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Perché 007 First Light è così importante per il brand?

Il suo nome è Bond, James Bond, e questa volta avrà una faccia nuova: più giovane, più moderna. È una ripartenza per tutta la serie, ora in mano ad Amazon.

SPECIALE di Fabio Di Felice   —   08/03/2026
Il nuovo James Bond farà la sua comparsa in 007 First Light
007 First Light
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La definizione più tagliente di James Bond, l'agente 007 nato dalla penna di Ian Fleming e poi portato al cinema dalla EON Productions della famiglia Broccoli e dalla Metro Goldwyn Mayer, l'ha data Judi Dench, che interpretava M nel film che avrebbe cambiato tutto, GoldenEye: "Un dinosauro misogino e sessista, una reliquia della Guerra Fredda". Sì, perché quando Fleming aveva scritto il suo Bond, lo aveva immaginato così: l'archetipo della spia occidentale contrapposto allo spionaggio sovietico. Violento, scontroso, eppure irresistibilmente affascinante. Mente e corpo d'acciaio: poteva resistere alle torture di Le Chiffre in Casino Royale, il primo libro della serie, che lo seviziava con malcelato godimento. Un uomo duro per tempi duri. Ma aveva anche tutte le storture dell'archetipo: il Bond letterario era un narcisista, un misogino, un razzista, uno che non potevi piegare all'empatia e alle buone maniere. E soprattutto era una forza reazionaria in un mondo diviso tra Est e Ovest. Una "reliquia della Guerra Fredda", appunto.

Così, quando il muro di Berlino cadde nel 1989 e la Guerra Fredda formalmente finì, i Broccoli si trovarono a dover reinventare Bond. E non fu affatto facile. Non lo sarebbe stato nemmeno se il muro fosse rimasto su: Albert Broccoli, il patriarca della famiglia, stava per morire; c'era un contenzioso in corso nella produzione e Timothy Dalton, che aveva ricoperto il ruolo fino a quel momento (il quarto Bond dopo Sean Connery, George Lazenby e Roger Moore), aveva appena mollato. Prendere in mano 007 e trasformarlo in un personaggio moderno era come maneggiare dinamite. Lo sapeva Barbara Broccoli, figlia di Albert, che insieme al fratellastro Michael Wilson era passata al controllo creativo e produttivo, e lo sapeva tutto il resto del mondo.

Uno 007 più moderno passa anche attraverso il suo rapporto con le donne che incontra in missione
Uno 007 più moderno passa anche attraverso il suo rapporto con le donne che incontra in missione

Forse il finale di questa storia lo sapete già, ma ve lo diciamo comunque: oltre 350 milioni di dollari di incasso. GoldenEye fu il primo film della saga a superare i 300 milioni di dollari; il più grande incasso fino a quel momento. E soprattutto fu in grado di rilanciare il personaggio: Pierce Brosnan rimase in quel ruolo per i successivi tre film. La produzione aveva affrontato in maniera intelligente il pericolo e ne aveva approfittato per riscrivere tutto. Un'occasione d'oro (d'altronde l'oro era anche nel titolo, ispirato alla casa in Giamaica dove Fleming scriveva i romanzi), che ci dà una chiave di lettura su ciò che sta succedendo nel 2026. Perché siamo un'altra volta in quel momento storico: una sostituzione al comando del brand, un periodo di enorme cambiamento, un'occasione per riscrivere il personaggio, e stavolta nei videogiochi. Più precisamente in 007 First Light.

La guerra dei Broccoli

Forse bisogna partire dal più epocale di questi cambiamenti, che non è legato al mondo in continua trasformazione, ma alla caduta della dinastia che si è sempre - e per sempre intendo sempre - occupata del controllo creativo di Bond. Albert Broccoli comprò i diritti cinematografici direttamente da Ian Fleming per due soldi. Il fatto è che nessuno credeva che i romanzi di Bond potessero diventare dei buoni film. Qualcuno aveva tirato fuori un adattamento televisivo di Casino Royale per la serie antologica Climax!, ma l'unica cosa degna di nota era Peter Lorre nei panni di Le Chiffre. Nient'altro. E così Albert, italoamericano di seconda generazione, con il padre che era arrivato negli USA direttamente dalla Calabria, aveva cominciato la sua lunga carriera di figura chiave nel mondo di Bond. La produzione cinematografica era una collaborazione tra la EON Productions di Albert e la MGM, e fu chiaro da subito che Bond sarebbe stato un successo. Sin dal momento in cui Sean Connery si mette in bocca la sigaretta, se la accende e dice quelle tre parole: "Bond, James Bond".

Da lì la storia la conosciamo tutti: 1962 il primo film, 2021 l'ultimo (No Time to Die, che segna anche la chiusura del personaggio interpretato da Daniel Craig). È il franchise più longevo della storia del cinema e quello che ha tirato fuori capitoli con maggiore continuità. Sapete qual è la pausa più grande che si è preso? Quella tra 007: Vendetta privata e GoldenEye. I perché li abbiamo raccontati: il mondo era cambiato e così anche la famiglia Broccoli. Ciò che invece era sempre uguale era la mentalità: controllo totale creativo sul personaggio. C'è un detto che la famiglia Broccoli si tramanda insieme alla proprietà di 007: "Non lasciare che gente temporanea prenda decisioni permanenti".

Barbara Broccoli se lo sarà ripetuto centinaia di volte negli ultimi anni. Da quando un gigante come Amazon si è comprato il partner produttivo di sempre, la MGM. Acquistata perché uno dei colossi della cinematografia, certo, ma anche perché insieme c'era un boccone proprio gustoso: James Bond. Non solo: era anche il momento più giusto, ovvero quello del cambio della guardia. Fuori Craig, bisognava predisporre tutto per i successivi anni di contenuti.

Daniel Craig è, finora, l'ultimo James Bond cinematografico
Daniel Craig è, finora, l'ultimo James Bond cinematografico

C'era un problema. Un grandissimo problema: Barbara Broccoli pensava che i dirigenti Amazon fossero degli idioti. Non c'è un modo gentile per dirlo, anche perché è stato il Wall Street Journal a riportare le sue parole sui nuovi partner di produzione. Il tira e molla sulla visione creativa è stato estenuante: da una parte c'era chi voleva preservare la lunga tradizione dei Bond; dall'altra c'era chi voleva far fruttare l'immenso investimento di quasi 8 miliardi e mezzo di dollari trasformando Bond in una serie di contenuti agili, giovani, moderni. Volevano raccontarne le origini, farne degli spin-off, delle serie TV. Dei nuovi videogiochi. E la Broccoli ha combattuto, accidenti se l'ha fatto. Fino a quando Amazon non ha fatto un'offerta economica, tuttora segreta, che ha convinto la famiglia a mollare al colosso americano la gestione creativa del brand, mantenendo però il 50% dei proventi totali. Alla fine ha vinto la "gente temporanea".

Cos’è un Bond moderno?

In questo momento storico, quindi, Amazon è impegnata a ridisegnare l'epica di James Bond. Mentre si susseguono i nomi dei possibili attori che potrebbero prendere il ruolo dell'agente segreto (si parla di Jacob Elordi, Callum Turner o Aaron Taylor-Johnson), ecco un'altra ghiotta occasione per riscrivere e attualizzare le origini della spia, e di farlo in un medium che è a stretto contatto con il pubblico più difficile di tutti, quello dei giovani. È infatti questa la nicchia da ammaliare, perché non ha alcun legame sentimentale con 007: il pubblico dei videogiocatori.

Non si può certo dire che 007 Legends sia stato un successo...
Non si può certo dire che 007 Legends sia stato un successo...

Il rapporto di Bond con i videogiochi è complesso. Nel 1997, quando GoldenEye 007 è uscito su Nintendo 64, tutti l'hanno amato, tanto che il titolo ha contribuito a diffondere il genere degli sparatutto in prima persona anche su console. Da lì, però, l'agente non se l'è cavata bene in versione virtuale, fino al fallimento di 007 Legends, il gioco che celebrava i 50 anni del brand. Nel 2013, scaduta la licenza - non di uccidere, ma di realizzare videogiochi sul brand - in mano ad Activision, EON e MGM hanno deciso di non rinnovarla. Forse, conoscendo i Broccoli, con l'intenzione di non darla in mano a nessun altro e per un bel po' di tempo.

Il destino però sa sorprenderti: nel 2020 IO Interactive, reduce dallo splendido lavoro sull'ultima trilogia di Hitman, ha presentato un progetto per un nuovo videogioco di Bond. Uno nel quale si restituiva all'agente la sua dimensione spionistica, togliendo invece spazio all'azione. E soprattutto uno in cui se ne raccontavano le origini e il modo in cui aveva ottenuto la licenza - questa volta sì - di uccidere. Il destino, dicevo, sa stupirti: EON dice di sì, e poi qualche mese dopo Amazon compra MGM. Così, Project 007 (come si chiamava all'epoca) diventa l'ultima delle preoccupazioni dei Broccoli, impegnati nel tira e molla con Amazon sulla futura visione creativa del personaggio.

Il giovane Bond di 007 First Light è l'occasione per attirare un nuovo pubblico
Il giovane Bond di 007 First Light è l'occasione per attirare un nuovo pubblico

Poi ancora un colpo di scena. Sembra veramente di essere in un film di Bond: un accordo segreto che mette fine a oltre 60 anni di controllo su un personaggio che ha fatto la storia. E Amazon si ritrova per le mani una gallina dalle uova d'oro. Mentre procedono le voci sul nuovo film e il mondo si prepara al nuovo volto di 007, per la prima volta nella storia il pubblico incontrerà un nuovo Bond prima nei videogiochi che al cinema. Sarà una storia d'origine e moderna. Anzi, "modernizzata", come hanno riferito nelle interviste i membri di IO Interactive, dicendo che James rifletterà valori attuali, specialmente per quanto riguarda il rapporto con le donne. Ovviamente scatenando le ire di una parte dei fan.

Le dichiarazioni hanno colpito nel vivo, ma in realtà se ci fermiamo a riflettere non c'è veramente niente di nuovo: è dal primo momento in cui Bond è apparso sullo schermo che è in atto una modernizzazione del personaggio. Ogni attore che ha interpretato Bond, ogni film che lo ha visto protagonista, è stato ripensato per adattarsi allo zeitgeist. Se nel libro di Fleming era facile trovare frasi controverse, al cinema quella scorza incomunicabile di Bond è stata grattata via iterazione dopo iterazione. Il Bond di Craig è già più vicino a un eroe romantico, è altruista, è un personaggio che sposa completamente le aspettative di un eroe del ventunesimo secolo. E non sarebbe potuto essere altrimenti. Così come il Bond di Brosnan ha dimostrato di non essere solo una "reliquia della Guerra Fredda". Si è evoluto ed è campato per altri trent'anni, incassando miliardi di dollari e conquistando una generazione dopo l'altra.

007 First Light dovrà riscrivere tutta la mitologia di Bond dall'inizio
007 First Light dovrà riscrivere tutta la mitologia di Bond dall'inizio

Questo processo di riscrittura dei personaggi è costante. Avviene per ogni icona che viene riproposta e che ha bisogno di una bella scartavetrata. Il professor Henry "Indiana" Jones nel videogioco del 2024 Indiana Jones e l'antico cerchio non cerca mica di infilarsi nelle mutande di ogni personaggio femminile che incontra e si morde la lingua quando gli viene in mente qualche battuta che oggi sarebbe recepita in maniera diversa rispetto al 1981.

Per il brand 007 e per Amazon, che ora è sola al timone creativo di uno dei pochissimi personaggi che nel corso degli anni è sopravvissuto alle diverse facce che ha "indossato", oggi 007 First Light sembra più importante che mai, perché ha la possibilità di trasmettere questo caposaldo dell'immaginario umano a una nuova generazione. E di farlo attraverso uno strumento che potrebbe dargli ancora più rilevanza della faccia che sceglieranno per il cinema.