Monster Hunter World, cronache di un successo annunciato e meritato 45

Ecco come Capcom è riuscita a scardinare quel meccanismo infernale chiamato games as a service che logora team di sviluppo e utenti

SPECIALE di Francesco Serino —   26/07/2019

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Sommando tutte le versioni in commercio, Monster Hunter World si appresta a superare il traguardo da 15 milioni di copie vendute, cosa che avverrà molto probabilmente con l'arrivo della prima (e ultima?) espansione, Iceborne, prevista per il 6 settembre. Una cifra straordinaria per un gioco straordinario, e un duplice record per Capcom: Monster Hunter World non è solo il gioco della serie più popolare, ma anche il più venduto di sempre nella storia della compagine giapponese, classifica che vede al secondo posto Resident Evil 5 e al terzo il controverso Resident Evil 6. Monster Hunter World rischia persino di doppiare i due "survival" che lo precedono, ed è un dato piuttosto indicativo di quanto sia cresciuta la game industry, ma soprattutto di quanto funzioni bene questo intreccio di gameplay al limite della perfezione intessuto da Capcom.

Cacciatorino

Nonostante il suo gameplay abbia oramai un bel po' di anni sulle spalle, in un una sorta di paradosso spaziotemporale Monster Hunter rimane un gioco tra i più attuali, e in buona parte perché totalmente compatibile con una streaming generation che ama le sfide asincrone e corali. Twitch ha dato un duro colpo ai giochi più semplici, quelli in cui la narrativa è tutto, concedendo nuova linfa vitale a gameplay che non si esauriscono semplicemente guardandoli in azione. Il successo di From Software nasce in parte proprio dalla congiunzione con lo streaming, dove i diversi "Souls" si trasformano in trasmissioni di successo proprio per capire come andare avanti, o intuire nuove e più efficaci strategie. Anche se in modo un po' diverso, Monster Hunter World ha beneficiato dello stesso meccanismo, conquistando mese dopo mese una sempre più vasta schiera di appassionati, composta solo in parte da veterani. Con quest'ultimo capitolo, Capcom ha infatti coraggiosamente liberato Monster Hunter dai limiti tecnici della portatilità, oltre a quelli strutturali Nintendo, per guardare finalmente agli Stati Uniti e all'Europa dove il grande fenomeno giapponese, fino ad oggi, si è limitato ad essere un cult per pochi intenditori.

Monster Hunter World Geralt

Più sono grossi...

Parte del segreto di Monster Hunter, non solo di World ma in misura maggiore di questo ultimo gioco, è il suo essere qualcosa di più che un semplice action game. Nonostante il contesto fantasy, Monster Hunter è infatti un vero e proprio simulatore di caccia, dove invece di riprodurre il comportamento delle marmotte o dei cervi, gli sviluppatori hanno dato vita a un ecosistema primitivo e fantastico, composto da sauri e altre biologiche follie. È una cosa estremamente difficile da realizzare in modo così credibile, ed è anche per questo che di cloni se ne sono visti pochi, e quelli più riusciti non ce la fanno comunque a trasmettere le stesse ferine sensazioni. Le creature del gioco Capcom hanno comportamenti credibili ma che inevitabilmente si ripeteranno nelle diverse battute di caccia, ma possono contare anche su una sorprendente dose di imprevedibilità che li fa apparire verosimili, vividi, sempre pericolosi. Questo dettaglio tutt'altro che secondario garantisce ai cacciatori/giocatori battaglie sempre diverse, nelle quali una creatura può finire imprigionata nei rovi, cadere nelle trappole disposte in precedenza, spazzata via da una diga distrutta con una codata nel tentativo di annientare i cacciatori. Come se non bastasse, durante uno scontro con una delle bestie presenti nel gioco, potrebbero fare la loro comparsa e infilarsi nella battaglia anche altre creature, rendendo il combattimento molto più impegnativo del solito. Sorprese che richiedono al giocatore o ai giocatori cambi di strategia improvvisi, una capacità di adattamento intelligente e ispirata che solo dopo molte, moltissime ore, può trasformarsi in una noiose routine.

... più fanno rumore cadendo

È proprio questa struttura a rendere Monster Hunter una sfida capace di sopravvivere nel tempo, senza gli infiniti update necessari ai soliti games as a service per rimanere in vita. Ed è proprio il pretesto ideato da Capcom a fornire un valido motivo di tornare a cacciare anche dopo centinaia di ore, e senza bisogno di nuovi contenuti. Anche Monster Hunter ha le sue missioni da ripetere se si vuole all'infinito, ma nel farlo si recita alla perfezione il proprio ruolo di cacciatore; è questa la sensazione che traspare e non quella di rigiocare gli stessi contenuti, magari anche con le stesse cut-scene, perché semplicemente non ce ne sono altri e non ce ne saranno fino all'arrivo del prossimo grande e grosso DLC. Come Sea of Thieves, anche Monster Hunter è utilissimo per capire l'illogicità di certi altri prodotti multiplayer, dove gli sviluppatori sono costretti a inseguire i propri utenti cercando di sfornare più contenuti possibili, ficcandosi così in un crunch time perenne che non può che logorare tutte le persone coinvolte. Capcom invece ha creato una straordinaria struttura perpetua, a cui nuovi contenuti fanno naturalmente sempre comodo, senza però mai essere davvero necessari.

Monster Hunter World Iceborne 09