Mega Drive Mini: provato, impressioni e dettagli sulla mini console SEGA 76

SEGA si è presa un intero anno per riprogettare da zero il suo Mega Drive Mini, ma quella in arrivo a settembre sembra già migliore di qualsiasi altra mini console prodotta finora.

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   31/03/2019

Indice

Lo scorso anno, SEGA avrebbe dovuto festeggiare il trentesimo anniversario dello storico Mega Drive lanciando sul mercato il Mega Drive Mini, una nostalgica riproduzione in miniatura sulla scia di SNES Classic Mini, PlayStation Classic e Neogeo Mini. Eppure, la presentazione dell'hardware al SEGA Fes 2018 venne accolta con estremo scetticismo quando i fan vennero a sapere che nella produzione era coinvolta AtGames, azienda che negli anni si è guadagnata una pessima fama a causa di un gran numero di mediocri riproduzioni delle console Sega, tra cui l'infausto Genesis Flashback. Così, anziché proseguire lungo quella strada e produrre un hardware mediocre e che avrebbe scontentato i fan, SEGA ha deciso di ripartire dal via e prendersi il tempo necessario a realizzare un Mega Drive Mini in grado di rendere davvero onore alla sua indimenticabile console a 16 bit. "Abbiamo cambiato tutto", ci ha detto Hiroyuki Miyazaki, division manager e responsabile del progetto. Lo abbiamo incontrato negli uffici di SEGA a Tokyo per scoprire qualcosa in più proprio sul Mega Drive Mini. "Questa nuova versione è completamente diversa da quella che Satomi Haruki aveva presentato l'anno scorso. Abbiamo ridisegnato tutto internamente, e non temete: dal firmware al chip, passando per controller e cavi, AtGames non è più coinvolta in nessun componente della console". Confidente del suo inglese, Miyazaki non ci gira attorno e non ci va leggero: SEGA è consapevole di quanto il lavoro mediocre fatto da AtGames abbia portato a guardare con scetticismo il Mega Drive Mini: "Abbiamo ascoltato i feedback degli utenti. Visto che abbiamo una sola occasione per lanciare un prodotto come questo, vogliamo farlo per bene e assicurarci che la qualità sia molto alta". E a giudicare da quello che abbiamo visto, scoperto e "toccato" finora, sembra che SEGA abbia davvero fatto sul serio. In arrivo nei negozi di tutto il mondo il 19 settembre 2019 al prezzo di 79,99€, il SEGA Mega Drive Mini (SEGA Genesis Mini, negli Stati Uniti) sarà con ogni probabilità la migliore tra le mini console pubblicate finora.

L'hardware

"Per favore, non paragonateci a PlayStation Classic", ci dice chiaramente Miyazaki, a dimostrazione di quanto SEGA sia fiduciosa di avere tra le mani un prodotto molto più completo e curato rispetto a quello che Sony ha pubblicato lo scorso dicembre. Quando arriverà nei negozi il 19 settembre, Mega Drive Mini sarà distribuito in tre diverse versioni a seconda della regione, in maniera simile a quanto fatto da Nintendo con il NES/Famicom Mini. Coerentemente con quanto avvenuto trent'anni fa, la versione commercializzata negli Stati Uniti si chiamerà SEGA Genesis Mini, ma a parte il nome e il design della confezione, non presenterà grosse differenze estetiche rispetto ai Mega Drive Mini distribuiti in Europa e Giappone. Discorso a parte per i controller: in Europa e negli Stati Uniti, la console includerà due perfette riproduzioni del Control Pad originale, con tre tasti azione (A/B/C) e un tasto Start. In Giappone, tuttavia, la console includerà una riproduzione del Control Pad con sei tasti (A/B/C/X/Y/Z) distribuito a partire dal 1993. "I reparti marketing di SEGA of America e SEGA Europe hanno insistito affinché si utilizzassero i controller a tre tasti nei mercati occidentali", spiega Miyazaki. "Dall'uscita di Mega Drive 2 [nel 1993], il pubblico giapponese si è abituato al controller con sei tasti, mentre in occidente è quello con tre pulsanti a essere più noto e storicamente legato alla console".

La soluzione più "pratica" sarebbe stata quella di includere un controller wireless a sei tasti, ma SEGA ha chiaramente voluto restare quanto più fedele al ricordo che i fan di vecchia data hanno della loro esperienza con il Mega Drive. I Control Pad sono riproduzioni spiccicate degli originali per forma, decorazioni e feeling dei tasti, con l'unica eccezione riguardante il cavo, stavolta ovviamente USB e non a 9 Pin. Il cavo è anche più lungo dell'originale, arrivando a quasi 2 metri di lunghezza: probabilmente è ancora poco per chi ha un salotto grande e gioca stando molto distante dalla TV, ma se confrontato con i controller di Super NES Classic Mini e PlayStation Classic è indubbiamente un importante passo avanti.

Se il controller rimane pressoché identico all'originale, la console appare invece notevolmente rimpicciolita: per volume, ci è stato detto raggiungere il 55% delle dimensioni del vecchio Mega Drive, ma a sorprendere, oltre alla grandezza ridotta della console, è la ricerca impressionante e quasi morbosa dei più piccoli dettagli. Pur non supportando le cartucce dei giochi (ma va?!), lo sportellino nella parte superiore può essere aperto, così come lo slot d'espansione alla base della console (quello che originariamente permetteva di collegare il SEGA CD), mentre è possibile muovere il controllo analogico del volume (senza però che abbia alcun effetto). Si tratta di dettagli assolutamente decorativi e fini a se stessi, ma che dimostrano un'attenzione e una cura che i fan non hanno mai visto in nessuno dei precedenti cloni e riproduzioni ufficiose del Mega Drive.

I giochi

Ovviamente, il lavoro certosino fatto nel riprodurre l'hardware del Mega Drive Mini rischia di essere del tutto inutile se la console non è accompagnata da una selezione di giochi ricca, interessante e ben emulata. Per fortuna, SEGA ne è consapevole e anche sul fronte del software sembra aver imparato dagli errori delle altre mini console. Mega Drive Mini includerà una selezione di 40 giochi scelti attentamente per incontrare i gusti di tutti i fan SEGA, e che siano anche in grado di raccontare la storia della console. Al momento ne è stata confermata una decina:

Pur mancando nel comunicato stampa ufficiale, il retro della confezione (seppur non definitiva) mostrava anche Sonic the Hedgehog 2. "Miyazaki-san mi aveva chiesto quali giochi avrei voluto inserire io", ci ha raccontato Yosuke Okunari, creative producer in SEGA e tra i membri chiave dietro Mega Drive Mini e SEGA Ages. "Inizialmente ho scelto una selezione con titoli molto di nicchia e che sarebbero stati apprezzati soprattutto dai fan più accaniti. Poi però abbiamo deciso di aggiustare il tiro e adattare la lista in base ai feedback provenienti da tutto il mondo, cercando di capire quali fossero i giochi più popolari e che fossero riconoscibili da tutti". Un esempio di questo approccio è l'inserimento di Altered Beast, che nonostante già all'epoca fosse considerato un action mediocre, si è rivelato uno dei titoli di maggior successo sulla console SEGA.

Ottima sarà poi la possibilità di selezionare liberamente tra diverse versioni di uno stesso gioco. "Ci sono alcuni titoli che avevano differenze più o meno evidenti in base al mercato", ci spiega Okunari. "Castlevania per esempio è uscito in tre diverse versioni con tre nomi differenti: The New Generation in Europa, Vampire Killer in Giappone e Bloodlines negli Stati Uniti. Quindi ci siamo assicurati che gli utenti potranno giocare tutte le versioni di ciascun gioco a prescindere dall'edizione del Mega Drive Mini che hanno acquistato. Per molti giochi potrai semplicemente cambiare la lingua dal menù, mentre per titoli come Castlevania potrai scegliere quale versione giocare". È senza dubbio un'ottima notizia considerando che all'epoca alcuni titoli avevano - a seconda della regione - importanti differenze grafiche (assenza di sangue o di simboli controversi, ad esempio) e di gameplay (diversi livelli di difficoltà e opzioni aggiuntive).

Negli Stati Uniti e in Europa la lista dei giochi inclusi nel Mega Drive Mini dovrebbe essere identica, mentre l'edizione giapponese avrà una lineup leggermente diversa: "In Giappone, circa il 20-25% dei giochi saranno diversi rispetto all'occidente", ci ha detto Miyazaki. "Anche a Hong Kong e Taiwan, per questioni politiche, ci saranno alcune differenze. L'hardware sarà lo stesso venduto in Giappone ma la lista dei giochi sarà un po' diversa".

Oltre a quelli già citati, restano una trentina di titoli ancora da annunciare, ma durante l'intervista ci siamo fatti una mezza idea di quali probabilmente NON saranno inclusi. "Giochi come Joe Montana Football e altri sportivi che avevano al loro interno atleti famosi difficilmente verranno inclusi", spiega Miyazaki. "Le licenze sono oggi molto difficili da ottenere e stesso discorso vale per giochi come Jurassic Park, per cui sarebbe impossibile averne la proprietà intellettuale. In alcuni casi è anche difficile capire a chi appartengono le varie licenze e contattare tutte le persone responsabili, mentre quello che era accettabile 30 anni fa non è detto che lo sia ancora oggi". Quest'ultima frase in particolare ci fa pensare che possiamo scordarci un titolo come Michael Jackson's Moonwalker, così come difficilmente sarà incluso un gioco controverso come Night Trap. Il bollino PEGI 16 sui materiali promozionali del Mega Drive Mini lascia ben sperare nell'inclusione di Mortal Kombat, ma sfortunatamente - così com'è stato per il Super NES Classic Mini - ad essere esclusi saranno probaiblmente anche gli eccezionali platform che utilizzavano personaggi Disney, come Aladdin, Castle of Illusion e The Lion King.

Nonostante questi grandi assenti, Mega Drive Mini promette offrire una selezione di giochi nel complesso migliore di quella delle altre Mini console, più ricca di Super NES Classic Mini e PlayStation Classic, e decisamente più variegata di Neo Geo Mini.

Software

Un prodotto nostalgico come il Mega Drive Mini si regge su tre colonne, e se la qualità dell'hardware e la lista dei giochi sono pilastri importanti, altrettanto fondamentale è il modo in cui questi giochi vengono emulati, e per fortuna anche in questo caso si raggiunge una qualità altissima. A dispetto delle scadenti riproduzioni uscite in passato, il software di Mega Drive Mini è interamente sviluppato da SEGA M2, il team interno alla compagnia che porta avanti l'ottima collana Sega Ages su Nintendo Switch. "Per Mega Drive Mini utilizziamo una versione personalizzata del nostro emulatore [di Sega Ages] con in più alcune migliorie al suono e ad altre piccole cose", spiega Okunari. "A differenza di SEGA AGES abbiamo cercato di non aggiungere contenuti inediti ai giochi, lasciandoli il più possibile intatti e fedeli all'esperienza originale. Abbiamo tuttavia sistemato alcuni problemi più gravi: ad esempio in Shining Force capitava che lo schermo impazzisse quando in certi casi usavi la magia". Chi temeva che in Europa i giochi potessero girare a una frequenza inferiore rispetto alla controparte giapponese e quella americana (a 60hz) può tirare un sospiro di sollievo. "Non ci sono differenze in termini di velocità in base al mercato", continua Okunari. "Fecero così con la Virtual Console di Wii ma la risposta dei fan fu pessima. Quindi abbiamo deciso di offrire ai giocatori la versione che è più vicina alla visione degli autori originali anziché adattarlo a com'era nei diversi mercati". In sostanza, giochi a 60hz per tutti.

Durante la nostra breve prova del Mega Drive Mini, l'esperienza ci è sembrata assolutamente impeccabile, sebbene l'interfaccia attualmente presente (e non necessariamente definitiva) fosse inelegante e scarna di opzioni. L'emulatore del Sega Mega Drive Mini permetterà di salvare in qualsiasi momento utilizzando quattro slot di salvataggio, mentre dalle opzioni è possibile attivare o disattivare il classico filtro grafico che aggiunge le scanline. Dalla dashboard sarà possibile visualizzare le diverse confezioni (che cambieranno coerentemente alla lingua impostata), mentre i manuali originali saranno visualizzabili attraverso una pagina web, come già avviene per Super NES Classic Mini. Sfortunatamente non ci saranno materiali extra come archivi di retroscena, illustrazioni e concept art: avrebbero dato un importante valore documentaristico alla console: "Recuperare e inserire extra e archivi per ogni gioco avrebbe richiesto troppo lavoro", ci ha detto Miyazaki. Un interrogativo riguarda la possibilità di accedere alla dashboard dal Control Pad. Il Control Pad a sei pulsanti (che, come detto, sarà esclusivo per l'edizione giapponese) presenta sul dorso un tasto Mode che consente questa funzione. Dal momento che il controller occidentale a tre tasti non avrà quel pulsante, speriamo quantomeno che SEGA preveda una combinazione di tasti che permetta di accedere alle opzioni di sistema senza doversi necessariamente alzare e premere il tasto Reset sulla console.

C'è voluto un po' più del previsto ma, dopo anni di cloni e terribili riproduzioni su licenza realizzate da produttori terze parti, i fan più nostalgici del SEGA Mega Drive potranno finalmente mettere le mani su una mini console prodotta con cura e amore in ogni minimo dettaglio hardware e software. Speriamo che nei mesi che ci separano all'uscita, SEGA M2 possa affinare la dashboard (ora essenziale ma non particolarmente gradevole), e che il resto dei 40 giochi presenti nel pacchetto sia - al netto della mancanza di alcune licenze importanti - allo stesso livello dei titoli annunciati finora.

CERTEZZE

  • Una lineup ricca e potenzialmente molto varia
  • Finalmente una riproduzione del Mega Drive fatta come si deve
  • In quanto a qualità dell'emulazione, i maghi di M2 sono una garanzia

DUBBI

  • Dashboard per ora poco gradevole
  • L'assenza di archivi storici e informativi sui diversi giochi è sempre un'occasione sprecata
  • Mancheranno alcuni giochi su licenza che hanno fatto la storia di Mega Drive

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