Project Eve, l'analisi del gameplay mostrato al PlayStation Showcase

Capace di catturare con il suo spettacolare comparto tecnico durante il PlayStation Showcase, Project Eve è un action made in korea con del notevole potenziale.

ANTEPRIMA di Aligi Comandini —   11/09/2021
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Al di fuori del Giappone, i cui videogiochi più importanti arrivano ormai praticamente sempre sui nostri lidi, buona parte del gaming asiatico è ancora un discreto mistero per il mercato occidentale. Si tratta di mercati enormi e spesso autosufficienti che non si espandono all'estero perché non ne hanno la necessità. Eppure negli anni si sono evoluti in modo impressionante, specialmente dal punto di vista tecnico. Lo si è visto di recente con vari titoli di origine cinese - Black Myth Wu Kong su tutti - eppure non è assolutamente il caso di dimenticarsi la Corea, specie se si considera che da quelle parti è da anni che escono titoli dotati di un comparto tecnico assolutamente folle, e le capacità delle software house nell'utilizzo di alcuni degli engine più usati (Unreal in particolare) sembrano migliorare esponenzialmente di anno in anno.

Il titolo di cui parliamo oggi peraltro non è una sorpresa a là Dokev, o un arrivo in ritardo come quello di Lost Ark: si tratta di un action già noto da tempo di nome Project Eve, sviluppato dagli SHIFTUP. E se è vero che la software house alle spalle del progetto non è particolarmente longeva (la ha fondata un concept artist noto dalle nostre parti per il suo lavoro su Black Desert Online di nome Hyung-Tae Kim), risulta comunque impossibile non parlarne visto il notevole trailer mostrato durante il PlayStation Showcase e gli impressionanti passi avanti fatti rispetto alle build passate.

Proviamo ad analizzare il gameplay di Project Eve mostrato al PlayStation Showcase.

Narrativa: combattere per un mondo distrutto

Project Eve: la protagonista
Project Eve: la protagonista

La premessa di Project Eve è banalotta, ma comunque funzionale per giustificare una serie di battaglie senza sosta. Voi interpretate Eve, appunto, una umana sopravvissuta e rispedita sulla terra da una colonia spaziale per combattere gli invasori che hanno costretto l'umanità alla fuga (degli esseri mostruosi chiamati NA:tives). Difficile aspettarsi chissà quale narrativa in un action tutto botte e spettacolarità come questo, ma risulta impossibile trarre conclusioni sensate adesso, considerato lo storico pressoché inesistente della casa al lavoro sul titolo. Se già dovesse trattarsi di un gioco capace di divertire con una buona scrittura e qualche colpo di scena ci riterremmo più che soddisfatti.

Detto ciò, da quanto visto il titolo sembra essere piuttosto lineare e strutturato come molti action moderni: fasi esplorative basilari, arene, e cutscene interattive con QTE più o meno esagerati. Così a naso lo scheletro di base è molto ispirato a Bayonetta e ad altri giochi Platinum, e una delle scene del trailer - una fase di fuga in un tunnel a dir poco eccessiva - non fa che validare la nostra prima impressione. Superati gli effetti speciali e le esagerazioni, però, ci si trova davanti a un sistema di combattimento che sembra volersi distaccare parecchio da quanto creato dal team di Kamiya e compagnia bella (o anche da Capcom in molti dei suoi titoli migliori). Project Eve, infatti, sembra voler puntare a uno strano misto tra meccaniche complesse e ritmo compassato, una sorta di ibrido tra la complessità di un action stylish e il riposizionamento ragionato di un soulslike. Idea curiosa, ma non priva di potenziale

Gameplay: prima lento, poi fortissimo

Project Eve: una spettacolare parata durante uno scontro
Project Eve: una spettacolare parata durante uno scontro

Entriamo più nel dettaglio, anche perché è il caso di analizzare le cose un po' più a fondo. Gli scontri di Project Eve non sembrano voler essere caotiche battaglie contro grossi gruppi di nemici, e le mostruosità che si incontrano paiono dotate di pattern d'attacco piuttosto prevedibili, seppur pericolosi e discretamente rapidi. Al giocatore vengono quindi offerte varie meccaniche difensive, tra cui una parata con tanto di possibilità di eseguire una guardia perfetta (che sembra respingere gli attacchi offrendo utili finestre temporali sicure per continuare l'offensiva), e una schivata che, se utilizzata poco prima dell'impatto, rallenta il tempo (in modo pressoché identico al Witch Time visto nella serie Bayonetta, per intenderci).

Strumenti di difesa così validi di norma vengono utilizzati per appoggiare al meglio un sistema di combattimento "mordi e fuggi" molto tattico e basato sull'osservazione del nemico, tuttavia in questo titolo anche le meccaniche offensive paiono piuttosto elaborate e ricche di possibilità, con combinazioni complesse e persino poteri speciali (che potrebbero peraltro essere in parte correlati al drone che segue Eve ovunque). Per bilanciare il tutto in modo che il ritmo piuttosto lento del gioco venga supportato al meglio sarà necessario gestire degnamente le reazioni degli avversari agli attacchi (l'ideale sarebbe evitare mostri assolutamente impassibili ai colpi, ma comunque dotati di precise soglie di resistenza), senza esagerare con le possibilità offensive, o si rischia un'esperienza eccessivamente facilitata. Vedere come gli sviluppatori sapranno aggirare questi ostacoli mantenendo un minimo di unicità sarà indubbiamente interessante nel gioco finito.

Project Eve: ciò che resta del vecchio mondo
Project Eve: ciò che resta del vecchio mondo

Infine, se dal punto di vista grafico non abbiamo la benché minima critica da fare - gli effetti particellari sono notevoli, le animazioni fluide e di alta qualità e il dettaglio generale indubbiamente notevole - non possiamo dire lo stesso dell'art direction, che ci ha lasciato freddini. Il mondo di gioco è un post apocalittico sci-fi abbastanza tipico, e persino i nemici sono mutanti non poi così ispirati, seppur si tratti curiosamente di mostri modellati prima a mano e poi traslati in 3D. Va detto che abbiamo visto relativamente poco del gioco, e c'è probabilmente tutto il tempo per svelare ambientazioni più originali o dare una maggior identità stilistica all'opera, quindi è presto per fasciarsi la testa.

Tecnicamente notevolissimo, Project Eve è senza dubbio un action molto ambizioso, ma la scelta di fondere due stili di combat system agli antipodi non è certo di facile gestione. Se le meccaniche verranno ben calcolate, ad ogni modo, potremmo trovarci davanti a una notevole sorpresa, oltre che a un titolo capace di mostrare il potenziale dell'ecosistema dello sviluppo coreano anche dalle nostre parti. Siamo curiosi, non c'è dubbio.

CERTEZZE

  • Tecnicamente impressionante
  • Combat system "misto" indubbiamente interessante
DUBBI
  • Tutto il sistema sembra molto difficile da bilanciare
  • L'art direction non ci convince del tutto