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Qualcuno salvi le console portatili

Stavano vivendo un momento fiorente e tante novità erano in rampa di lancio: è per questo che l'attuale crisi delle RAM colpisce particolarmente duro il futuro delle console portatili.

SPECIALE di Stefania Sperandio   —   17/04/2026
crisi delle ram e console portatili

Qualche anno fa, quando Switch esordì con ottimi numeri sul mercato, Nintendo spiegò la sua visione per la piattaforma ibrida: con una console domestica, di solito i videogiocatori hanno un dispositivo "per abitazione", o per nucleo familiare. Le console portatili sono diverse: sono dispositivi da gioco personali, il che significa che c'è la possibilità di venderne una per ciascun membro della famiglia. In linea di massima, in effetti, può andare così - e questo rende il mercato delle portatili particolarmente appetibile.

Così, dopo che Sony lo aveva abbandonato, appiedando PlayStation Vita perché riteneva che sarebbe andata a scontrarsi con smartphone e tablet, Nintendo capitalizzò sulla sua lunga storia di successi con le console "da tasca", riunendo sotto l'egida di Switch il fronte domestico e quello portatile, che tante gioie aveva dato con Nintendo DS.

Quel successo, che oggi ha dato i natali all'erede Nintendo Switch 2, è stato seguito nel 2022 da un altro: quello di Steam Deck. I PC da gioco a forma di console portatile esistevano già, ma erano costosi, ricercati, di nicchia, una cosa da appassionati instancabili più che da grande pubblico. Valve, con la sua macchina, ha cercato (e trovato, nei limiti del possibile) un punto di congiunzione tra il PC gaming e il giocare su console, rendendo più accessibile affacciarsi alla titanica libreria di giochi di Steam.

Steam Deck ha fatto da ariete per la diffusione dei PC handheld
Steam Deck ha fatto da ariete per la diffusione dei PC handheld

Forti di questi successi, queste macchine da gioco dall'approccio ibrido - sia Switch che Steam Deck si possono anche collegare a un televisore - hanno aperto le porte a un nuovo futuro per le console portatili. O, per meglio dire, le avevano aperte.

Mercato impazzito

Se Nintendo fa mercato a sé, quella dei PC handheld non è una grande nicchia: secondo le stime, Steam Deck dovrebbe essere dalle parti dei 6 milioni di unità - e rappresenta il maggior esponente del segmento, con numeri superiori ad ASUS ROG Ally, Lenovo Legion Go, MSI Claw e affini. È però una nicchia in espansione: sempre più produttori hanno dimostrato interesse, Intel e AMD hanno fornito chip specifici e l'idea di avere una macchina da gioco da mettersi nello zaino, dove far girare praticamente qualsiasi cosa, piace ai consumatori.

Il terremoto della crisi delle RAM, però, di fatto sta spezzando le gambe al momentum positivo che il segmento stava vivendo. Se è vero che tanti comprano un PC handheld come macchina primaria su cui giocare, lo è anche che per altri è di affiancamento: giochi su quello quando non hai voglia di stare al PC o alla TV. Per qualsiasi dei due approcci, rimane fondamentale che il dispositivo abbia un prezzo congruo allo scopo - e abbiamo capito che proprio questo dettaglio non è più possibile, nel contesto attuale.

I PC handheld possono godere anche degli abbonamenti Game Pass come i normali computer desktop
I PC handheld possono godere anche degli abbonamenti Game Pass come i normali computer desktop

L'esempio di Lenovo Legion Go 2 è quello più abbagliante: la macchina scomponibile dal gigantesco display OLED aveva già in partenza un prezzo importante (1.299 euro per il modello con Z2 Extreme), ma in seguito alla crisi delle RAM è aumentata di addirittura 1.000 euro sullo store ufficiale. In pratica, un prezzo così fuori mercato che suona come un invito a non acquistarla.

Anche AYANEO, uno dei più noti produttori di macchine da gioco portatili, ha dovuto sospendere i piani di realizzazione della sua ambiziosa Next II, affermando che soddisferà gli ordini già ricevuti e poi dovrà fermarne la catena produttiva - perché i costi di produzione in questo momento non sono sostenibili. La stessa AYANEO che, per motivi affini, ritocca perfino i prezzi delle sue celebri retro-console portatili, o anticipa che alcune andranno fuori produzione perché le componenti non bastano più per produrle tutte.

Steam Deck non è più acquistabile da febbraio 2026, in attesa di nuove scorte
Steam Deck non è più acquistabile da febbraio 2026, in attesa di nuove scorte

A questo quadro di difficoltà, si somma la questione Steam Deck. Dopo essere andata esaurita negli Stati Uniti, in poche settimane a febbraio la macchina di Valve è finita sold-out anche in Europa. E, da allora, non è mai più tornata disponibile, almeno fino al momento in cui stiamo scrivendo queste righe. Non è difficile capire perché: Valve è la stessa che, in modo molto trasparente, ha detto di non sapere più quando lanciare Steam Machine, data proprio la scarsità di RAM (e di RAM che permettano di tenere il prezzo del prodotto sensato in un piano di business).

Come fai a mettere a disposizione nuove scorte di Steam Deck se i costi di produzione, ammesso di riuscire a procurarsi le memorie, si sono impennati? Nel caso di Deck, non puoi aumentare il prezzo come fatto da Lenovo - perché proprio il prezzo aggressivo è la pietra angolare su cui è costruita l'esistenza del dispositivo. Anni fa, durante un'intervista con la divisione americana di IGN, il presidente di Valve, Gabe Newell, aveva spiegato che il prezzo di Deck doveva essere "molto aggressivo" e aveva definito "doloroso" il compromesso trovato dalla compagnia per produrre una macchina efficace, ma dal costo appetibile. Anche l'hardware director Shreya Liu gli aveva fatto eco, spiegando che "sapevamo che il prezzo sarebbe stato un punto fondamentale. Fin dall'inizio, abbiamo progettato Steam Deck tenendolo a mente e abbiamo lavorato molto, molto duramente per raggiungere il prezzo che vedete".

Una macchina che ha costruito la sua popolarità sull'accessibilità - dell'approccio di utilizzo e di prezzo - soffre in modo particolare, quando uno dei suoi fattori chiave viene a mancare. Se Steam Deck tornasse disponibile ora, a che prezzo lo farebbe? Se mantenesse quelli tradizionali, dato che era già "dolorosa" da produrre prima, a Valve converrebbe ancora venderla? La risposta, forse, ce l'abbiamo già: sta nel fatto che è non disponibile da ormai due mesi.

La rivincita delle console portatili, da Switch a Steam Deck, passando per il progetto PlayStation La rivincita delle console portatili, da Switch a Steam Deck, passando per il progetto PlayStation

In un mercato così complicato, dove tutti i giorni si vocifera di aumenti per Switch 2, o dove Legion Go 2 ha raggiunto costi astronomici, sembra quasi miracoloso che MSI Claw 8 e ROG Xbox Ally X stiano riuscendo a mantenersi sotto la soglia psicologica dei 1.000 euro. Viene da domandarsi fino a quando ci riusciranno. E da riflettere sul fatto che quella soglia psicologica, solo pochi anni fa, fosse dalle parti dei 700 euro, per i dispositivi handheld di fascia alta.

Cosa verrà dopo?

L'industria hardware corre velocissima. Abbiamo scoperto, però, che non correva abbastanza veloce da sostenere la costruzione dei data center per l'IA che hanno fagocitato le scorte di RAM. Quando la crisi si riassorbirà - e non ci è dato sapere una realistica data di fine, al momento - il contesto che le console portatili troveranno potrebbe essere molto diverso.

Prima di tutto, perché stavano vivendo un momentum positivo giustificato dall'interesse dei videogiocatori. Quell'interesse però scema e si riduce enormemente se i prezzi salgono anche sopra i 1.000 euro e, come spesso accade dopo le crisi, magari rimangono così anche una volta superate le difficoltà di scorte.

E può scemare ancora di più se pensiamo che, intanto, si moltiplicano i servizi che permettono di giocare in cloud su macchine portatili molto meno potenti (perfino il proprio tablet collegandoci un controller, se non si vuole un dispositivo preposto solo al gaming), mentre pian pianino anche un Paese come il nostro sta finalmente sdoganando l'arrivo della FTTH nei piccoli centri.
Se la crisi dovesse essere superata da qui a un anno, o da qui a due anni, dove atterreranno i prezzi dei PC handheld che, per molti, rimangono macchine da affiancamento di un desktop? Quanto saranno disposti a spendere allora i videogiocatori? E quanto saranno diventate ancora più radicate le possibilità di giocare in cloud con una console che magari costa 300 euro e ha solo bisogno di Wi-Fi 7 e un chip che le permetta di accedere agilmente agli abbonamenti in cloud?

Passiamo così da una prospettiva in cui Switch 2 fa il suo, in cui Microsoft si tuffa sulle portatili con le Xbox Ally e in cui si parla di una Sony che valuta una PS6 portatile, a una in cui tutto è in stallo, immoto, congelato. Non abbiamo componenti per stare dietro a tutto - e di certo non abbiamo soldi per comprare dispositivi ai prezzi che vediamo attualmente. Probabilmente, nemmeno le aziende hanno quelli che servono a continuare a fabbricarli, se il margine viene azzerato dai rincari alla fonte.

Steam Deck, che era stata l'ariete di questa nuova giovinezza delle portatili nel mondo PC, rimane non disponibile. E nella parabola futura di queste "console", che realizzano il sogno di molti di noi di avere in borsa i propri videogiochi preferiti, rimarrà sempre questa fase di stallo a cui sono state costrette. Se a farle seguito sarà una nuova impennata, o un ritorno nella nicchia della nicchia, solo le scelte di produttori e consumatori di domani potranno dirlo.

Per ora, la crisi colpisce forte e, se i dispositivi da gioco domestici possono contare sulla loro centralità, per quelli portatili non è così. Speriamo non ne paghino il caro prezzo - ché tanto ormai è solo di cari prezzi che si parla...