop, tocca sequenze cinematografiche, walking simulator, fotografia virtuale, gli eSport e la cultura dello streaming. Ma non mancano anche cimeli di valore, come quelli che riguardano Dragon's Lair, Detroit: Become Human, Limbo, Death Stranding, Ico e Shadow of the Colossus.

#Create: interviste a Sid Meier, Yuka Kitamura e Jon Wilcox

L'ultima sezione della mostra è creare, e #Create racconta come nasce un videogioco e quali figure professionali ci lavorano. Le interviste sono state girate apposta per la mostra: Sid Meier, creatore di Civilization, parla dalla California, la compositrice Yuka Kitamura, autrice delle musiche di Elden Ring, da Tokyo, Jon Wilcox, legato al team di sviluppo di Worms di Team17, dal Regno Unito. Ciascuno ha messo a disposizione anche oggetti originali.

Sid Meier è tra i protagonisti della sezione #Create
Sid Meier è tra i protagonisti della sezione #Create

La sezione mostra poi come il videogioco si sia democratizzato: gli strumenti odierni permettono a chiunque di progettare livelli, mondi e regole, cancellando il confine tra chi gioca e chi crea. Dietro un muro, per provare in prima persona queste esperienze, si trovano PC e console con software del calibro di Super Mario Maker, Dreams e Minecraft.

Allestimento e prestatori: ambienti immersivi e pezzi inediti

Il progetto espositivo è dell'architetto Valentina Babolin e del multimedia designer Vinicio Bordin, che leggono l'immaginario pop in chiave contemporanea. All'allestimento tradizionale affiancano ambienti immersivi che uniscono linguaggi architettonici, grafici e multimediali, così che ogni sala offra un'esperienza diversa.

Lucca Comics & Games ha prestato il calco della mani di Hideo Kojima (e non solo) per la mostra
Lucca Comics & Games ha prestato il calco della mani di Hideo Kojima (e non solo) per la mostra

Accanto a cabinati e console sono esposti pezzi mai mostrati prima al pubblico, prestati da Arcade Story, elettroLudica, Lucca Comics & Games, Museo della Cultura Pop, Museo Nazionale del Cinema, Nintendo Italia e Sony Interactive Entertainment Italia.

Jimmy, la sedia verticalizzante per visitare la mostra in piedi

Per due venerdì al mese i visitatori con disabilità potranno usare Jimmy, lo standing wheelchair progettato dall'azienda veneziana Bemoove. È il primo uso di una sedia verticalizzante in un museo e permette di muoversi in autonomia in posizione eretta, visitare la mostra e soprattutto giocare ai cabinati che, altrimenti, sarebbero fuori della portata di coloro che sono costretti in carrozzina.

Jimmy, lo standing wheelchair, in azione
Jimmy, lo standing wheelchair, in azione

La mostra è pensata per appassionati di lunga data, Gen Z, famiglie e semplici curiosi, ed è proposta anche alle scuole: il catalogo M9 Edu 2026-2027 comprende sei nuovi percorsi dedicati al valore educativo del videogioco. "Una delle domande che mi fanno ancora troppo spesso", dice Viola, "è se i videogiochi facciano male". E anche per superare questo genere di preconcetto che una mostra del genere è stata pensata.

Orari e informazioni per visitare PLAYERS

M9 è in via Giovanni Pascoli 11, a Venezia Mestre. Il museo è chiuso il lunedì e il martedì: da mercoledì a venerdì apre dalle 10 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con la biglietteria che chiude mezz'ora prima. I biglietti per PLAYERS si acquistano online su MidaTicket, mentre l'ingresso è gratuito e illimitato per i titolari di M9 card.

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Siamo stati invitati a Mestre a visitare il museo prima dell'apertura al pubblico.
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